Lunedì 13 novembre al Teatro Piccinni Janoska Ensemble

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BARI – Lunedì 13 novembre al Teatro Piccinni per la prima volta a Bari un ensemble assolutamente fuori dall’ordinario per una serata della stagione della Camerata Musicale Barese che si annuncia tanto sorprendente quanto raffinata: gli Janoska – tre fratelli di Bratislava e il loro cognato Julius – imbracceranno i rispettivi strumenti per dare forma ad una sintesi creativa tra classica, jazz, pop e sonorità latine e tzigane.

«La nostra musica deve commuovere lo spettatore: questa è la cosa più importante per noi». Questo il manifesto artistico di un gruppo che raccoglie successi in tutto il mondo e che lascia le platee senza parole, per l’estremo virtuosismo e l’inventiva creativa.

In questi ultimi anni si utilizzano molto spesso termini come contaminazioni, crossover, fusion per indicare incroci musicali attraverso i quali alcuni brani appartenenti a un determinato genere, ad esempio classico, ottengono grande popolarità presso il pubblico che normalmente ascolta un altro tipo di musica.

I talentuosi strumentisti che compongono lo Janoska Ensemble, tutti di formazione classica, hanno saputo andare oltre, creando un linguaggio e uno stile del tutto nuovi: lo Stile Janoska, appunto.

Sin dall’album d’esordio del 2016 per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon (Janoska Style, disco d’oro a poche settimane dall’uscita), questi quattro funambolici interpreti hanno dimostrato di avere le idee ben chiare su dove volessero arrivare: osare come nessun altro musicista aveva fatto finora.

Il clamoroso successo discografico si è ripetuto con il secondo CD del 2019 dal titolo Revolution e con il recente The Big B’s, sempre per Deutsche Grammophon, che è poi il titolo del concerto che terranno a Bari.

Spiegano gli Janoska che, fino a Brahms, l’improvvisazione – in altre parole un’esecuzione spontanea, senza preparazione – era una caratteristica propria solo dei grandi maestri. Bach, Beethoven e Brahms lo erano di sicuro come pure, in tempi più recenti, Bartók e Brubeck. Da qui l’idea di registrare l’album The Big B’s: brani di grandi improvvisatori i cui cognomi iniziano tutti con la seconda lettera dell’alfabeto.

Ecco allora il Concerto in Re minore per due violini BWV 1043 di Bach, la Danza ungherese n. 1 in Sol minore di Brahms, le Danze popolari rumene di Béla Bartók, Per Elisa di Ludwig van Beethoven, ma anche brani degli stessi Janoska, e un Blue Rondo à la Turk di Dave Brubeck.

Il tutto, ovviamente, in stile Janoska, che è davvero arduo da spiegare a parole.

Nelle creazioni dei quattro talenti la base classica incontra altri generi creando variopinti contrasti con il jazz, il pop e le sonorità latine. Il risultato non è, tuttavia, un semplice mix di stili, ma piuttosto una sintesi creativa. Un altro aspetto che contraddistingue lo Stile Janoska è l’atmosfera che i musicisti riescono a creare con il pubblico. «La nostra musica deve commuovere lo spettatore: questa è la cosa più importante per noi – rivela František Janoska – e ci riusciamo interpretando il materiale musicale in modo giocoso e gioioso. Lo Stile Janoska è molto più di un sound: è musica esperienziale che va ascoltata e vissuta dal vivo».

Il quartetto è composto dal pianista František Jánoška, nato nel 1986 a Bratislava, vincitore di vari concorsi internazionali (fra i quali la Franz Liszt Piano Competition di Budapest) e concertista molto apprezzato. Al suo fianco suo cognato contrabbassista e i due fratelli violinisti.

Nato nel 1989, Roman Janoska ha iniziato a suonare il violino all’età di 5 anni e ha poi proseguito gli studi ai Conservatori di Bratislava e di Vienna, sotto la guida di Pavel Vernikov. Molto apprezzato sia come musicista classico che come jazzista, suona un Ferdinando Gagliano concessogli in uso dalla Dr. Christian Kuhn Collection. Classe 1985, Ondrej Janoska è stato ammesso al Conservatorio di Stato all’età di soli 10 anni e si è poi perfezionato al Conservatorio di Vienna e all’Università di Graz con Boris Kuschnir. Vincitore di importanti concorsi, dal 2008 al 2012 ha suonato fra i Violini Primi dell’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna e dei Wiener Philharmoniker.

Nato a Costanza nel 1976, Julius Darvas appartiene alla terza generazione di una rinomata famiglia ungherese di contrabbassisti. Avviato alla musica dal padre, ha studiato al Landeskonservatorium di Feldkirch in Austria e all’Università di Vienna seguendo gli insegnamenti di Alois Posch. Vincitore della Budapest Jazz Double Bass Competition, dal 2001 suona regolarmente con l’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna e con i Wiener Philharmoniker, con i quali ha effettuato concerti e tournée in tutto il mondo.

 

Biglietti in vendita presso gli uffici della Camerata in Via Sparano 141 (tel. 080/5211908) tutti i giorni dal lunedì al venerdì mattina e pomeriggio e sabato solo mattina, e on line su www.cameratamusicalebarese.it  e www.webtic.it. I biglietti sono acquistabili dalle ore 19.30 anche la sera del concerto direttamente al botteghino del Teatro Piccinni.