Scopri la Puglia. Benvenuti a Vieste, la città più romantica del Gargano

1882

Claudia Forcignanò

Vieste, magica e misteriosa, romantica e affascinante, è il comune di Foggia posto più a oriente e custodisce lungo i suoi 30 chilometri di litoranea bagnata da un mare cristallino, spiagge di sabbia vellutata, grotte marine, insenature e isolotti, ma non mancano calette e baie, ovvero tutto ciò che occorre per trasformare un soggiorno in un’esperienza rigenerante per il fisico e per la mente.

Il suo centro si districa tra due punte: a est, la parte antica è limitata dalla Punta di San Francesco, mentre a nord, la zona più nuova che ha iniziato ad evolversi verso il 1800, dalla Punta di Santa Croce. Nel mezzo si trova la Marina Piccola.

Vieste è un po’ come il cilindro di un mago: all’improvviso spunta un’attrazione che lascia a bocca aperta, così accade che passeggiando per le vie del centro storico, ci si possa imbattere in angoli che sembrano ricavati dalle più suggestive illustrazioni, o si venga sovrastati dal Castello e dalla Cattedrale.

Si sceglie Vieste come meta turistica anche per il buon cibo pugliese, che in questa città, patria di pescatori, viene declinato nelle infinite sfumature del pesce.

A vederla ora, così azzurra e serafica, viene difficile immaginare che Vieste abbia vissuto una secolare storia travagliata, la cui origine si perde nella notte dei tempi.

La sua posizione strategica e i numerosi rinvenimenti, hanno permesso agli storici di ipotizzare che già nel Neoltico a Vieste esistessero villaggi abitati da uomini dediti alla pesca, all’agricoltura e alla pastorizia.

Circa la sua nascita invece, le voci si rincorrono discordanti, colorate come sempre dalle legende, una delle quali vuole che Vieste prenda il nome dalla moglie di Noè, morta proprio sulle coste garganiche.

 

Dati storici invece riconducono tutto ad una dimensione meno romantica della vicenda: alcuni documenti riportano infatti quanto raccontato da Tolomeo nel II sec. A.C. che con la parola Apeneste, identificava alcune città marine dell’Apulia Dauna colonizzate dai greci, che nell’attuale Vieste, veneravano il culto della dea del focolare domestico, Estia, conosciuta successivamente da romani come Vesta e da qui, nel tempo, la zona divenne Vieste.

Venendo a tempi più recenti, alcuni ritrovamenti, tra cui monete ed iscrizioni nella grotta posta sull’isola di Santa Eufemia, che documentano il culto della Venere Sosondra, sono propensi ad identificare Vieste come l’antica Uria.

In ogni caso, indipendentemente dalle sue origini, Vieste era una zona ideale per il commercio, tanto che nel Medioevo Bizantini, Normanni, Longobardi, Veneziani ed Arabi se la contesero alternando periodi di prosperità a periodi disperazione.

Il dominio bizantino fu infatti foriero di ricchezze e scambi culturali benedetti dal governo di Costantinopoli, ma la possibilità di controllare il traffico marino lungo l’Adritaico faceva gola sia ai Barbari del nord, che a quelli del sud, così Vieste divenne zona di scontri sanguinosi.

Intorno all’Anno Mille il dominio di Vieste passo in mano ai Normanni, che costruirono il castello e la cattedrale, poi distrutti dai veneziani e ricostruiti da Federico II di Svevia nel tentativo di rendere inespugnabile la città.

Da Vieste passò la storia della Chiesa di Roma: il doge di Venezia fece tappa mentre correva in soccorso di Bari che era caduta in mano ai saraceni, il papa Alessandro III vi trascorse un mese prima di imbarcarsi per andare a firmare la pace con Federico Barbarossa e Celestino V vi fu catturato mentre tentava la fuga verso l’Illiria dopo aver rinunciato al papato.

 

Arrivarono poi i pirati, che nessun altro interesse avevano, se non saccheggiare, violentare e distruggere, così in una truce escalation di violenza, nel 1554 il pirata Dragut, catturò gli uomini uccise di 5mila cittadini tra donne, vecchi e bambini; dopo questo eccidio la città si dotò così di massicce torri costiere molte delle quali sono tuttora visitabili.

Il Risorgimento rappresentò per Vieste un periodo di grande fermento, molti si mossero per combattere in nome di un’Italia unita, ma molti altri rimasero fedeli ai Borbone, così si formarono società segrete ostili al Regno borbonico che affascinavano i più sovversivi.

I fatti storici legati all’Unità d’Italia sono noti a tutti, ma ciò che pochi sanno è che il 27 luglio del 1861, a Vieste si combatté una battaglia che vide fronteggiarsi una spedizione di filoborbonici con i cittadini impegnati a realizzare l’unità d’Italia e le vie della città si macchiarono per sempre di sangue.

Conoscere la storia di Vieste sarà sicuramente utile ai viaggiatori per poter respirare a fondo la cultura di questa città e delle zone limitrofe, come ad esempio la Foresta Umbra o le Isole Tremiti.

Da visitare senza dubbio La Salata, una Necropoli paleocritiana situata a est della città, il santuario di Santa Maria di Merino e le grotte marine, dai nomi fantasiosi (Grotta Sfondata, Grotta dei due Occhi, Grotta Rotonda, Grotta dei Pipistrelli, Grotta del Serpente, Grotta Viola e Grotta Smeralda), oltre alle tante formazioni rocciose divenute famose per la loro forma, come il Pizzomunno e l’Arco di San Felice.

Il Pizzomunno
Arco di San Felice