Leggenda pugliese: Il tesoro del Barone

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CASTRIGNANO DEI GRECI (Lecce) – Una notte, un contadino di nome Andrea sognò suo nonno, che gli rivelò il segreto per diventare ricco quanto il Barone:

– “Dietro il castello, dopo l’ultima casa, all’ingresso della strada senza uscita, c’è uno spiazzo con una colonna antichissima. Sulla sinistra di questa, ad una distanza di tre palmi c’è “l’acchiatura”, il tesoro”. –

Disse il vecchio, quindi aggiunse:

– “Per averla, in una notte di luna piena devi condurre, a mezzanotte, tua figlia vergine ed un piccone. I colpi che darai con questo dovranno coincidere con i dodici rintocchi dell’orologio della piazza. Se essi saranno perfettamente coincidenti, potrai prendere il tesoro ma non prima di aver lasciato tua figlia nella fossa.” –

Nei giorni successivi Andrea si recò più volte sul luogo indicatogli dal nonno, per stabilire con precisione il punto esatto dove scavare, mentre la notte si esercitava a sincronizzarsi sui dodici rintocchi dell’orologio. Giunta così la più vicina sera di luna piena, che quell’anno corrispondeva al 29 giugno, uscì da casa col piccone sulla spalla e la sua figlia più piccola che lo seguiva poco dietro, dirigendosi verso lo spiazzo indicatogli dall’avo.

A mezzanotte, non appena l’orologio cominciò a scandire i rintocchi, Andrea cominciò a percuotere la terra all’unisono col piccone. Verso la fine si volse verso la figlia per sincerarsi se questa fosse pronta allo scambio, tuttavia la vista della fanciulla lo impietosì così, gettato il piccone per terra, corse ad abbracciarla, poiché tutte le ricchezze del Barone non potevano uguagliare l’amore di sua figlia.

 

Cosimo Enrico Marseglia