Orsara Jazz Festival, il Quartetto di Avishai Cohen inaugura la trentesima edizione del Festival

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Tutto pronto per la trentesima edizione di Orsara Jazz, uno dei Festival jazz più longevi, con tre giorni di concerti e masterclass.

Di assoluto rilievo i nomi che il 26, 27 e 28 luglio si esibiranno nel centro storico di Orsara: il quartetto del trombettista Avishai Cohen, il leggendario contrabbassista Dave Holland, e poi George Garzone con Lucio Ferrara, Joe Pisto e Fausto Beccalossi, oltre a masterclass e installazioni temporanee. I concerti sono a ingresso gratuito, mentre per la masterclass è necessaria l’iscrizione.

 

 

La XXX edizione di Orsara Jazz inizia sabato 26 luglio alle 10:30 con l’inaugurazione della Jazz Gallery alla Comunity Library A.Li, mentre alle 21:00 in Largo San Michele salirà sul palco il Quartetto del trombettista Avishai Cohen, con Yonathan Avishai al piano, Barak Mori al contrabbasso a Ziv Ravitz alla batteria, per presentare l’ultimo album Ashes to Gold, pubblicato per la ECM Records.

 

Il trombettista e compositore nato in Israele, Avishai Cohen è un musicista avventuroso e lungimirante, che ha suonato in vari ensemble spaziando dal jazz creativo contemporaneo al post-bop, dall’improvvisazione d’avanguardia al klezmer. Emerso inizialmente come giovane leone pieno di fuoco sulla East Coast alla fine degli anni ’90, Cohen ha ottenuto consensi per la sua ampia espressività artistica.

Registrato in Francia nel novembre 2023, l’album Ashes to Gold è composto da una suite in cinque parti. I primissimi momenti presentano il suono inusuale del grande trombettista di Tel Aviv che suona il flauto, creando un’atmosfera onirica, quasi pastorale, destinata presto a essere lacerata. Quello che segue è tra la musica più intensa e concentrata che Cohen e la sua cerchia di amici musicisti abbiano mai registrato, riflettendo le profonde tensioni di un’epoca travagliata.

All’inizio dell’autunno del 2023, Cohen aveva pianificato di prendersi un mese di pausa in Israele per scrivere la musica del nuovo album e suonare i brani nei concerti prima della sessione di registrazione nel Sud della Francia. Gli eventi catastrofici del 7 ottobre, però, hanno bruscamente interrotto i piani. La maggior parte della suite Ashes to Gold è stata scritta in un lasso di tempo compressissimo, una sola settimana, «a quel punto nel pieno del caos della guerra. Con razzi che mi volavano sopra la testa, allarmi e sirene in continuazione, e così via. Questo ha influenzato la musica? Come avrebbe potuto non farlo?» Di conseguenza, la suite attraversa l’intero spettro emotivo, dalla rabbia alla diffidenza fino a una profonda malinconia, e suscita interpretazioni toccanti in ogni suo registro espressivo.

 

Domenica 27 luglio, il Festival prosegue la mattina alle 10.30 con la masterclass del sassofonista George Garzone, la sera invece con il doppio concerto del duo formato da Joe Pisto e Fausto Beccalossi, e a seguire l’inedita formazione composta dal direttore artistico del Festival, Lucio Ferrara, alla chitarra, insieme a George Garzone, Pasquale Fiore alla batteria e Carlo Bavetta al contrabbasso.

Ultimo giorno di Festival, lunedì 28 luglio, con il leggendario contrabbassista inglese Dave Holland, ore 21, sempre in Largo San Michele, che presenterà il suo ultimo progetto Kismet.

 

Nel corso delle trenta edizioni, Orsara Jazz ha fatto diventare un piccolo borgo montano della provincia di Foggia, isolato e lontano dai grandi flussi turistici, una delle mete obbligate per gli appassionati e gli studenti di jazz. L’Associazione Orsara Musica, che organizza da sempre il Festival, ha programmato 150 concerti e ospitato circa 750 musicisti. Inoltre, grazie ai seminari, sono stati accolti oltre 1000 allievi e musicisti che hanno potuto studiare e confrontarsi nelle masterclass internazionali. Nell’ottica di una crescita e promozione culturale, Orsara Jazz ha offerto 50 borse di studio e prodotto 15 progetti musicali originali, da cui sono nate diverse pubblicazioni discografiche.

 

Oltre ai concerti e alla Masterclass, nella tre giorni del festival 2025 ci sarà spazio per l’Installazione Orsara Jazz Story, Mostra delle locandine storiche del festival di Orsara Jazz e proiezione di video, presso la Community Library A.Li. Un’occasione per ripercorrere la storia e, nello stesso tempo, favorire una riflessione sul significato dell’esperienza di Orsara Jazz. Durante la tre giorni viene allestita anche una mostra delle locandine storiche del Festival di Orsara Jazz e proiezioni di video, presso la Community Library A.Li. Un’occasione per ripercorrere la storia e, allo stesso tempo, favorire una riflessione sul significato dell’esperienza di Orsara Jazz.

 

Dal 1990 ad oggi, grazie soprattutto all’Associazione Orsara Musica e a tutto il team della produzione, oltre che alla direzione artistica di Lucio Ferrara degli ultimi quindici anni, il Festival è diventato un volano di sviluppo per tutto il territorio, una vera e propria scuola di crescita economica e civile, dando vita a seminari di alta formazione in collaborazione con istituzioni europee e americane, produzioni di album, concerti, mostre, pubblicazioni di libri.

 

Raccontata recentemente nel libro “Quelli di Orsara Jazz Una storia pugliese” edito da Pietrevive editore 2022, l’iniziativa partita da zero di immaginare un Festival come quello di Orsara Jazz è cresciuta e ha coinvolto, negli anni, un’intera comunità, puntando alla capacità di allargare gli orizzonti, alla crescita della sensibilità delle persone, in un’ottica culturale aperta, senza assecondare mai le tendenze più modaiole e il puro intrattenimento.

 

Con l’edizione 2025 il progetto del Festival cresce ancora nell’ideazione e nella programmazione, per continuare a svolgere quel ruolo di promozione musicale e di valorizzazione culturale che lo ha sempre contraddistinto. Con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Orsara e Regione Puglia, insieme agli altri partner importanti (fra i quali l’Associazione Orsa Maggiore, la Cooperativa Wild Cult e quello dello Chef Peppe Zullo), il team che ha gestito negli ultimi anni il Festival garantisce continuità artistica e gestionale al progetto culturale ultratrentennale.