Domenica 13 ottobre, la giornata nazionale delle famiglie al museo, nel Parco Archeologico di Rudiae a Lecce

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LECCE – Domenica 13 ottobre, il Parco Archeologico di Rudiae (Via San Pietro in Lama) a Lecce aderisce alla Giornata nazionale delle famiglie al museo. L’ingresso alle visite guidate (ore 10 e 16) sarà gratuito per i bambini e i ragazzi fino ai 13 anni. Le famiglie e tutti i visitatori (ingresso 4 euro) potranno apprezzare, circondato da una cornice di ulivi secolari distante dall’inquinamento acustico della città, l’anfiteatro costruito durante il regno di Traiano (98-117 d.C.). Rudiae è, infatti, uno dei siti archeologici più importanti del Salento. La città è nota soprattutto per aver dato i natali a Quinto Ennio (239-169 a.C.), il padre della letteratura latina. Nell’area archeologica sono state portate alla luce tombe ipogee scavate nella roccia e tratti delle monumentali fortificazioni messapiche, oltre a strade basolate ed edifici pubblici di Età romana. La presenza dell’anfiteatro, già ipotizzata in passato, è stata confermata solo di recente con gli scavi archeologici avviati nel 2011 e conclusi nel 2017.

Il 27 ottobre l’ultima domenica di visite guidate sarà speciale grazie alla collaborazione con il festival Conversazioni sul futuro, che si terrà a Lecce dal 24 al 27. La visita delle 10 (ingresso 5 euro) si concluderà, infatti, con il concerto del trio La Cantiga de la Serena che proporrà i brani de “La Fortuna”, recente disco prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana Fonosfere. Nell’uliveto che si affaccia sull’anfiteatro si esibiranno Fabrizio Piepoli (voce, chitarra, shruti box, tar), Giorgia Santoro (flauto, flauto basso, xiao, bansuri, tin whistle) e Vincenzo Gagliani (percussioni). Un concerto acustico con canti della tradizione popolare pugliese dal Salento al Gargano (ninnananne, tarantelle, pizziche) accostati ad antiche cantighe e romanze sefardite (espressione della cultura degli ebrei spagnoli) e splendide melodie delle tradizioni provenzale, arabo-andalusa e irlandese, antichi canti di gioia, di preghiera e d’amore. La visita guidata successiva (ultima della stagione) partirà alle 16 (ingresso 4 euro).

Grazie a un accordo stipulato tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e A.R.Va SRL, in collaborazione con il Comune di Lecce, è possibile, infatti, fino al 30 ottobre, visitare il parco ogni sabato e domenica (da ottobre alle 10 e alle 16) e durante la settimana (solo su prenotazione). La visita di circa due ore è supportata dal virtual tour su tablet e da pannelli con foto, ricostruzioni virtuali e illustrazioni grafiche.

Il percorso di visita prende avvio dall’area di Fondo Acchiatura. Qui è possibile visitare le strutture archeologiche messe in luce nel corso dei vecchi scavi degli anni ’50, ovvero le due strade basolate ortogonali, il luogo di culto e l’ipogeo ellenistico, al quale non è possibile accedere. Dopo aver visitato i resti archeologici di Fondo Acchiatura, il percorso prosegue sul lato nord dove un varco nel muro a secco consente un’affascinante veduta dall’alto dell’anfiteatro, immerso in una cornice di ulivi secolari arricchita dalle tipiche architetture rurali (muretti a secco, torri colombaie, ecc). Si accede nell’anfiteatro mediante una rampa di scale in acciaio situata in corrispondenza dell’ingresso sud del monumento; il sito è parzialmente fruibile anche per persone con disabilità motoria, poiché è presente un percorso semi-sterrato lungo il lato est che, attraverso una rampa in terra, permette di scendere nell’anfiteatro dall’ingresso nord. In seguito, si risale dalla rampa in terra e da lì si percorre la stradina perimetrale che consente una vista stupenda del settore ovest, dove è possibile osservare la stratificazione delle strutture del lacus, dell’anfiteatro e del muretto a secco ottocentesco, impreziosita dalla presenza degli ulivi. Oltre agli aspetti archeologici, il sito, distante dall’inquinamento acustico della città, è caratterizzato da un silenzio suggestivo, interrotto solo dal frinire delle cicale, e dagli aromi delle presenze botaniche mediterranee (timo, rucola a fiori bianchi, orchidee, ecc.), in grado di sviluppare molteplici percezioni sensoriali.