Banksy: inaugurata la mostra alle Mura urbiche a Lecce

25

LECCE – Dal 20 giugno al 30 settembre la città di Lecce ospiterà la mostra “Realismo Capitalista, Banksy: l’arte in assenza di utopie” allestita nello spazio espositivo delle Mura Urbiche. L’inaugurazione sì tiene martedì 20 giugno alle ore 18.30.

L’esposizione tanto attesa nella città barocca della Puglia si protrarrà sino al 30 settembre. Promossa dalla Città di Lecce, la mostra è curata da Antonelli & Marziani, prodotta e organizzata da A&M Cultural Consulting in collaborazione con SAM Museo delle Arti e Delle Espressioni Urbane e Mediafarm.

Banksy è uno street artist noto per il suo stile sarcastico e beffardo. La sua arte critica il capitalismo, la guerra, il controllo sociale e le disuguaglianze. A Lecce si può ammirare una selezione delle opere dello street artist britannico, conosciute in tutto il mondo per la loro carica dirompente e per i loro messaggi trasversali, politici e sociali, capaci di interpretare con i tratti veloci e intuitivi della street art la realtà complessa dei nostri tempi.

Il mondo che rappresenta Banksy è un mondo di bambini che giocano con il giubbotto antiproiettile, infestato da topi che rivendicano i loro diritti, governato da scimmie, dove gli elicotteri d’assalto ti mitragliano col fiocco rosa sul rotore, dove il cane si è stufato di ascoltare la “voce del padrone” e punta un bazooka sul vecchio grammofono, dove la Madonna avvelena suo figlio, dove le bambine abbracciano le bombe e lasciano andare l’amore.

La mostra è costituita da un percorso che attraversa oltre 50 tra opere, materiali e documenti di Banksy, come esito di uno studio multidisciplinare sul lavoro dell’artista britannico. Uno studio letto attraverso l’omonimo “Realismo capitalista”, saggio del filosofo Mark Fisher, con i contributi critici di Paola Refice, direttora della Soprintendenza ABAP di Frosinone, Latina e Rieti, Francesca Iannelli, titolare della cattedra di estetica a Roma Tre, Chiara Canali (PhD), curatrice e docente di linguaggi artistici dei nuovi media presso Ecampus.

A Lecce è quindi giunta una collezione di opere originali e di documenti che permetteranno ai visitatori di entrare nel mondo contemporaneo attraverso lo sguardo di un autore che ormai, da quasi un trentennio, attraversa la scena culturale mondiale, mostrando una grande capacità di stare in mezzo al presente.

Una mostra di analisi minuziosa del fenomeno più rilevante nell’arte del nostro tempo liquido. Perché Banksy è davvero una presenza anomala e universale del panorama artistico, un quid che valica la semplice idea di opera da esporre sui muri dei musei: ed ecco che a Lecce le opere non solo si “vedranno” ma si “apriranno” ad una serie di contenuti e tematiche che ne evidenziano il valore morale dei messaggi, la forza politica degli statement ironici ma dirompenti, l’impatto dei suoi protagonisti che sembrano gli “attori” di una storia pop e che, al contrario, stanno affermando il valore della libertà e dell’uguaglianza in una società troppo condizionata dal potere del denaro.

Gianluca Marziani: “Banksy sembra dirci che il denaro dovrebbe essere strumento di trasformazione delle giuste idee in forme abitabili e vivibili, un mezzo di cambiamento della società verso evoluzioni dal segno collettivo e dalla dimensione democratica. Se non si potranno cambiare le sorti del mondo nel capitalismo – come dice Mark Fisher e come interpreta Banksy – quantomeno la parte sana della società dovrebbe tendere ad un dinamismo virtuoso di beni e capitali per uno spirito di lotta comune verso il meno peggio o il meglio possibile.”

“Realismo Capitalista” è un invito per il pubblico di Lecce a scoprire la più ampia e originale indagine su Banksy all’interno di una mostra che intreccia opere e documenti, video e mappe infografiche, fotografie e una significativa trama di testi e pensieri. Una mostra che diventa RACCONTO NARRATIVO in cui linguaggio e immagini si fondono assieme come di rado accade nei codici delle grandi esposizioni museali.

Il legame tra le opere e i testi segna l’intero allestimento negli spazi delle Mura Urbiche, un vero e proprio cammino nei giochi architettonici dell’allestimento, tra angoli e tagli diagonali, nel cuore di un BLACKGROUND che immerge gli antichi spazi in pietra leccese in un passaggio etico e sensoriale che amplia l’energia stessa de “La Ragazza col Palloncino” o del “Lanciatore di fiori”.

“Guardatele bene, dietro il sarcasmo che ci fa sorridere, le immagini di Banksy raccontano sempre e solo una sensazione di assenza o incertezza riguardo al futuro, e per questo motivo hanno successo, perché hanno il giusto modus per mostrarci ciò che proviamo anche noi. In accordo con Mark Fisher, chiamiamo questa sensazione: Realismo Capitalista”, commenta Stefano Antonelli.

 

Banksy è un artista che appare come una rara forza interpretativa attiva e non reattiva. La sua incredibile capacità di imprimersi sul reale ne fa un oggetto da studiare con sistematicità e rigore, per questo motivo l’approccio che la mostra propone è quello genealogico, della ricostruzione dei rapporti tra le forze, attraverso un lavoro curatoriale che sia grado di rendere conto dei rapporti di forza che, unificando piani tradizionalmente separati come l’arte e la comunicazione commerciale, determinano il singolo fenomeno sia storico che individuale

 

Gianluca Marziani si sofferma, invece, sul “Dilemma amletico ma anche atletico quello del rapporto familiare tra Arte e Realismo. Il realismo di Banksy riscrive l’archetipo dell’artista (super)realista, creando un iperartista (hyperartist) che integra gli apparati sociali ai codici figurativi, l’alto con il basso, l’esclusivo con l’inclusivo, la materia solida al processo digitale, i vecchi termini novecenteschi coi perimetri del nuovo plausibile”.

 

Che l’arte di Banksy animi le Mura Urbiche è poi un evento nell’evento. Le Mura Urbiche sono uno spazio museale incredibile e unico. “Raccontare il realismo capitalista di Banksy in un castello voluto da Carlo V, non solo ci obbliga ad un uso consapevole del passato nel presente, ma ha necessitato di uno specifico progetto per ripensare lo spazio espositivo, con i nostri architetti abbiano interamente rielaborato l’area costituita dai due bastioni per costruire una percorso funzionale all’approfondimento tematico che proponiamo su questo artista”, raccontano Antonelli & Marziani, curatori della mostra. Lecce ha creato un legame con la street art. Avrebbero mai potuto le opere di Banksy viaggiare in tutta la penisola senza fare tappa qui?

«La mostra dedicata alle opere di Banksy e curata da Antonelli&Marziani – dichiara il sindaco di Lecce Carlo Salvemini – è la prima grande mostra, strutturata in ben 53 riproduzioni, che ospitiamo alle Mura Urbiche, l’ultimo bene in ordine di tempo ad essere stato recuperato e restituito alla pubblica fruizione. Quest’estate sarà aperto alle visite per ben quattro mesi e ora arricchiremo la proposta per i cittadini e i turisti ospitando questa mostra sullo street artist più famoso al mondo, nonostante la sua identità resti sconosciuta. L’artista britannico, negli ultimi vent’anni, ha detto la sua sulla prevaricazione del consumismo nella società, sul bisogno di pace contro ogni tipo di guerra, sulle diseguaglianze sociali che mettono a rischio diritti che devono essere di tutti. Temi complessi affrontati a volte solo con pochi tratti di inchiostro, con un pensiero critico che non fa sconti ma espresso sempre con grande sensibilità».

«Il mondo, le sue contraddizioni in una contemporaneità convulsa, concentrati nella street art di denuncia. C’è questo nelle opere di Banksy, nel suo Realismo Capitalista, in mostra alle Mura Urbiche della nostra Città. Un luogo scelto non caso, poiché cintura fisica ma anche ideale, a seconda della prospettiva, tra passato e futuro. Proprio come i capolavori del writer britannico, che cingono attraverso l’arte il visitatore portandolo a interagire con essa, a riflettere, interrogarsi, essere cittadino e abitante del tempo che vive in maniera critica. L’esposizione, che nasce da un progetto indipendente, curato da realtà esterne all’autore, è essa stessa riflessione su una forma di denuncia che rifugge protagonismi ampollosi e soverchi, un’operazione a forte impatto sociale nell’era dei social e della pubblicità. Realtà che si contrappone a racconti altri, fallaci, demistificandoli. Fotografia impietosa, addolcita dal sentire sensibile, delle derive in cui la società civile sprofonda giorno dopo giorno», dichiara Fabiana Cicirillo, assessora alla Cultura, Valorizzazione patrimonio culturale, Pubblica istruzione del Comune di Lecce.

 

“Realismo Capitalista. Banksy: l’arte in assenza di utopie”” è l’esito di un progetto scientifico, critico e interpretativo indipendente, ideato, curato e finanziato fuori dalla sfera d’influenza dell’artista. Banksy non è infatti coinvolto nell’ideazione e progettazione della mostra e non ha fornito supporto o opere, queste ultime provengono dalla collezione di SAM | Museo delle Arti e delle Espressioni Urbane.

Il progetto espositivo, testi e immagini del catalogo, ogni opera, documento o materiale presente in mostra, sono stati supervisionati, verificati per accuratezza e autenticità, e approvati per conto di Banksy da Pest Control Office ltd.

INFO

“Realismo Capitalista, Banksy: l’arte in assenza di utopie”: 20 giugno/30 settembre – Mura Urbiche
Dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00
INGRESSI: Intero 12,50 euro – Ridotto 8 euro – Scuole 2,00 euro