Domani al Teatro Piccinni “Rifare Bach” coreografia e regia Roberto Zappalà

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BARI – Nell’ambito della stagione teatrale 2022/23 organizzata dal Comune di Bari in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, domani, sabato 4 marzo, alle ore 21, sul palco del Teatro Piccinni andrà in scena la danza con “Rifare Bach (la naturale bellezza del creato)”, coreografia e regia Roberto Zappalà, per la rassegna DAB23.

Con questa creazione Roberto Zappalà cura in profondità l’estetica e il linguaggio del corpo, e lo fa dedicando un’intera serata a Johann Sebastian Bach, che con la sua musica cristallina e preziosa incarna per il coreografo l’ideale di un’arte pura e “onesta”.

“Nell’ambito della rassegna Danza a Bari – commenta l’assessora alle Culture Ines Pierucci – abbiamo voluto inserire il contest “Racconta la tua danza” ritenendolo un’occasione importante per valorizzare le scuole di danza del territorio. A Bari, infatti, sono più di dieci i luoghi di formazione per i danzatori e le danzatrici del futuro, che crediamo sia necessario sostenere e promuovere affinché crescano nel confronto guidate dal coordinamento del Teatro Pubblico Pugliese. Domani premieremo la scuola “Studio danza” di Bari, di Claudia Drago, quale esempio lungimirante di competenza e accompagnamento al percorso della danza in scena”.

 

Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza

Rifare Bach (la naturale bellezza del creato)

coreografia e regia: Roberto Zappalà

musica: Johann Sebastian Bach

un progetto di Roberto Zappalà e Nello Calabrò

danzatori: Giulia Berretta, Andrea Rachele Bruno, Corinne Cilia, Filippo Domini, Laura Finocchiaro, Anna Forzutti, Gaia Occhipinti, Silvia Rossi, Valeria Zampardi, Erik Zarcone.

Al centro del lavoro un universo coreografico che vede il corpo, con tutta la sua fragilità, quale elemento fondante e transito ineludibile. La naturale bellezza del corpo dei danzatori e della musica di Bach ha nella creazione un corollario di suoni della natura e del mondo animale, come delle mini ouverture che introducono le note bachiane. Immagini bucoliche si susseguono, una natura quasi da alba dell’umanità dove i suoni dell’oggi, della sua violenza e tragedia sono ancora assenti, un grido d’allarme “futurista” che crea spazi su cui riflettere e sul sentire comune a volte assopito.

Far vivere in danza l’ammirazione che Zappalà nutre da sempre per il grande musicista tedesco è stato il fattore trainante che gli ha permesso di comporre – tra soli, duetti, trii ed ensemble – alcune delle pagine coreografiche a lui più care. Il titolo “Rifare Bach” vuole anche essere un richiamo alle tante rivisitazioni musicali che nel tempo sono state eseguite delle opere del compositore tedesco, alcune delle quali sono parte della ricerca del coreografo nella composizione musicale dell’opera.

In Rifare Bach nessuna drammaturgia articolata e nessun intellettualismo, soltanto una stretta relazione tra l’estetica più eterea della musica e quella più carnale della danza, per un viaggio denso di poesia. Ascoltare la natura e i suoi “silenzi”, per un ritorno a un mondo dove sia ancora possibile intendere la “straziante e meravigliosa bellezza del creato”.