“Natale in casa Cupiello” per attore e sette pupazzi sabato 18 novembre apre la stagione Periferie al TaTà di Taranto

32

TARANTO – Un classico del grande Eduardo per un interprete e sette pupazzi. È il «Natale in casa Cupiello, spettacolo per attore cum figuris»» che, sabato 18 novembre (ore 21), con uno straordinario Luca Saccoia, inaugura all’auditorium TaTà di Taranto la stagione «Periferie» della compagnia teatrale Crest per il suo debutto assoluto in Puglia. Una combinazione dal sapore davvero speciale, visto che lunedì 20 novembre, al Teatro Carcano di Torino, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro premierà per la stagione 2023 sia «Natale in casa Cupiello», quale migliore allestimento, sia il Crest con un riconoscimento particolare, per l’impegno profuso nel corso degli anni in un’area di particolare criticità.

Dunque, la stagione teatrale del Crest prende il via con un’originale rivisitazione dell’opera di Eduardo De Filippo firmata alla regia da Lello Serao, progetto a cura delle compagnie Interno 5 e Teatri Associati di Napoli con le quali il pubblico potrà direttamente interloquire al termine della rappresentazione durante un incontro condotto nel foyer dalla giornalista Marina Luzzi.

Tuttavia, questo «Natale in casa Cupiello» rimane fedele al testo del drammaturgo napoletano, richiamando al contempo un immaginario onirico con elementi del teatro di figura dentro una scenografia (diversa per ognuno dei tre atti) elaborata da Tiziano Fario, cui si devono anche maschere e pupazzi, manovrati con grande abilità da un gruppo di giovani apprendisti di età compresa tra i 20 e i 25 anni preparati da Irene Vecchia all’interno di uno specifico laboratorio di formazione.

Elemento centrale della messa in scena, impreziosito dai costumi di Federica Del Gaudio, dal disegno luci di Luigi Biondi e Giuseppe di Lorenzo e dalle musiche originali di Luca Toller,  resta il presepe, intorno al quale si muove tutto il racconto, con la sua fortissima carica simbolica e i ricordi di Tommasino, il figlio dispettoso e sfaccendato di Lucariello, che rievoca le vicende famigliari servendosi, per l’appunto, dei pupazzi, quasi fossero personaggi di un altro presepe vivente, quello nel quale vive la famiglia Cupiello, protagonista di questa «commedia natalizia» dal sapore drammatico, benché ambientata in un conteso di festa e tradizione.

Nei panni di Tommasino, Luca Saccoia recita la parte di tutti i personaggi, riuscendo a sincronizzare la propria voce e i movimenti dei pupazzi con stupefacente precisione e strepitosa intensità emotiva, coinvolgendo lo spettatore in una rappresentazione talmente multiforme e poliedrica da apparire tutt’altro che per attore solo.

Il testo di Eduardo, nato in un solo atto, poi allargato a due, infine, diventato trino, restituisce la festa che a Napoli era la più lunga. Perché il Natale fatto di botti, cappone e capitone, in città iniziava con l’arrivo del freddo in una notte di novembre non molto diversa da quella con la quale prende il via la stagione «Periferie», un omaggio al teatro di qualità combinato alla rassegna gemella per famiglie «Favole & Tamburi», che domenica 19 novembre (ore 18) prosegue con «Sonata per tubi», lo spettacolo cantato e suonato dal vivo con gli attrezzi da circo in dotazione a Ferdinando D’Andria, Maila Sparapani e Marilù D’Andria della celebrata ditta Nando & Maila.