FOGGIA – Piazza Giordano gremita e conquistata da “Callas in Jazz”, il concerto che ieri sera ha trasformato il centro della città in un palcoscenico, celebrando con emozione e raffinatezza il 158° anniversario dalla nascita di Umberto Giordano. L’evento, organizzato dall’Associazione Symphonia Pugliese e inserito nel cartellone del Foggia Estate 2025 promosso dall’Amministrazione comunale di Foggia, con l’Assessorato alla Cultura, ha registrato il tutto esaurito, con ogni posto a sedere occupato da un pubblico attento e partecipe.
In una cornice suggestiva, impreziosita da un’illuminazione scenografica dedicata al complesso scultoreo di Romano Vio, la musica ha reso omaggio al compositore foggiano con un progetto che ha saputo unire tradizione e innovazione.
Una serata di grande partecipazione e intensità, che ha visto protagonista l’Apulia Jazz Orchestra diretta dal maestro Agostino Ruscillo, con gli arrangiamenti originali e lo storytelling di Silvano Mastromatteo. In un’atmosfera sospesa tra eleganza e profondità, il flicorno solista di Leonardo Lozupone ha sostituito la voce della “divina” Maria Callas, dando vita a un’interpretazione vibrante, capace di evocare la sua anima musicale con straordinaria espressività.
Mara De Mutiis ha interpretato le rivisitazioni jazz delle celebri arie operistiche, fondendo lirica e improvvisazione in un dialogo sonoro che ha emozionato e sorpreso. La contaminazione tra generi ha offerto una nuova prospettiva sulla figura di Callas, trasformando il concerto in un’esperienza immersiva tra musica e teatro grazie anche alla narrazione appassionata dell’attrice Stefania Benincaso.
Il programma ha proposto capolavori di Puccini, Verdi, Rossini, Bizet e Bellini, reinterpretati in chiave jazz, con particolare rilievo alle opere di Umberto Giordano, che è stato omaggiato in apertura di concerto con l’esecuzione del “La mamma morta” dall’Andrea Chénier, sicuramente l’aria più celebre del musicista foggiano. Un omaggio sentito, pensato per restituire alla cittadinanza un momento di bellezza condivisa, in un luogo simbolico che rappresenta il legame profondo tra Giordano e la sua città.
“Abbiamo voluto valorizzare anche la tradizione bandistica, che ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del melodramma nel Sud Italia – ha spiegato Agostino Ruscillo –. Il flicorno, strumento solistico per eccellenza, si è fatto voce e anima della Callas, mentre la sensibilità jazz di Mara De Mutiis ha trasformato le arie in nuove esperienze sonore. E siamo felici che il pubblico abbia accolto con entusiasmo questa proposta, partecipando con calore a una serata che ha unito memoria, innovazione e grande musica”.













