Al Cinema Teatro Impero di Brindisi sei film d’autore in una rassegna

52

BRINDISI – Da febbraio ad aprile al Cinema Teatro Impero di Brindisi torna la programmazione pensata per tutti gli appassionati di film di qualità. Si compone di sei titoli una rassegna da non perdere, con posto unico a 6 euro per altrettanti week-end all’insegna del cinema d’autore: un viaggio nella società contemporanea attraverso i temi che più investono il nostro tempo. Tutti i film hanno inizio alle ore 18.30. Apertura botteghino mezzora prima della proiezione.

 

Primo titolo in rassegna il 18 e 19 febbraio il film “Trieste è bella di notte” di Matteo Calore, Stefano Collizzolli e Andrea Segre: lo chiamano “the game” ma non è un gioco; suona, anzi, come un tragico ossimoro. È il tentativo, reiterato e disperato, dei migranti asiatici di raggiungere il nostro Paese attraverso la rotta balcanica: Bosnia, Croazia, Slovenia e, infine, Italia, a un passo da Trieste. Giorni e notti di cammino attraverso le montagne, con la neve e con il freddo, spesso senza cibo. Al termine della proiezione di domenica 19 febbraio è previsto l’incontro in sala con il regista Andrea Segre.

 

La rassegna prosegue il 25 e 26 febbraio con “Close”, film presentato in anteprima al Festival di Cannes – dove ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria – e candidato all’Oscar come Miglior film internazionale, segna il ritorno al cinema del regista fiammingo Lukas Dhont e racconta una profonda storia di amicizia e sulla ricerca dell’identità attraverso il legame tra due ragazzi di 13 anni, Léo e Rémy, uniti da un affetto fraterno. Un evento inaspettato cambierà per sempre le loro vite, mettendo in discussione il loro legame. “Close” è un profondo e toccante coming of age, una storia di formazione che racconta il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza, interpretata con grazia e naturalezza dai due giovani protagonisti.

 

Terzo appuntamento il 5 marzo con “Il piacere è tutto mio”, film diretto da Sophie Hyde con protagonisti la due volte Premio Oscar Emma Thompson e Daryl McCormack. Il film racconta la storia di Nancy Stokes, vedova di 55 anni che, giunta a questo punto della sua vita senza un marito ma ancora giovane e affascinante, non desidera altro che una cosa: un’appagante esperienza sessuale. Si rivolge così a un’agenzia e decide di incontrare Leo Grande. Giovane e affascinante, l’uomo sembra avere tutto ciò che Nancy desidera. Ma nel corso di tre incontri in una camera di hotel le dinamiche cambiano: Leo si dimostra anche una persona con cui parlare e, nonostante la differenza d’età, tra i due nasce un rapporto di fiducia che porta Nancy a riscoprire se stessa.

 

A letto con Sartre” è il titolo del film in rassegna il 12 marzo per la regia di Samuel Benchetrit. Il film è ambientato in una cittadina nei pressi di un porto a nord della Francia, dove le persone trascorrono la loro vita isolati e col tempo si sono abituati alla violenza. La loro esistenza viene sconvolta improvvisamente da arte e amore, che inizia a influenzarli fortemente. Tra di loro ci sono Jesus (Joey Starr) e Poussin (Bouli Lanners), impegnati a organizzare un party per la figlia adolescente del loro datore di lavoro, e Jacky (Gustave Kervern), uno scagnozzo che grazie all’amore per una donna scopre l’arte del teatro. È così che la poesia, l’arte e il teatro aiutano questi personaggi a dare un senso alla loro vita.

 

Si arriva così all’8 e 9 aprile con il film “Il corsetto dell’Imperatrice”, film diretto da Marie Kreutzer incentrato sulla figura dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio conosciuta come Principessa Sissi (Vicky Krieps). Nota per la sua bellezza e grande fonte d’ispirazione per la moda del tempo, Sissi sta per compiere quaranta anni e, considerata già anziana per la sua epoca, inizia a essere ossessionata da un grande timore e che l’avanzare dell’età le porti via la bellezza. Decisa a non darsi per vinta, l’Imperatrice tenta di tutto per mantenersi ancora bella e conservare quell’immagine pubblica tanto ammirata.

 

La rassegna si chiude il 15 e 16 aprile con “Orlando”, film di Daniele Vicari: un racconto di scoperte, di sé e dell’altro, resa possibile dalla presenza dominante di Michele Placido, protagonista maschile di una storia realizzata tra l’Italia e Bruxelles e dedicata a Ettore Scola (“Una delle mie amicizie più importanti”). È lui l’Orlando che dal piccolo borgo natale del regista, Castel di Tora in provincia di Rieti, si trova sbalzato in un mondo lontano da sé, costretto a fare i conti con passato e futuro.