Fortezze di Puglia: Il Castello Acquaviva d’Aragona di Conversano

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CONVERSANO (Bari) – Il castello di Conversano risale alla dominazione normanna, con molta probabilità dopo il 1054, anno in cui sembra abbia avuto inizio la lunga linea dei Conti della città. Fu Goffredo de Hauteville, nipote di Roberto il Guiscardo, ad assumere per primo il titolo di Conte di Conversano. La fortezza aveva funzioni esclusivamente militari e si presentava a pianta quadrangolare trapezoidale con quattro torri angolari, incastonato nei resti delle mura dell’antica città peuceta. Degli originali torrioni di epoca normanna ne sopravvive oggi soltanto uno, posto all’angolo occidentale del castello e detto: Torre Maestra, caratterizzata da una muratura spessa e resistente munita di poche finestre e piccole feritoie. Questa torre subì nel tempo diversi adeguamenti sino al suo completamento avvenuto sotto la signoria della famiglia Brienne nel XIII secolo. Sul lato sudorientale fu edificata successivamente una seconda torre simile alla Maestra benché di minori dimensioni, caratterizzata da finestre in stile gotico e, sulla terrazza, da un belvedere con suggestive arcate.

Agli Hauteville, o Altavilla, successero diverse famiglie comitali fra cui Bassavilla, Gentile, Brienne, d’Enghien. Nel 1422 diventa Conte di Conversano Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Principe di Taranto, Duca di Bari, Conte di Lecce, Soleto e San Pietro in Galatina, figlio di Raimondello e Maria d’Enghien. Questi concede la contea in dote alla figlia naturale Caterina, in occasione delle sue nozze col Duca di Atri e Conte di Teramo Giulio Antonio Acquaviva.

Furono proprio i conti della famiglia Acquaviva ad effettuare le diverse modiche che cambiarono volto al castello da originaria fortezza militare a residenza lussuosa, pur consolidando ed ammodernando, al passo con l’evolversi dei tempi, il suo carattere militare. Sul lato settentrionale venne sostituita la torre quadrangolare con una cilindrica, probabilmente proprio su iniziativa di Giulio Antonio Acquaviva che provvide anche ad incastonare nelle mura il blasone con le duplici armi degli Acquaviva e degli Orsini del Balzo. Andrea Matteo, figlio di Giulio Antonio commissionò entro i primi anni del XVI secolo l’edificazione della torre dodecagonale, la cui forma era stata appositamente studiata per resistere al fuoco delle artiglierie da assedio, mentre strette feritoie consentivano il posizionamento dei pezzi adibiti alla difesa.

La famiglia Acquaviva, che tra l’altro godeva anche della signoria di Nardò, contribuì più di ogni altra a trasformare il castello in una vera e propria reggia, ricca di opere d’arte, sino al XVIII secolo, quando optando per il trasferimento a Napoli capitale del regno, cominciò a diradare sempre di più le sue permanenze a Conversano sino a quando, nel 1856, il castello fu affittato al sacerdote Francesco Ramunni, successivamente divenutone proprietario, e che a causa di problemi economici divise la struttura in vari appartamenti che vendette a privati.

 

Cosimo Enrico Marseglia