La sagra di San Giuseppe a San Cassiano ed esposizione d’arte contemporanea Ruralia

255

SAN CASSIANO (Lecce) – Dopo i riti che dall’inizio del mese hanno animato il paese di San Cassiano, arriva il culmine della festa di San Giuseppe.

È la 43esima edizione della sagra, in cui si degustano i piatti della tradizione, ai piedi della “fòcara”, il falò realizzata con le fascine. 

Da sempre, questa festa nasce dal valore dei prodotti agroalimentari del territorio. Da due anni partecipa al progetto “Ruralia” con novità che riguardano i temi della sostenibilità, della valorizzazione del territorio e dell’agricoltura multifunzionale.

 

La festa di San Giuseppe, a San Cassiano, è un evento culturale costruito grazie al sapiente lavoro dell’intera comunità, in un affascinante connubio tra religiosità, devozione popolare e amore per la terra.

 

La festa è incentrata sul “cibo come dono” ed è il risultato di un lungo e metodico lavoro collettivo che inizia alla fine di gennaio con la raccolta casa-casa del grano, dell’olio, dei peperoni e di tutti i prodotti della terra necessari per l’allestimento della tavola e coinvolge l’intera comunità nella preparazione delle tredici differenti pietanze offerte il 16 marzo giorno della festa.

Il culmine del rito è rappresentato dalla fòcara, un grande fuoco ottenuto dalla raccolta delle fascine, che segna il passaggio dall’inverno alla primavera (equinozio).

 

Una festa della tradizione popolare che nell’ambito del progetto “Ruralia”, nato per sostenere l’identità rurale delle feste popolari dei comuni del Parco Paduli, riscopre i valori originari e costruisce nuovi percorsi a sostegno del cibo di qualità.

 

L’ingrediente principe della festa di San Giuseppe è il grano. Questo prezioso componente è infatti utilizzato sotto forma di farina per la realizzazione del tradizionale pane di San Giuseppe, delle zeppole e della “massa”, e i suoi chicchi sono usati per il tradizionale piatto del grano “stumpatu”, cioè schiacciato.

 

La scelta di quest’anno è stata di tornare a utilizzare i grani antichi locali, coltivati nelle campagne vicine al paese e moliti a pietra nel Mulino di Comunità di Castiglione d’Otranto della cooperativa Casa delle AgriCulture. I prescelti sono stati il grano “Saragolla” per la massa e il pane di San Giuseppe, il grano Maiorca per le zeppole e il “Senatore Cappelli” per il grano “stumpatu”.

 

Dopo un lungo lavoro di condivisione, un’intera comunità fatta di abitanti, contadini, pasticceri e fornai ha deciso di investire sull’agricoltura sostenibile, attivando “produzioni agricole comunitarie” necessarie per la preparazione dei cibi del giorno della festa nel rispetto dei principi della biodiversità (per favorire la ricostruzione della filiera corta di autoproduzione, quest’anno è stato seminato il grano Saragolla, che sarà utilizzato dalla comunità per la festa del prossimo anno), sull’ecologia per abbassare il carico inquinante della festa, utilizzando nel giorno della sagra contenitori in bioplastica (prodotti da risorse rinnovabili di origine agricola), e sulla valorizzazione dei contenuti culturali attraverso l’esposizione di arte contemporanea “AISHgli uomini di pane di Matteo Lucca esposti per l’occasione nel museo MIAB.

 

Una sagra nata dal forte legame con la “terra” diventa l’occasione per riflettere sui temi della sostenibilità, della sovranità e sicurezza alimentare, e sull’accessibilità al cibo di qualità.

 

Venerdì 15 marzo è il giorno del preludio alla festa: si inizia alle 17.00 con un incontro pubblico dal titolo “quando una festa rurale diventa un modello di auto-produzione e sostenibilità agroalimentare di qualità”, a seguire l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “AISH Pane e Vita. Gli uomini di pane di Matteo Lucca” presso il museo Miab, e la performance teatrale “Il cibo nell’anima” di e con Stefania Semeraro presso la chiesa rupestre Madonna della Consolazione.

 

Sabato 16 marzo è il giorno della 43esima Sagra di San Giuseppe: si inizia alle 16.00 con la visita guidata “a piedi tra i beni culturali di San Cassiano”, la Santa Messa, a seguire l’accensione della Focara che dà il via all’apertura degli stand gastronomici, dove si degustano le pietanze della tradizione mentre la festa si anima con lo spettacolo di Antonio Castrignanò feat Sud Sound System.