Leggenda pugliese: La furbizia del Cavaliere

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Molti e molti secoli or sono, il Signore di Brindisi aveva un’unica figlia, di una bellezza folgorante. Giunta all’età cui le donne solevano sposarsi, il padre decise di darla in moglie al cavaliere più furbo e prode che fosse mai esistito. Così chiuse la fanciulla a Forte a Mare, insieme ad altre tredici coetanee, ordinando che fossero vestite tutte nello stesso modo e stabilì che soltanto il cavaliere che fosse riuscito a scoprire il nascondiglio e ne avesse indovinato l’identità, l’avrebbbe sposata. Moltissimi furono i pretendenti che accettarono la sfida, tuttavia nessuno di loro riusciva a trovare la soluzione esatta.

Dopo alcuni mesi arrivò nel porto di Brindisi un grosso vascello, proveniente dall’Oriente, al cui comando vi era un principe bello e valoroso che, una volta avuto notizia della vicenda, decise di cimentarsi nell’impresa. Recatosi dal più valente orefice della città fece costruire un aquila d’oro capace di ospitare all’interno un uomo e che, ad ogni battito d’ala, diffondeva nell’aria una musica sublime.

La notizia della presenza di tale apparato, incuriosì il Signore della città che volle vederlo a tutti i costi, quindì ordinò in segreto che venisse portato a Forte a Mare per far divertire e svagare la figlia e le altre fanciulle. Nel frattempo il giovane aveva preso posto all’interno dell’aquila. Una volta recapitato a destinazione il marchingegno, le ragazze danzarono per una notte intera al suono delle melodie, quindi si recarono al letto. Tuttavia la figlia del Signore volle che l’aquila venisse portata nella sua stanza. Una volta chiuse le porte il giovane uscì dal suo nascondiglio e si presentò. Fu il classico colpo di fulmine. La mattina seguente l’aquila fu riportata al vascello, per essere consegnata al suo proprietario.

Alcuni giorni dopo il principe orientale si presentò alle porte dell’abitazione del Signore di Brindisi, dichiarando di voler partecipare alla sfida. Gli fu chiesto dove pensasse che fosse custodita la fanciulla e, subito, rispose: “A Forte a Mare”. Successivamente fu condotto sul luogo e, dopo aver fatto schierare le quattordici ragazze, gli fu chiesto di indovinare quale fosse la figlia del Signore. Senza esitazione il giovane indicò la fanciulla e questa, sorridendo, gli tese prontamente la mano e, come in tutte le migliori fiabe, vissero felici e contenti.

 

Cosimo Enrico Marseglia