I Fichi mandorlati di San Michele Salentino abbinati al Glykòs e a Le Viole, alla Cupertinum

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COPERTNO (Lecce) – Abbinati al Glykòs Passito Negroamaro Salento Igt o – ricoperti al cioccolato – a Le Viole Grappa di Negroamaro i fichi mandorlati di San Michele Salentino sono una squisitezza. Ora li potete trovare al punto vendita/enoteca della Cupertinum.

Il territorio tra San Vito dei Normanni e Ceglie Messapica storicamente è uno dei luoghi di maggiore produzione di mandorle e fichi della Puglia; queste campagne vantano decine di cultivar di mandorle e di fichi, e con questi frutti, si preparava un dolce tradizionale: il fico mandorlato.

La tradizione dell’essiccazione dei fichi è tipica di tutto il sud Italia ed era praticata soprattutto dalle famiglie contadine. Ma l’idea di arricchire i fichi essiccati, aggiungendo la mandorla, nasce in questo territorio, in particolare a San Michele Salentino. Qui le famiglie contadine iniziarono ad utilizzare entrambi i frutti per rendere un dolce molto semplice e povero, più complesso e ricco.
La preparazione avviene raccogliendo a scalare i fichi in via di maturazione: si utilizzano solo i bianchi della varietà Dottato che vengono aperti a metà, appiattiti, e lasciati essiccare su graticci di canne (sciaje) al sole per una settimana. Una volta raggiunto il giusto grado di essiccazione, si pone dentro il fico aperto una mandorla intera tostata e non pelata in ogni metà (l’amaro della pellicina fa da contrasto con la dolcezza del fico e ne fa apprezzare di più il sapore). Le mandorle appartengono a una grande varietà di cultivar locali, tra le quali si ricordano: Riviezzo (Cegliese), Bottari (il nome locale della Genco), Sciacallo, Tondina, Sepp d’Amic.
Si unisce, quindi, una scorzetta di limone e qualche seme di finocchietto selvatico. Si sovrappone il fico ad un altro fico e si chiude: si infornano quindi a temperatura medio-bassa per circa un’ora. Una volta tolti dal forno, i fichi sono controllati uno ad uno, e si scartano quelli troppo cotti. La preparazione dei fichi mandorlati comincia alla fine di agosto e prosegue fino alla fine di settembre.

La tradizione si arricchisce e oltre alle tradizionali ricette di fichi mandorlati se ne sono aggiunte altre, come la golosissima con copertura di cioccolato e scorza di arancia candita.

Abbinati al Glykòs Passito Negroamaro Salento Igt o alle Le Viole Grappa di Negroamaro i fichi mandorlati di San Michele Salentino sono una squisitezza. Al punto vendita/enoteca della Cupertinum, dove oltre ai Vini premiatissimi, potete trovare altri prodotti di eccellenza del territorio: l’olio dell’Apol e – tra poco – il miele salentino della Cupertinum.