Il “Fedro” dai Dialoghi di Platone dal 10 al 18 giugno chiude la rassegna Incroci all’auditorium Vallisa

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BARI – La rassegna «Incroci» della Compagnia Diaghilev sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Puglia e Comune di Bari si conclude con il «Fedro» dai «Dialoghi» di Platone, uno studio a cura di Paolo Panaro coprodotto da Diaghilev con Astràgali Teatro, protagonisti lo stesso Panaro e Antonio Repole. Lo spettacolo debutterà sabato 10 giugno (ore 21) e andrà in replica l’11, il 13, 14, 15, 16, 17, 18 e 19 giugno (ore 21, domeniche ore 19).

Quando Platone scrive il «Fedro», Atene, il più importante centro culturale del mondo antico, vive da qualche anno una grave crisi politica: l’Attica sta sprofondando nella logorante guerra del Peloponneso, molti disordini stanno minando il più famoso esperimento democratico della Storia e, soprattutto, la città più colta del mondo è sconvolta dal morbo dalla peste.

Gli Dei ormai tacciono da secoli e sembra che, stanchi, abbiano abbandonato definitivamente gli uomini al loro destino. Ed è in questo contesto che prende vita il dialogo a due voci fra un vecchio e un giovane, Socrate e Fedro. I due uomini, come tanti personaggi della migliore drammaturgia novecentesca, varcano le mura della città, si lasciano alle spalle il caos e il chiacchiericcio dell’umano consorzio e cercano nella campagna il silenzio, la poesia e il senso più profondo del bello.

I loro maestosi dialoghi sfiorano il mito intramontabile di Eros e il significato dell’amore, il valore dell’equilibrio e della giustizia, del desiderio che porta alla follia, il valore del corpo, della voce e dell’anima, con parole che risuoneranno nei secoli. E noi, con sorpresa, le ritroveremo in molti capolavori del teatro, della letteratura e dell’arte di là a venire.

Quel giorno, fuori dalle mura di Atene, all’ombra di un platano, sono molte le domande che Socrate pone a Fedro e all’umanità tutta. Ma la maggior parte di esse non ha ancora trovato risposta. Cos’è l’amore? Cosa spinge due anime a cercarsi disperatamente e a fondersi in un ostinato abbraccio infinito? Il desiderio di possedere l’altro è morale? La bramosia sessuale può essere sacra tanto quanto l’amore per ciò che è bello ed eterno? E l’amicizia può trasformarsi in amore? Ed è in risposta a queste domande che il vecchio filosofo e il giovane e sensuale Fedro snocciolano una dopo l’altra, attraverso immagini e miti arcaici, tutte le teorie che il mondo greco, fino ad allora, aveva elaborato intorno alla più misteriosa delle possessioni divine: l’amore.

I biglietti, al costo di 10 euro (posto unico), sono acquistabili online sul circuito vivaticket oppure al botteghino prenotando al numero 333.1260425.