Dal 12 al 20 aprile Paolo Sassanelli e Lucia Zotti nei teatri pugliesi con “Quanto basta”

125

Dal 12 al 20 aprile Paolo Sassanelli e Lucia Zotti porteranno “Quanto basta”, lo spettacolo scritto e diretto da Alessandro Piva nei teatri di Puglia per le stagioni organizzate dalle amministrazioni comunali in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Si parte, il 12 aprile dal Multiplex Teatro Fasano di Taviano (sipario ore 21.00), per poi proseguire il 14 aprile dal Teatro Comunale Verdi di San Severo (sipario ore 21.00), il 15 aprile al Teatro Lembo di Canosa (sipario ore 21.00), il 16 aprile al Teatro Comunale di Corato (sipario ore 19.00), il 17 aprile al Politeama Italia di Bisceglie (sipario ore 21.00), il 18 aprile al Teatro Rossini di Gioia del Colle (sipario ore 21.00), il 19 aprile al Teatro Cinema Norba di Conversano (sipario ore 21.00) e, infine, il 20 aprile al Teatro Verdi di Martina Franca (sipario ore 21.00).

 

Il 14 aprile alle ore 19.00 nel Foyer Teatro Comunale Verdi di San Severo, il 15 aprile alle ore 19.00 nel Foyer Teatro Lembo di Canosa per Premia la Cultura e il 17 aprile alle  ore 19.00 nel Foyer Politeama Italia di Bisceglie, la compagnia incontrerà il pubblico.

 

Invece, in occasione della data del 16 aprile a Corato, lo spettacolo sarà accessibile in Lingua dei Segni Italiana, grazie ai due interpreti LIS Davide Falco e Graziana De Mola, a cura di Associazione ANILIS.

 

Una giornata come tante per una coppia di anziani coniugi della piccola borghesia cittadina.
La moglie si appresta a cucinare una teglia di parmigiana, il marito rientra in casa con una vecchia radio scovata vicino ai cassonetti. Lei fa i conti amari con i rimpianti, mentre lui, più pacato, vive nel suo piccolo mondo.  Si conoscono a memoria e si rimbeccano continuamente per qualunque banalità. È la paura di perdersi che li tiene uniti e che, nel momento del pericolo, fa riemergere quell’amore infeltrito dagli anni, come un’abitudine.  Tutto si svolge nella cucina dell’appartamento che condividono da sempre, e l’impianto scenografico invita a spiarli, come fossero i nostri vicini dei quali osservare le vite attraverso le finestre. Le loro vicende appartengono così al quotidiano di ciascuno, vissuto in famiglia.  Un atto unico in cui Piva alterna toni comici e surreali a momenti di malinconica poesia, e offre il ritratto di due esseri umani in cui lo spettatore non potrà fare a meno di identificarsi. Grazie a un semplice, magnifico gioco teatrale, al limite tra il grottesco e il drammatico, affiorano basilari domande esistenziali che albergano nei cuori dell’umanità intera.