Stagioni Agìmus a Mola di Bari, coda di primavera sabato 24 giugno con il giro del mondo in quattro sax nel Chiostro di Santa Chiara

46

MOLA DI BARI – Non serviranno gli ottanta giorni impiegati da Phileas Fogg e Jean Passepartout nel celebre romanzo di Jules Verne, ma basteranno quattro sassofoni per compiere con la musica il tour completo del globo. Un «Giro del mondo in quattro sax» in compagnia di Christian Summa (sax soprano), Sabrina Preite (sax contralto), Daniela Pia Carella (sax tenore) e Mattia Berardino Delvecchio (sax baritono), i componenti del Saxtet, ensemble di scena sabato 24 giugno (ore 21) nel Chiostro di Santa Chiara, a Mola di Bari, per la coda di primavera dell’Agìmus.

Nato in piena pandemia nelle classi di musica d’insieme per fiati al Conservatorio Rota di Monopoli, il Saxtet propone un affascinante programma tra Ottocento, Novecento e Terzo Millennio. L’impaginato prevede, tra l’altro, musiche provenienti da diverse parti dell’Europa e dal Nuovo Mondo, melodie ungheresi accanto a raffinatezze compositive delle scuole francesi del Diciannovesimo secolo, ma anche sonorità dell’austera Germania postbellica ed esuberanti musiche e danze spagnole, gighe irlandesi e polke viennesi.

Il concerto si aprirà con una suite dell’«Opera da tre soldi» di Kurt Weill nell’arrangiamento di John Harle, per poi proseguire nel segno di Isaac Albeniz con «Sevilla», composizione dalla «Suite spagnola» eseguita dallo stesso autore al pianoforte il 24 gennaio 1886 prima di diventare una delle principali opere del repertorio per chitarra classica. Naturalmente, in quest’occasione verrà proposta per quattro sax nell’arrangiamento di Marcel Mule.

Dopo la «Irish Suite» di Elliot Del Borgo, compositore americano del quale ricorre il decennale della scomparsa, ci si tufferà nella Mitteleuropa dell’Ottocento con le «Danze ungheresi» di Liszt/Brahms e il «Pizzicato Polka» di Johann Strauss (nei rispettivi arrangiamenti di Wellington Sousa e Dieter Hotz), prima di esplorare un autore dei nostri giorni con «Toquades» del francese Jérôme Naulais e concludere in bellezza con la versione di «New York New York» di John Kander, resa celebre da Frank Sinatra e Liza Minnelli, nella versione per quattro sax di Christian Summa.