Lo strumento principe del Barletta Piano Festival diretto da Pasquale Iannone viene proposto in combinazione con il violoncello, nel segno di Chopin, Davydov e Brahms. Profuma di Romanticismo il concerto cui daranno vita giovedì 10 luglio, alle ore 21.15, nel salone dell’Hotel La Terrazza, il pianista Filippo Balducci e il violoncellista Nicola Fiorino, ospiti della sezione «Puglia: Terra di grandi talenti». Si tratta, infatti, di due eccellenze del della regione con una carriera contrassegnata da importanti incisioni per prestigiose etichette discografiche, collaborazioni di rilievo e un’articolata attività concertistica sia in Italia che all’estero.
Il programma del recital si aprirà con la Sonata op. 65, una delle ultime creazioni di Frédéric Chopin, che la compose nel 1847 dedicandola al violoncellista Auguste Franchomme, suo grande amico, con il quale tenne l’ultimo concerto a Parigi il 16 febbraio 1848. La Sonata op. 65 si presenta come un omaggio al Settecento, con il pianoforte accompagnato da un altro strumento, quasi come se Chopin volesse evidenziare una nuova ricerca timbrica sugli ottantotto tasti, nei quali il suo genio musicale universalmente s’identifica.
A seguire si ascolterà l’Allegro da concerto op. 11 di Karl Jul’evič Davydov, violoncellista russo di gran fama ai tempi in cui visse, la metà dell’Ottocento. Ciaikovskij lo descrisse la «stella dei violoncellisti». E, in effetti, basta ascoltare quest’unico movimento breve del 1862, nato per violoncello e orchestra, poi trascritto per l’accompagnamento del solo pianoforte, per rendersene conto. Brano di grande virtuosismo, presenta passaggi molto elaborati finalizzati a mettere in luce la tecnica solistica avanzata dello strumento ad arco che più si avvicina per timbrica alla voce umana.
Si chiuderà con Johannes Brahms e la Sonata per violoncello e pianoforte op. 99, pagina del 1886 appartenente alla produzione più matura del musicista ed elaborata in modo più massiccio rispetto alla precedente Sonata per violoncello e pianoforte op. 38 del 1865, con l’obiettivo di annullare qualsiasi competizione tra i due strumenti in favore di una più intima solidarietà. La scrittura pianistica è incentrata sul registro medio-grave, così da integrare in maniera maggiormente naturale il registro del violoncello dentro una dimensione dal respiro decisamente orchestrale.













