Battaglie in Puglia: Scontro a Patù e fondazione delle “Centopietre”

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La vicenda che mi appresto a descrivere, sembrerebbe appartenere più alla leggenda piuttosto che alla storia reale, tuttavia presenta alcuni punti di interesse che giungono a fornire una spiegazione a quesiti di difficile soluzione, come appunto l’origine del complesso megalitico denominato le “Centopietre”, le cui teorie sulle origini sono tuttora contrastanti. Per taluni si tratterebbe di un complesso risalente all’epoca messapica, per altri, invece al Medio Evo, sfruttando materiale di reimpiego, messapico per l’appunto, la cui funzione era quella di custodire le spoglie di un condottiero, oggi andate perdute. Occorre comunque precisare che alla base di ogni leggenda c’è sempre un episodio reale che il tempo ha successivamente trasformato o, meglio ancora, deformato. Ma veniamo adesso alla descrizione dei fatti che, oltretutto, si riallacciano ad una tradizione antica che vuole la presenza della dinastia carolingia, Carlo Magno incluso, e dei paladini in diversi luoghi della penisola italiana.

Anno 874, il Re di Francia Carlo “il Calvo” invia in Terra d’Otranto, allora sotto il dominio bizantino, un esercito per contrastare l’avanzata dei Saraceni che minacciano le coste europee del Mediterraneo, al fine di stabilire alcune teste di sbarco per una successiva avanzata. Non si deve dimenticare che solo tre anni prima era terminata la dominazione saracena di Bari, grazie all’intervento congiunto di Bizantini, Veneziani e di Ludovico, Imperatore del Sacro Romano Impero che, nonostante i vari contrasti fra di loro, erano riusciti a porre fine all’emirato barese che durava dall’847. Anche Taranto e Brindisi avevano conosciuto, in quel periodo, la dominazione araba.

Il barone Geminiano, Signore della parte meridionale di Terra d’Otranto, allarmato da una possibile ingerenza politica del re francese sulle sue terre, decide di giungere a patti con i Saraceni ma questi, in maniera subdola, lo prendono e lo uccidono a tradimento, impossessandosi dei suoi domini. A questo punto, lo scontro diviene inevitabile, infatti, all’arrivo delle armate francesi, gli abitanti delle terre del barone chiedono loro aiuto. L’urto fra le forze francesi e saracene avviene il 24 giugno, giorno di San Giovanni, e l’esercito di Carlo riesce a rompere i ranghi del nemico, mettendolo in fuga e costringendo i superstiti a riprendere il mare. I Francesi riescono anche a recuperare le spoglie del barone, che vengono depositate in un monumento funebre, costruito appositamente con alcune enormi pietre provenienti dalle mura di cinta dell’antica città messapica di Vereto, che sorgeva non distante dall’attuale centro di Patù. Gli interni della costruzione furono abbelliti con alcuni affreschi, di cui oggi restano solo poche tracce, mentre del sepolcro del barone Geminiano non si riscontra più alcuna traccia visibile.

 

Cosimo Enrico Marseglia