Dal 22 al 24 agosto tre serate dedicate al teatro in lingua salentina per il progetto Teatri a Sud di Astràgali Teatro a San Cesario di Lecce

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Da martedì 22 a giovedì 24 agosto (ingresso gratuito – info, programma e prenotazioni 3892105991 – teatro@astragali.org – www.astragali.it) nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce (ingresso da via Ferrovia 73) con una tre giorni interamente dedicata al teatro in lingua salentina prosegue il progetto Teatri a Sud, ideato e promosso da Astràgali Teatro con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, in collaborazione con l’Università del Salento e le amministrazioni comunali di Lecce, Cavallino e San Cesario di Lecce.

Si parte martedì 22 agosto alle 19 con l’incontro Il teatro de la lingua noscia – Dialoghi sul teatro in lingua salentina con Luigi Pascali (autore teatrale, poeta), Raffaele Polo (scrittore e giornalista), Fabio Tolledi (attore, autore, regista, direttore artistico di Astràgali Teatro). Uno dei più interessanti e imponenti monumenti dell’archeologia industriale pugliese e meridionale si conferma luogo in cui la comunità può riconoscersi, investendo i propri saperi e le proprie conoscenze per la costruzione di nuove forme di aggregazione e inclusione sociale. I lavori teatrali in lingua salentina, in particolare, da sempre vedono una grande partecipazione della comunità locale. Oggi la necessità di reperire nuovi copioni e testi, conduce a una riflessione sulle modalità di scrittura e su innovativi percorsi di narrazione alla costante ricerca di un punto di incontro tra il lavoro sulla tradizione e sulla costruzione di una identità culturale e una convenzione espressiva che riesca in modo efficace a parlare in maniera diffusa e condivisa a molte persone.

Mercoledì 23 alle 21 la compagnia Piccolo Teatro della Neve di Strudà metterà in scena “Culacchi trapule e palloni” e “Trastule te curte”, due atti unici di William Fiorentino. Nel primo spettacolo il regista Renato Antonucci sarà sul palco con Adriana Antonucci, Antonella Mazzeo, Maria Rosaria Greco. A volte lo sport, in questo caso il calcio, ci riserva delle ben strane sorprese, per cui se non si aprono bene gli occhi e le orecchie ci si può trovare, senza volerlo, senza una sedia dove sedersi e piangere le proprie sfortune. La storia di Trastule te curte per la regia di Adriana Antonucci si sviluppa in una vecchia corte del centro storico di Lecce, vicino a casa di Crocefisso, calzolaio che oltre a ritenersi un artista nel riparare le scarpe si ritiene un “acculturato” in quanto nella corte in cui abita e professa il suo mestiere è uno dei pochi a saper leggere e scrivere, ed è proprio per questa ragione che Santo con la moglie Sàsa e il figlio Pascalino si recano da lui per farsi leggere una lettera che gli ha inviato Pippi, altro loro figlio che vive al nord e fa il pompiere, fidanzato ufficialmente con Rosetta, figlia di Crocifissso e Addolorata. Il contenuto della lettera da adito ad equivoci e sorprese, per cui nasce un forte diverbio fra le due famiglie, tanto da indurre Santo e famiglia ad abbandonare la corte per evitare il peggio. In scena Marco Faraco, Emy De Vitis, Giada Mazzotta, Flavio Marini, Mariacristina Antonucci, Alessio Marini, Samuele Fasiello.

Giovedì 24 sempre alle 21, infine, la Compagnia Instabile a ddhu tira la ciuccia sarà sul palco con Chireca & Menzetti. La commedia di Luigi Pascali narra la vicenda di due fratelli gemelli: Anselmo ed Arcangelo. Arcangelo è il parroco di un piccolo paese della provincia di Lecce, Anselmo fa il ciabattino. I due vivono insieme nella modesta canonica, dove Anselmo svolge il suo lavoro tra non poche difficoltà di ordine pratico. Arcangelo cerca di essere accomodante, ma i piccoli screzi non mancano, soprattutto in merito alla diversa posizione sociale: Anselmo è risentito per la scarsa riconoscenza, in quanto ha mantenuto gli studi ad Arcangelo il quale, a sua volta, pretenderebbe più devozione, poiché provvede in larga parte al sostentamento della piccola famiglia e, comunque, occupa un gradino più alto nella Società. In realtà le condizioni non consentirebbero pretese a nessuno. Lo sa bene Teresina che, prima insieme alla madre, poi da sola, da sempre si è preso cura dei due, sostituendo fin da piccolissima i genitori che i due fratelli non hanno mai conosciuto, essendo nati da una brevissima relazione, durante la guerra, tra un soldato sconosciuto e la loro giovanissima madre, morta alcuni anni dopo, quando erano ancora bambini. Anselmo ed Arcangelo nutrono il desiderio di conoscere il padre, il cui unico riferimento è un paio di anfibi, che custodiscono gelosamente. La vita scorre, con i piccoli avvenimenti quotidiani, ingigantiti per esorcizzare la noia e la monotonia, finché un giorno, alla Canonica, si presenta uno strano personaggio.

Teatri a Sud è ascolto e confronto tra esperienze diverse, accomunate dalla necessità di una nuova traiettoria. Teatri, forme della scrittura, paesaggi sonori che nutrono la comunità, la sua trasformazione, i desideri e i sogni. Il sud dei teatri, reinventa la comunità, ne dà forma e sostanza.

Sabato 26 agosto (ore 21 – ingresso 5 euro) nel Museo Didattico Archeologico di Cavallino (ingresso via Sediolo) la rassegna ospiterà lo spettacolo “Troiane, figlie di un dio minore?”. Una trasposizione in napoletano dalle “Troiane” di Euripide firmata da Iolanda Schioppi in scena (nel ruolo di Elena) con Agnese Laurenza (Ecuba), Josepha Pangia (Cassandra), Caterina Giugno (Andromaca), Roberta Capuano (voce narrante).  L’autrice pone le basi per una riflessione sul tempo e il suo ripresentarsi nel presente in maniera puntuale, come se l’umanità intera fosse prigioniera di un incantesimo da sciogliere. Il testo prende a pretesto il mito e la storia delle Troiane per tessere un racconto contemporaneo che da voce all’amore, alla vulnerabilità della condizione umana, al potere, alla distruzione, al desiderio di libertà, all’assoggettamento e al dolore struggente di chi non ha forza e voce per essere sentito o vendicato ponendo l’attenzione alla lotta contro ogni forma di dominio per la libertà individuale.

Teatri a sud accoglierà poi due serate dedicate alla compagnia calabrese Mana Chuma Teatro. Lunedì 28 agosto (ore 21 – ingresso 5 euro) appuntamento nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce con lo spettacolo “Come un granello di sabbia. Giuseppe Gulotta, Storia di un innocente” con Salvatore Arena, autore del testo e regista con Massimo Barilla. A diciotto anni Giuseppe Gulotta viene costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri in una piccola caserma di Alcamo. Il delitto nasconde un mistero indicibile: uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Attraverso la sua vicenda umana (e di Salvatore e Carmine – le due vittime della strage – o di Giovanni, Vincenzo, Gaetano – gli altri capri espiatori designati) lo spettacolo prova a rendere giustizia a quelle vite interamente sottratte per ragioni inconfessabili. La voce di Giuseppe ci attira in questo vortice raccontando la gioventù interrotta, l’arresto, le torture, la lunga carcerazione, ma anche l’irriducibile cocciuta speranza in una restituzione finale della propria umile e alta identità. Martedì 29 agosto (ore 21 – ingresso 5 euro) invece nel Museo Didattico Archeologico di Cavallino spazio a Racconti da camera. Salvatore Arena e Massimo Barilla, con musiche originali dal vivo Luigi Polimeni, mettono in scena un dialogo postumo tra Stefano D’Arrigo (autore di Horcynus Orca, la grande epopea di fama mondiale ambientata sullo Stretto di Messina e di cui ricorre il trentennale della morte) e Vincenzo Consolo, tra i più importanti scrittori della seconda metà del ‘900. ManaChuma, attraverso questo immaginario dialogo, rende omaggio ai due grandi autori, che sono legati da numerose corrispondenze e affinità e rappresentano la miglior letteratura contemporanea.

Lunedì 4 settembre (ore 21 – ingresso 5 euro) nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce, Therasia Teatro – il garage delle Arti presenterà Sul danno del tabacco (per la patria) di e con Davide Morgagni e con le musiche dal vivo di Marco Puzzello (tromba e flicorno soprano). Tratto dal breve monologo “Sul danno del tabacco” dello scrittore e drammaturgo russo Anton P. Čechov, lo spettacolo-conferenza è una dissertazione, ironica e pungente, sulle presunte sostanze presenti nel tabacco, a quanto pare, altamente nocive per la nostra cara patria.

Da mercoledì 7 a domenica 10 settembre, nell’ambito di Teatri a sud, nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce si terranno le lezioni e workshop della terza edizione della Summer School Filosofica a cura di Kaiak. A Philosophical Journey e Astràgali Teatro dedicata al tema “La guerra, l’ospitalità, il teatro”.

Mercoledì 7 settembre (ore 21 – ingresso 5 euro) nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce appuntamento con la decima edizione de La notte dei poeti. Un’edizione interamente dedicata a Dante Alighieri con la partecipazione di Simone Giorgino, Davide Morgagni, Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Valentina Sciurti, Fabio Tolledi e con le musiche di Mauro Tre, Roberto Gagliardi e Gianluca Milanese.

Venerdì 9 settembre (ore 21 – ingresso 5 euro) sempre nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce, infine, Astràgali Teatro proporrà “Circus on Guisnes”, un’inedita performance multidisciplinare dedicata all’incrocio tra le opere di John Cage, una delle personalità musicali più rilevanti e significative del Novecento, e lo scrittore salentino Antonio Verri. MusiCircus è un termine che il compositore e teorico musicale statunitense, sempre attento anche all’esplorazione della parola scritta, ha usato per indicare sia alcuni progetti artistici sia la sua tecnica multimediale nella quale più cose accadono contemporaneamente, senza una relazione preordinata fra esse. Vero e proprio pioniere degli happening, Cage ha creato performance basate sull’unione delle arti (musica, danza, poesia, teatro, arti visive) che conducevano il pubblico ad assumere un ruolo attivo. Antonio Verri, scrittore, poeta, giornalista e agitatore culturale salentino, scomparso a 44 anni nel 1993, legato in modo viscerale a quel “sud del sud dei santi” come direbbe Carmelo Bene, è stato uno dei principali animatori di quella avanguardia meridionale particolarmente attiva tra gli anni ’70 e ’80. “I trofei della città di Guisnes” è il suo romanzo-simbolo, appena ripubblicato da Kurumuny (in distribuzione anche con Nuovo Quotidiano di Puglia), racconto in prima persona del suo viaggio nella città impossibile della scrittura, un luogo in cui anche il lettore potrà perdersi alla scoperta del genio creativo del grande scrittore e intellettuale salentino. Alla performance multidisciplinare parteciperanno l’attore e regista Fabio Tolledi, il musicista Mauro Tre, il poeta e ricercatore Simone Giorgino, il fotografo Fernando Bevilacqua, supportati da Sofia Chiarello, Carola Gatto, Giada Sumerano, operatrici del Laboratorio di realtà Virtuale ed Aumentata del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento.