“Sulla Mia Pelle – Gi Ultimi Sette Giorni di Stefano Cucchi”: proiezione del film e dibattito a Francavilla Fontana

692

FRANCAVILLA FONTANA (Br) – In collaborazione con Associazione Stefano Cucchi – Onlus e Arci Brindisi il Circo vi invita nella sua sede domenica 14 ottobre alle ore 21:00 per la proiezione di “Sulla Mia Pelle – Gli Ultimi Sette Giorni di Stefano Cucchi”. Il resto della serata sarà aperto al dibattito e allo scambio di idee sull’opera.

il film diretto da Alessio Cremonini, è l’emozionante racconto degli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi (Alessandro Borghi) e della settimana che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia, in particola modo quella di sua sorella Ilaria (Jasmine Trinca).

“Quando Stefano Cucchi muore nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148.
Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176: in due mesi trenta morti in
più.
Nei sette giorni che vanno dall’arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra
carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il
dramma che stava vivendo. È la potenza di queste cifre, il totale dei morti in carcere e quello del personale
incontrato da Stefano durante la detenzione che mi ha spinto a raccontare la sua storia: sono numeri che
fanno impressione, perché quei numeri sono persone.
Di tutta la vicenda, le polemiche, i processi, è l’ovvia ma allo stesso tempo penosa impossibilità di
difendersi, di spiegarsi, da parte della vittima ad avermi toccato profondamente: tutti possono parlare di
lui, tranne lui. Ecco, Sulla mia pelle nasce dal desiderio di strappare Stefano alla drammatica fissità delle
terribili foto che tutti noi conosciamo, quelle che lo ritraggono morto sul lettino autoptico, e ridargli vita.
Movimento. Parola. Sulla mia pelle, tra le varie cose, è modo di battere, di opporsi alla più grande delle ingiustizie: il silenzio.
Di tutte le parole che negli anni sono state spese sul suo caso queste sono, per me, le più illuminanti: «Non è accettabile, da un punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia non per cause naturali mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello stato». Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Roma”
(dalle note di regia di Alessio Cremonini)

“Il film mostra che si può essere presi in consegna dalle forze dell’ordine perché con l’ordine vigente non tutto di noi combacia, ed essere misteriosamente riconsegnati cadavere. Il film mostra che se non abbiamo le carte in regola, metaforicamente e alla lettera, noi stessi ci spaventiamo della nostra irregolarità e crediamo che per cavarcela è bene ingoiare ogni rospo. Il film mostra che se la realtà terribile della persona che abbiamo di fronte contraddice i documenti che invece ci sgravano la coscienza, la realtà ha torto e i documenti hanno ragione. Il film mostra che ci sono formule magiche che risolvono tutti i problemi: “Se insisti, chiamo chi di dovere”, “Firma qua”, “Non c’è l’autorizzazione”. Il film mostra come può capitare che nessuno, proprio nessuno, davanti a un essere umano che sta morendo nell’abbandono riesca a trovare la forza di gridare: me ne fotto del protocollo e delle ritorsioni, bisogna fare qualcosa subito.” (dalla rubrica “Parole” di Domenico Starnone su Internazionale).