Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: “A Lecce inaugura la mostra Foto-sintesi per i 25 anni del Centro antiviolenza Renata Fonte”

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LECCE – C’è un luogo a Lecce dove le donne si sentono accolte e al sicuro: è il centro antiviolenza Renata Fonte che da 25 anni accoglie e ascolta le donne che vivono violenza.

Basta svoltare in uno dei bianchissimi vicoli barocchi del centro storico per ritrovarsi di fronte ad un enorme ficus del ‘700 che svetta dal giardino del Renata Fonte, dove tanti turisti si fermano e scattano foto dalle inferriate, ignorando che quell’albero così imponente ha raccolto negli ultimi 25 anni – e nei secoli – storie e segreti di tante donne. Ed è stato proprio questo albero a inspirare la mostra Foto-Sintesi, che l’artista Marzia Bianchi inaugurerà il 23 novembre, alle 17, presso la Sala Teatrino dell’Ex Convitto Palmieri, in occasione dei 25 anni di attività del Centro Renata Fonte. Una data non casuale e di grande valore simbolico perchè ricorre proprio a ridosso del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza maschile sulle donne”.

“Attraverso l’elemento simbolo di questo centro, il nostro grande albero, abbiamo voluto raccontare questi 25 anni di attività – afferma Maria Luisa Toto, presidente del Renata Fonte –  25 anni che per noi vogliono dire ben 7.500 volti, voci e vite di donne accolte e aiutate a uscire dalla violenza e dalla paura. Con loro, altrettanti bambini e bambine, vittime indifese di quella violenza assistita troppo spesso sottovalutata.

Per noi quell’albero vuol dire tanto – prosegue Maria Luisa Toto – le donne che si rivolgono al Renata Fonte a volte si ritrovano a fare colloqui con le operatrici o con le avvocate, proprio sotto le sue fronde. Altre, invece, vanno a ripararsi tra fronde e radici, subito dopo aver avuto un colloquio o mentre aspettano. Sole o insieme ai loro bambini che corrono, inciampano e abbracciano l’albero rivolgendogli dei pensieri. 25 anni fa’ – prosegue – feci una scelta che rifarei anche adesso, creare il Centro Antiviolenza Renata Fonte che dal 2018 fa parte anche di Reama, la rete nazionale di Fondazione Pangea. Sono stati anni molto impegnativi e delicati durante i quali abbiamo dovuto fronteggiare gli orrori di cui siamo testimoni ogni giorno, perché la violenza contro le donne non solo affonda le sue radici nella discriminazione di genere ma è una delle più diffuse violazioni dei diritti umani. Ci vorranno ancora molti anni – conclude Maria Luisa Toto – ma ce la faremo a superarla”.

Marzia Bianchi non è nuova a questi lavori: già autrice della nota mostra “L’invisibilità non è un super potere”, lastre e radiografie di donne vittime di violenza inaugurata il 25 novembre del 2020 presso l’Ospedale ASST Santi Carlo e Paolo di Milano e di FLOR, progetto fotografico sulle mutilazioni genitali femminili, ha un lungo trascorso professionale nei centri antiviolenza e “Prima di intraprendere questo percorso artistico – afferma – Ho avuto il privilegio di respirare la vita del Renata Fonte, di sedermi sotto quell’albero, simbolo del Centro antiviolenza e di osservarlo per tante ore. Secondo diversi studi i benefici psicologici degli alberi e del verde sugli esseri umani sono da ricercare nell’inconscia consapevolezza che senza di loro la vita della nostra specie non sarebbe possibile. E’ così che ho iniziato a trovare delle analogie tra la natura e il corpo umano, tra l’albero e le donne. E questa è la sintesi o meglio Foto-sintesi”.