Leggenda pugliese: La Principessa e lu Laurieddhu

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CUTROFIANO (Lecce) – Tanti e tanti anni or sono, c’era un re che aveva una figlia bellissima di nome Agata, dai capelli biondi e dagli occhi luminosi come due stelle. Di lei era follemente innamorato un giovane e prestante principe di nome Rolando, figlio di un altro re che, però, in punto di morte aveva lasciato tutti i suoi averi al figlio maggiore di nome Giovanni. Quest’ultimo decise di prendere moglie e, ignorando l’amore del fratello, richiese Agata in sposa, la cui famiglia fu ben felice di dare il suo consenso poiché le nozze suggellavano un’importante alleanza fra le due stirpi. Il matrimonio fu celebrato ma Rolando si rifiutò di partecipare e, chiusosi nella sua stanza, cominciò a disperarsi, maledicendo la sua stessa vita ed imprecando contro l’ingiustizia dell’esistenza umana.

Ad un tratto udì una debole voce che gli domandava:

– “Perché piangi?” –

Spaventato il giovane si volse verso il punto da cui proveniva quella voce, simile in tutto ad un sussurro, e vide una creatura piccola che portava in testa un cappello a punta rosso. Percependo lo spavento di Rolando, la creatura disse ancora:

– “Non aver paura, sono lu Lauru, e vengo da te per aiutarti. Adesso raccontami le tue pene.”-

Rassicurato, Rolando raccontò la sua triste vicenda al Laurieddhu, che prontamente promise al giovane il suo aiuto.

Terminato il banchetto di nozze, Giovanni ed Agata si ritirarono nella loro stanza, illuminata da un candelabro in oro, tempestato di pietre preziose. Tuttavia la sposa non parlava ed era molto triste, Giovanni però non si curava eccessivamente di tale ritrosia, attribuendola al naturale pudore di una vergine ma, una volta coricatisi, lu Laurieddhu saltò sul seno di Agata che divenne nera e cianotica. Giovanni, totalmente spaventato, corse a chiedere aiuto. Il padre della fanciulla convocò i migliori medici e stregoni, che insieme concordarono che il motivo della sofferenza di Agata era da attribuirsi al marito.

Giovanni fu arrestato, brutalmente picchiato e rinchiuso in un oscuro carcere dove, dopo poco tempo, morì in maniera misteriosa. Trascorso un anno Agata, completamente guarita, convolava a nuove nozze con Rolando.

Sarà una storia a lieto fine in cui trionfa l’amore, però è innegabile che la risoluzione del problema sia avvenuta per mezzo di un fratricidio …

 

Cosimo Enrico Marseglia