L’11 ottobre mostra documentaria “Epidemie e antichi rimedi nelle carte dell’Archivio di Stato di Lecce”

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LECCE – L’11 ottobre l’Archivio di Stato di Lecce torna ad aprire le proprie porte in occasione della Domenica di carta 2020 con una mostra documentaria dal titolo Epidemie e antichi rimedi nelle carte dell’Archivio di Stato di Lecce

L’anno in corso rimarrà nella storia per la diffusione del Covid 19, virus che ad oggi ha infettato oltre 30 milioni di persone, uccidendone più di un milione. La popolazione mondiale ha in poco tempo appreso il significato di termini quali pandemia, quarantena, lockdown. A tutti la pandemia in corso è apparsa come qualcosa di epocale, capace di cambiare il corso della storia dell’uomo. Invece la storia dell’uomo è costellata di epidemie e pandemie che in un modo o nell’altro ne hanno condizionato l’evoluzione. La mostra tenta di raccontare come nel territorio salentino si siano vissute e combattute le numerose epidemie del passato: dai rimedi contro la peste del Seicento alla gestione degli infetti di sifilide, nota in passato come “mal francese” o “morbo gallico”, dalle teorie complottistiche legate alla diffusione del colera alle misure preventive adottate contro l’influenza spagnola e la malaria. I documenti esposti dimostreranno come, nonostante il passare dei secoli e i progressi della scienza e della medicina, le soluzioni messe a punto per contrastare il diffondersi delle epidemie del passato siano molto simili a quelle attuate oggi per fronteggiare la pandemia Covid 19.

La mostra, allestita presso la Sala di Studio dell’Istituto, in A. Via Sozy Carafa n. 15, è visitabile previa prenotazione al n. 0832/246788 domenica 11 ottobre, dalle 16:00 alle 20:00. Per ogni giornata di esposizione sono previsti 5 turni di ingresso. Al fine di rispettare le norme previste dallo stato di emergenza Covid-19, l’ingresso sarà contingentato e limitato a 6 persone per turno di ingresso. Per accedere alla mostra è necessario essere provvisti di mascherina e guanti nonché  rispettare la distanza di almeno 1 metro e di evitare assembramenti all’interno dei locali dell’Archivio.