Giovedì 22 agosto “Crita – Festival delle arti” fa tappa a Galatone con lo spettacolo “Du feiss, il fascino del lato oscuro della forza”

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GALATONE (Lecce) – Giovedì 22 agosto il festival “Crita – Festival delle arti” rassegna itinerante di teatro, alla musica e alla danza, ideata e organizzata dalla cooperativa Ventinovenove, con la direzione artistica di Gabriele Polimeno e Mary Negro fa tappa a Galatone, al Palazzo Marchesale (ore 21 – ingresso 5 euro) con “Du feiss, il fascino del lato oscuro della forza”, uno spettacolo scritto da Angela De Gaetano e prodotto da Ventinovenove. I

 

In scena i direttori artistici della rassegna Gabriele Polimeno e Mary Negro che interpretano un attore ed un’attrice, in preda allo sconforto, delusi e stanchi della precarietà del loro lavoro artistico, poco pagato e poco riconosciuto. I due, per dare una svolta alla loro vita, decidono di “passare al lato oscuro della forza”. Attraversare la strada della legalità e camminare sui sentieri dell’illegalità. Forti dell’esperienza in campo teatrale, capaci di immedesimarsi e vivere altre vite, iniziano a studiare le biografie dei grandi malavitosi della storia, a documentarsi sulle loro gesta, a provare con varie tecniche e azioni criminali: la rapina a mano armata, lo scippo, l’estorsione, i rapimenti, la corruzione e la concussione, l’omicidio su commissione. La messinscena, ironica e leggera, ha due chiavi di lettura: porta a una riflessione sulle motivazioni e le condizioni che spingono spesso le persone a vivere secondo le regole dell’illegalità spingendo lo spettatore a considerare la possibilità che anche i carnefici possono essere a loro volta vittime del sistema o della vita stessa; accende una luce sulla situazione in Italia degli operatori della cultura, sulla loro precarietà e sulla difficoltà di far riconoscere il loro lavoro.

Lo spettacolo, patrocinato da Legacoop Puglia, nasce dalla collaborazione tra Ventinovenove e Radici Future. L’appuntamento, invece, è in collaborazione con Amministrazione Comunale di Galatone, Assessorato alla Cultura.

 

“Crita – Festival delle arti” è una rassegna che mira a proporre un’offerta culturale e teatrale di qualità nelle aree più periferiche. Il nome “Crita” deriva da un termine tipico del dialetto locale che ha una doppia valenza: il “critare” è l’atto del gridare e del farsi sentire. Ma significa anche “creta”, argilla, materia tipica del territorio dalla cui lavorazione nascono manufatti artigianali che da sempre identificano il Salento dalle mille sfaccettature creative. Negli anni ha assunto un’altra valenza, ovvero trasformare i luoghi non usuali per il teatro o l’arte, vestendoli con “nuovi abiti” come le piazze, i frantoi, palazzi storici e altri, ospitando letterati, filosofi, musica da camera educando la comunità a viverli diversamente. Il primo artista a raccogliere la sfida fu l’attore e regista salentino, il premio UBU Mario Perrotta a cui si sono aggiunti in seguito Gianni Ciardo, Redi Hasa, Christian Di Domenico, Maria Mazzotta, Angela De Gaetano, Fabrizio Saccomanno, Franco Ferrante, Daniela Baldassarra, Mauro Racanati, Luciano Trombetta e molti altri.

 

“Ridotti all’osso”, è il tema dell’edizione 2024 da intendersi come l’esigenza di lasciar andar via tutto ciò che è superficiale, non necessario e tutto ciò che non è bellezza. Ma è anche una denuncia dello stato di salute del mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo: precari nella vita e nel lavoro; relegati agli avanzi di tempo, agli avanzi economici, agli avanzi di strategie e visioni inesistenti.

 

“Crita diventa un progetto annuale”, spiegano gli ideatori Gabriele Polimeno e Mary Negro, “con una parentesi estiva più intensa di programmazione. Sentivamo la necessità di tracciare una direzione e seguire un percorso che non iniziasse e finisse nel solo periodo estivo, abbracciando e approfondendo diverse tematiche. A ottobre partirà ‘Crita: rosso rame’, una serie di appuntamenti su pari opportunità e disparità di genere, promosso e sostenuto dal Consiglio della Regione Puglia nell’ambito del bando ‘Futura – La Puglia per la Parità’. Alla settima edizione e alla vigilia dei dieci anni dalla fondazione di Ventinovenove sentivamo di dover andare verso nuove direzioni”.