Balafon Film Festival: i vincitori della 33° edizione del festival dell’arte e della cultura africana e della diaspora nera

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BARI – Due fratelli crescono nei pressi di una discarica di rifiuti elettronici ad Accra, capitale del Ghana. Assieme al loro padre, si guadagnano da vivere recuperando i metalli dai rifiuti elettronici provenienti dall’Occidente, fino a che, uno di loro un giorno incontra un borga – termine che designa un ghanese che ha raggiunto il benessere all’estero – che vive in Germania e che cambierà la sua vita per sempre. È questa, in sintesi, la storia di Borga, il film diretto da York-Fabian Raabe (Ghana/Germania, 2021), vincitore della categoria lungometraggi della 33° edizione del Balafon Film Festival, che dal 15 al 18 novembre è stato ospitato dal cinema Esedra di Bari. 195 i voti ricevuti dal pubblico per una storia che racconta il desiderio di rivalsa ma anche, al contempo, la difficoltà di sogni di un futuro migliore che si infrangono contro il muro dell’ostilità. Secondo posto con 188 voti per Juwaa di Nganji Mutiri (Belgio, 2021) a cui seguono The Last Shelter di Ousmane Zoromé Samassékou (Francia/Mali/Sud Africa, 2021) che ha ricevuto 177 voti e Under the Fig Trees di Erige Sehiri (Tunisia/Francia/Svizzera/Germania/Qatar, 2022) con 149 preferenze.

 

Ad aggiudicarsi, invece, il titolo di miglior cortometraggio è stato Young Man Rumble di Karima Elba (Belgio, 2022) con 161 voti: un lavoro incentrato sulla carriera di un pugile che si interrompe quando qualcuno di molto importante per lui ritorna nella sua vita dopo una lunga assenza. Un ritorno che pone tantissimi interrogativi, a cui il protagonista troverà il coraggio di dare delle risposte attraverso i consigli della famiglia e degli amici. Seguono Twin Lakes Haven di Philbert Aimé Mbabazi Sharangabo (Rwanda, 2022) con 160 voti, Zaffa di Ahmed Samir (Egitto, 2022) con 143 preferenze e The Town di Lindiwe Makgalemele (Sudafrica, 2021) con 57 voti.

 

Si chiude così la 33° edizione del Balafon Film Festival 2023 che, attraverso musiche, colori e culture di altri mondi ha contribuito a tracciare, attraverso il linguaggio filmico, un percorso di interazione e conoscenza dei popoli: quello africano, nella fattispecie, per raccontarne l’arte e la cultura della diaspora.

 

Organizzato dalla Comunità di Corte Altini – in collaborazione con Centro Interculturale Abusuan Bari, Missionari Comboniani Bari, Parrocchia San Giuseppe Bari, Arcidiocesi di Bari-Bitonto, Murattiano Bari, CGIL Bari, Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, Fondazione Migrantes, GEP Gruppo Educhiamoci alla Pace ODV e il festival del Cinema Africano di Verona – con il patrocinio e il sostegno della Regione Puglia e del Comune di Bari – assessorato alle Culture e assessorato alle Politiche educative e giovanili – il festival ha rappresentato un’occasione concreta per posare uno sguardo sulla vastità di sfaccettature culturali esistenti, in particolare nel Sud del Mondo, affinché la conoscenza possa rappresentare il primo passo per la promozione della convivenza pacifica tra i popoli.

 

Lungi dall’essere una semplice sequenza di proiezioni, la proposta cinematografica che caratterizza Balafon Film Festival fin dal 1990, anno della sua prima edizione, si propone infatti di varcare gli orizzonti geografici e culturali del suo pubblico, oltrepassando le barriere della “non conoscenza” dell’altro. Mai necessario come in questo periodo storico, dunque, il cinema diviene mezzo per favorire la diffusione di una cultura di pace, basata sulle relazioni tra popoli diversi che vivono al di là dei nostri confini e del Mediterraneo.