Alla città di Bari l’Oscar della salute 2022 per la Food policy: stamattina il consigliere Cascella alla cerimonia di premiazione ad Ancona

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BARI – Questa mattina il consigliere comunale e presidente della commissione consiliare Cultura e Sport Giuseppe Cascella, delegato dal Comune di Bari per la Rete delle Città Sane, ha ritirato ad Ancona l’Oscar della Salute 2022, istituito nel 2008 dalla Rete Città Sane per premiare progettualità nel campo della promozione della salute urbana, e attribuito al capoluogo pugliese per il progetto Bari Urban Food Policy. A rappresentare la Città di Bari, insieme al consigliere Cascella, anche la consigliera delegata del sindaco all’emergenza trasfusionale Loredana Battista.

La Rete Città Sane è un network nazionale di città, promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per la Salute, che dal 1948 opera con l’obiettivo di assicurare alla popolazione mondiale il più alto livello di salute, per sviluppare politiche locali sul tema della salute urbana, della prevenzione e della promozione di stili di vita sostenibili.

“Riteniamo la nostra partecipazione alla Rete Città Sane un fatto importante – dichiara Giuseppe Cascella – perché se è vero che gli enti locali non hanno competenze dirette in materia sanitaria, attraverso politiche virtuose le città possono agire efficacemente sulle cause che condizionano la salute delle comunità, come le problematiche ambientali, la denutrizione, l’esclusione sociale, la scarsa prevenzione. L’OMS da tempo ha operato una rivoluzione copernicana sul concetto di salute, promuovendo l’approccio One Health, recepito anche dal nostro Istituto Superiore di Sanità, ossia un orientamento strategico che integra le azioni di tutela e promozione della salute nella progettazione urbana, sottolineando la forte dipendenza tra il benessere fisico, psichico e sociale e l’ambiente urbano in cui si vive. La definizione di salute è sempre più multidimensionale e concerne uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di una malattia o la presenza di un’infermità patologica. Attraverso la food policy, incardinata nel Gabinetto del Sindaco – che ringrazio – e trasversale a diversi Assessorati, il Comune di Bari si sta impegnando a orientare le scelte delle famiglie in relazione ai consumi alimentari negli aspetti nutrizionali (per prevenire impatti negativi sulla salute come l’obesità infantile, problematiche cardiovascolari, diabete), di sicurezza alimentare (promozione di filiere controllate e territoriali), etici (promozione di produzioni che rispettino il diritto dei lavoratori in contrasto al caporalato, valorizzazione dell’economia locale), sociali (promozione di misure di contrasto allo spreco alimentare e di food sharing), ambientali (promozione di packaging plastic free), al fine di migliorare la qualità della vita delle persone e favorire nuove relazioni virtuose di sussidiarietà orizzontale sul tema del cibo sano e dell’alimentazione”.

Il quadro di riferimento è quello definito dalla Carta di Ottawa del 1986, in cui l’OMS ha ridefinito il concetto di salute e il suo legame strettissimo con la città. Su di esse, infatti, l’OMS punta, orientandone l’attività su tre punti fermi:

• l’integrazione tra le politiche di gestione diretta della salute e le politiche strategiche che appartengono ad altri settori dell’attività amministrativa ma hanno un’influenza sulla salute dei cittadini intesa in senso ampio;

• la promozione di uno sviluppo della città fondato sull’equità, sulla sostenibilità ambientale e sull’attenzione alla persona, al suo valore e alle sue esigenze;

• la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche che hanno un effetto concreto sulla loro vita.

Il movimento delle Città Sane è presente in tutti i continenti; vi aderiscono in Europa più di 1300 città e in Italia più di 70 Comuni. L’Oscar della Salute, giunto quest’anno alla sua quattordicesima edizione, valorizza le buone pratiche attuate a livello locale.

Il progetto del Comune di Bari premiato è Bari Urban Food Policy (BUFP), ossia il Piano di azione locale che la Città di Bari sta attuando sulle politiche alimentari, come da impegni assunti in occasione del Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP), sottoscritto durante l’EXPO 2015 e consegnato al Segretario Generale ONU nella giornata mondiale dell’alimentazione.

Il Patto, sottoscritto attualmente da 300 città nel mondo, impegna i sindaci a redigere un piano urbano di azione (Urban Food Policy) teso a rendere sostenibili i propri sistemi alimentari, garantire cibo sano e accessibile a tutti, lavorare per preservare la biodiversità, valorizzare l’agricoltura periurbana, diffondere buoni stili di vita e nutrizionali, ridurre gli sprechi alimentari, attivare start-up in campo agroalimentare, promuovere la filiera corta presso le mense e la distribuzione, realizzare politiche di inclusione attiva attraverso il cibo e la nutrizione.

Il Comune di Bari, nel corso della redazione del suo Action Plan, ha avviato diversi progetti pilota e buone pratiche su scala urbana sul rapporto nutrizione, salute, ambiente, comunità (mense scolastiche biologiche, sostenibili e a filiera corta, orti scolastici e urbani comunitari, giardini condivisi, progetti educativi sulla nutrizione, misure di contrasto allo spreco alimentare, screening sanitari dei dipendenti), in linea con gli indirizzi della Rete nazionale Città Sane e della Rete mondiale Cities Changing Diabetes che, sulla base della Carta di Ottawa per la promozione della salute, sostengono un approccio multidimensionale al benessere delle cittadinanze, dentro la cornice di un sviluppo urbano sostenibile.

In particolare, per la redazione del suo Action Plan – attualmente in corso di discussione e che sarà approvato entro l’anno – Bari ha costituito un gruppo di lavoro interdisciplinare, composto da esponenti del Comune di Bari, ricercatori del Politecnico di Bari, Ciheam-IAMB, Università Statale di Milano, per favorire la convergenza di competenze agronomiche, nutrizionali, urbanistiche, sociali e valorizzare gli esiti della produzione scientifica sul tema per orientare metodologicamente lo sviluppo della visione della BUFP, da condividere con le principali sigle istituzionali, datoriali, sindacali, del terzo settore e del civismo.

Inoltre, a testimonianza di un impegno sui temi del benessere e della salute, già in  occasione della XXXVIII Assemblea Nazionale ANCI (2021) Bari era stata insignita dell'”URBES AWARDS 2021″, dal magazine “Urbes urbanizzazione, benessere e salute”.

Le azioni pilota della Food Policy già sperimentate in questi anni dal Comune di Bari e candidate all’Oscar della Salute sono le seguenti.

Mense Scolastiche Green

Il Comune di Bari ha avviato una vera e propria rivoluzione nel servizio di refezione scolastica, introducendo tra le prime città in Italia e, come prima in Puglia, un’offerta alimentare interamente biologica e a km zero, disegnata su presupposti di qualità e varietà nutrizionale, di rispetto per le diversità culturali e religiose e organizzata su criteri di tutela ambientale e sostenibilità. Il servizio di mensa scolastica della Città di Bari, concertato con nutrizionisti interni, medici della ASL BA e genitori, è strutturato su indirizzi di corretta alimentazione e prevenzione dell’obesità infantile. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo  ha attribuito a questa esperienza il sigillo di “mensa di eccellenza” per la qualità e la tracciabilità dei prodotti biologici utilizzati, assegnando all’ente, annualmente, una premialità economica che il Comune di Bari ha voluto destinare alla riduzione delle tariffe per le fasce di famiglie più deboli.

Orti e agricoltura periurbana

La Città di Bari ha avviato dal 2020 un nuovo corso di valorizzazione dei terreni agricoli periurbani abbandonati, a fini produttivi e comunitari (Rigenerazioni Creative) dialogando con le associazioni ambientali impegnate nell’agricoltura sociale urbana e i movimenti civici di quartiere. L’esperienza degli orti periurbani si inserisce in questo quadro di collaborazione sussidiaria e rappresenta certamente una delle pratiche esemplari oggi presenti a Bari. Tra questi, il più importante per dimensione è Orto Domingo, sviluppato su una superficie di circa 11.500 metri quadrati, con un perimetro di circa 600 metri, nato dalla volontà di un collettivo in seno a un super condominio cittadino, di riappropriarsi di un’area comunale abbandonata da riconvertire.

Distribuzione alimentare covid e contrasto alle povertà

Durante il primo lockdown (nel 2020) l’amministrazione comunale, per contrastare l’emergenza alimentare COVID-19, ha attivato un network di 700 volontari che hanno consentito di fornire assistenza ad anziani e persone fragili sul fronte alimentare, raccogliendo donazioni e garantendone la distribuzione a domicilio. Il network solidale, coordinato dalla ripartizione Welfare, è stato strutturato su 10 hub di quartiere, insediati presso i Centri servizi per le famiglie e dedicati alla raccolta dei bisogni, alla preparazione dei kit alimentari, alla gestione della logistica e dei volontari e alla pianificazione della distribuzione. Sono state altresì attivate 40 linee di ascolto nei 5 Municipi. Alla rete solidale hanno aderito anche i rappresentanti degli enti del terzo settore, gli imprenditori del settore alimentare, i titolari di farmacie, i medici e gli operatori sanitari che hanno garantito  anche visite a domicilio e forme di assistenza psicologica e sociale all’utenza.

Contrasto allo spreco alimentare

Il Comune di Bari ha istituito nel 2021 un network urbano solidale (Bari Social Food), in grado di promuovere il riutilizzo alimentare e ridurre le eccedenze. Il progetto ha promosso la formazione di un albo dei donatori (ristoranti, piccola, media e grande distribuzione, artigiani alimentari ecc.) e la costituzione di 10 antenne territoriali di quartiere non profit che raccolgono le eccedenze alimentari per distribuirle a famiglie e persone in difficoltà. Le antenne territoriali, opportunamente dotate di frigoriferi e magazzini per lo stoccaggio dal Comune, per tutte le tipologie di cibo (secco, fresco, lavorato, surgelati) sono rifornite direttamente dai donatori, anche attraverso la piattaforma digitale “Bring the food”, che consente di efficientare il sistema di raccolta e distribuzione. Bari Social Food, contestualmente, opera sulle attività di sensibilizzazione e di formazione nelle scuole, fondamentali per agevolare il cambio di mentalità oggi più che mai necessario.

Reinserimento dei giovani nell’agricoltura sociale

Il Comune di Bari è attivo, nell’ambito di una misura metropolitana più ampia (AGRICULTURA), in un’azione di reinserimento lavorativo dei giovani NEET sulle filiere dell’agricoltura sociale, su terreni pubblici in stato di abbandono o confiscati alle mafie.  La misura è finanziata nell’ambito del PON LEGALITÀ 2014-2020 e ha previsto come primo step, la ricognizione dei terreni disponibili e la creazione di una “Banca della Terra”, per poi concentrarsi sulla formazione e la qualificazione dei giovani beneficiari per la creazione di nuove imprese e la valorizzazione dei beni agricoli, per la creazione di una filiera “agriculturale”. L’idea è quella di integrare il percorso di formazione, orientamento e sviluppo dell’idea imprenditoriale con le misure di valorizzazione periurbana, per favorire il passaggio ad una dimensione di mercato che ne garantisca la sostenibilità attraverso il rafforzamento del collegamento con i consumatori e la comunità, finalizzato alla vendita diretta e quindi allo sviluppo di nuove forme di filiera corta.

Orti didattici ed outdoor education

Il Comune di Bari, grazie al sostegno finanziario del Ministero delle Politiche agricole, attribuito all’ente in virtù della sua mensa biologica, ha ideato una misura di piccola infrastrutturazione di orti didattici ed educativi presso le scuole dell’infanzia e primarie di Bari, dove è attivo il servizio mensa. Attraverso un avviso pubblico sono state selezionate le scuole, candidate in partnership con enti del terzo settore in possesso di know how per la formazione dei bambini e degli insegnanti. L’obiettivo è quello di strutturare in città un network di orti didattici e scolastici composto dall’ente locale, le scuole e i soggetti del terzo settore, con l’obiettivo di promuovere esperienze innovative e localizzate di “comunità di apprendimento” sui temi dell’alimentazione, a forte vocazione ambientale, per favorire un maggior dialogo tra la scuola, i docenti, i genitori, il quartiere e le reti di cittadinanza attiva sui temi dell’alimentazione e dei consumi responsabili.

Ricerca universitaria su cibo e salute

Il Comune di Bari, nell’ambito del Progetto Agriculture promosso dalla Città Metropolitana di Bari e sostenuto dal PON Legalità 2014-2020, ha costituito un gruppo di ricerca sulla Food Policy di cui fanno parte esponenti del Gabinetto del Sindaco e del servizio refezione scolastica del PEGL, ricercatori del Cieham-IAMB, del Politecnico di Bari e della Statale di Milano per approfondire i caratteri della produzione alimentare urbana, indagare le tendenze di consumo alimentari, analizzare le relazioni tra alimentazione e sviluppo urbano, definire le linee di intervento della BUFP, in accordo con i principali stakeholder locali.