“Il Misantropo” con Giulio Scarpati e Valeria Solarino in scena al Teatro Palazzo di Bari

97

BARI – C’è un capolavoro di Molière in programma per il secondo appuntamento della stagione 2019-20 del Teatro Palazzo di Bari, diretta da Titta de Tommasi. “IL MISANTROPO”,  la celebre commedia del drammaturgo francese che mette alla berlina ipocrisie e convenzioni alla corte del Re Sole sarà in scena due volte al Palazzo, sabato 7 dicembre alle 21 e domenica 8 alle 18.30.
Prodotto dalla compagnia Gli Ipocriti, IL MISANTROPO per la regia di Nora Venturini (traduzione di Cesare Garboli) è stato uno dei successi dell’ultima stagione teatrale, con due protagonisti come Giulio Scarpati e Valeria Solarino che sanno calarsi al meglio nei panni dei protagonisti Alceste e Celimene. Lui è un uomo intransigente, dai rigidi principi, che disprezza facezie e superficialità che impregnano la società dell’epoca. Si indigna per ciò che desidera, soffre muovendosi in una società dove l’apparenza prevale sui valori. La donna della quale è innamorato, la bella Celimene è, all’opposto, la signora dei salotti, civettuola e seducente, diversa da lui in tutto:  visione del mondo, stile di vita, idea dei rapporti umani. È circondato da molti spasimanti, che si diverte ad attrarre e respingere. Non vuole rinunciare a nulla: né all’amore esclusivo di Alceste, tantomeno al balletto di seduzione di cui è regina incontrastata.

Una incompatibilità che diventa fattore di attrazione: “Li spinge l’uno verso l’altro, Alceste e Colimene sono tragici e comici insieme – spiega la regista Nora Venturini – sono nostri contemporanei come coppia sentimentalmente impossibile: non si capiscono ma si amano, si sfuggono ma si cercano, si detestano eppure faticano a separarsi. Sono un uomo e una donna di oggi, con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere alle richieste dell’altro, attaccati tenacemente alle proprie scelte di vita, in perenne conflitto tra loro”.

Uno spettacolo in continuo equilibrio tra commedia e tragedia in cui l’aspetto privato del tormento amoroso convive con  quello sociale, perché ne evidenzia il fattore umano e ce lo rende sempre attuale a distanza di secoli. Attorno ai due protagonisti in scena si muove un carosello di tipi umani, dal politico insulso con velleità da scrittore ai giovani nobili modaioli, fino alla dama di carità ipocrita e bigotta. Nei loro difetti possiamo riconoscerci e ridere di gusto; il salotto di Celimene è un teatrino in cui specchiarsi e vedere riflessi, nella superficie antica, gli slanci e le ipocrisie che ogni spettatore sperimenta ogni giorno.

Completano il cast Blas Roca Rey (nel ruolo dell’amico di Alceste, Filinto), Anna Ferraioli (Arsinoè), Matteo Quinzi (Oronte, Basco, Du Bois), Federica Zacchia (Eliante), Mauro Lamanna (Acaste) e Matteo Zecchi Clitandro). Le scene sono curate da Luigi Ferrigno, luci di Raffaele Perin, musiche di Marco Schiavoni e costumi di Marianna Carbone.

Giulio Scarpati e Valeria Solarino hanno già dimostrato grande affiatamento in scena interpretando i ruoli che furono di Marcello Mastroianni e Sophia Loren in Una giornata particolare, altro recente successo teatrale sempre per la regia di Nora Venturini.