Musiche Corsare, il grande jazz a Bari venerdì 21 aprile seconda giornata tra Europa e Stati Uniti

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BARI – Venerdì 21 aprile, al Teatro Forma di Bari, seconda giornata di Musiche Corsare, il festival internazionale organizzato dall’associazione Nel Gioco del Jazz con la direzione artistica di Roberto Ottaviano. Previsto un doppio set, con l’apertura, alle ore 20.30, affidata al gruppo Disorder at the Border allargato al sassofonista e clarinettista Tobias Delius, mentre il concerto di chiusura, alle ore 21.45, sarà nel segno del pianista americano Wayne Horvitz a capo del progetto Sweeter Than the Day nella variante italiana.

Dunque, si parte con Disorder at the Border in versione quartetto, con Tobias Delius in veste di ospite accanto al trio originario composto da Daniele D’Agaro (sax e clarinetto), Giovanni Maier (contrabbasso) e Zlatko Kaucic (batteria). Si tratta della stessa formazione che nel 2022 ha licenziato il disco live «Kataklisma», frutto di un approccio musicale improvvisativo fortemente narrativo caratterizzato dalla presenza di Delius, musicista di punta della scena internazionale che mescola le influenze della cultura della natia Inghilterra con quelle tedesca e messicana. Infatti, è anche a Città del Messico, oltre che ad Amsterdam, che Delius ha sviluppato il proprio stile poliedrico. Ora vive a Berlino dove guida l’acclamato 4tet con Han Bennink, Joe Williamson e Tristan Honsinger.

A Bari si aggiunge al trio Disorder at the Border, che prende il nome da un album di Coleman Hawkins del 1952. Un titolo che ben descrive lo spirito di questi musicisti nati sul «confine», geografico e musicale. Le esperienze musicali di D’Agaro, Maier e Kaucic sono molteplici, qualche volta avventurose e fuori dal comune, caratterizzate da un’intensa attività concertistica in giro per il mondo, dischi pubblicati dalle più importanti etichette e collaborazioni con i grandi della musica mondiale, da Cecil Taylor a Evan Parker, da Han Bennink e l’Instant Composer Pool ad Anthony Braxton.

Per il secondo set sarà di scena il pianista di area newyorchese Wayne Horvitz (una lunga militanza accanto a John Zorn e Bobby Previte) che sperimenta la combinazione tra improvvisazione e pianismo lirico con la versione italiana del progetto Sweeter Than The Day condiviso negli States con Timothy Young, Keith Lowe ed Eric Eagle e qui declinato in compagnia di Francesco Bigoni (sax tenore), Danilo Gallo (basso) e Zeno De Rossi (batteria).

Classe 1955, Horvitz cominciato ad emergere sulla scena di New York alla fine degli anni 70, e dopo aver collaborato intensamente con John Zorn, Butch Morris, Bobby Previte, dirige il gruppo The President nel segno di una nuova fusione tra elementi jazz e rock d’avanguardia. Parallelamente, fonda la New York Composers Orchestra, che raduna molti tra i migliori solisti della nuova musica newyorkese. Dopo The President Horvitz prosegue nella propria ricerca tesa a combinare improvvisazione e rock elettrico con il gruppo Pigpen, diventando anche prolifico produttore, in particolare per il chitarrista Bill Frisell. In seguito, compone musiche per il gruppo da camera 4+1, in cui figura il trombonista Julian Priester, nonché musiche per documentari, film e cartoni animati. Quindi, avvia il progetto Zony Mash caratterizzato dall’uso dell’organo Hammond e da una semplificazione del discorso musicale, confermato dalla versione acustica del gruppo, Sweeter Than The Day, con il quale passa da una concezione ricercata, analitica dell’uso delle tastiere elettriche, ad un sofisticato lirismo pianistico, confermato dai lavori di piano solo scritti con la moglie Robin Holcomb e dalla partecipazione nel gruppo di Bobby Previte, Bump The Renaissance.