Anima Mea Festival, musica contro la banalità del male

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Sarà introdotto dalle parole di Mario Desiati, ma partirà musicalmente dall’Argentina, il raffinato viaggio culturale e sonoro di Anima Mea, il festival che esplora il passato in connessione col presente e che martedì 14 ottobre inaugurerà a Bari la diciassettesima edizione al grido di «Cessate il fuoco» contro tutte le guerre.

L’appuntamento si presenta doppio. Alle 18.30, nel Museo Archeologico, Mario Desiati parlerà del suo ultimo romanzo «Malbianco» (Einaudi) in un dialogo con Toni De Mario arricchito da una lettura dell’attrice Nunzia Antonino, che introdurrà con passi dal romanzo di Desiati tutti gli altri concerti baresi del festival. Sarà il prologo all’inaugurazione vera e propria prevista alle ore 20.30, nella chiesa di Santa Scolastica, con «Postales de mi tierra» (Cartoline della mia terra), progetto di musica tradizionale argentina dell’Ensemble Voz Latina formato dal soprano Maria Luciana Elizondo, dal tenore-percussionista Leonardo Moreno, dal chitarrista Eduardo Egüez, dal basso Piermarco Viñas e dal contraltista-direttore Maximiliano Baños.

Il concerto verrà riproposto mercoledì 15 ottobre a Bisceglie (Vecchie Segherie Mastrototaro) e giovedì 16 ottobre a Palo del Colle (chiesa del Purgatorio), che con Andria (chiesa di Sant’Anna) e Sannicandro di Bari (scuderie del Castello) sono le altre località coinvolte nel festival, da sempre strutturato con una formula itinerante.

Realizzata con i contributi del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e dei Comuni di Bari, Palo del Colle e Sannicandro di Bari e con il patrocinio di Rai Puglia, l’edizione 2025 di Anima Mea prevede 20 concerti sino all’11 dicembre, per complessive 10 produzioni che vedranno coinvolti 46 artisti provenienti da 12 regioni d’Europa e d’Ameri­ca.

 

Il festival è stato presentato questa mattina nella sala giunta del Comune di Bari dal direttore artistico Gioacchino De Padova, e dagli assessori alla Cultura del Comune di Bari, Paola Romano, del Comune di Palo del Colle, Sabrina Piccininni, e del Comune di Sannicandro, Gianfranco Terzo.

 

«Tutti gli artisti ospiti eseguiranno musiche che in molti modi diversi testimoniano cosa può accadere nonostante la guerra e dopo la guerra, quando oppressi ed oppressori mescolano i loro bagagli, fanno proprio il sentire altrui, invertono le gerarchie di vinti e vincitori», ha spiegato il direttore artistico Gioacchino De Padova pensando alla musica come antidoto alla banalità del male cui il mondo si sta pericolosamente abituando. «Come Lenny Bernstein – ha aggiunto De Padova – rimaniamo convinti che l’arte non può cambiare il mondo, ma può migliorare le persone, affinché possano pensare e quindi agire per cambiarlo».

 

«Ci tenevo ad essere qui per questa nuova edizione di Anima Mea – ha detto nel suo intervento, l’assessore alla Cultura del Comune di Bari, Paola Romano – un festival cui sono particolarmente legata che si accinge a diventare maggiorenne, un percorso che  è cresciuto nel tempo e che tiene insieme diversi Comuni della provincia, ciascuno con le proprie peculiarità, con musicisti  e produzioni internazionali per condividere una riflessione sul tempo in cui viviamo attraverso la  musica e la letteratura: non a caso a Bari apriamo con il premio Strega Mario Desiati. Da questo palinsesto, frutto della competenza, della passione e anche della militanza culturale di Gioacchino de Padova, si alza una forte appello alla pace e al confronto. Perché, come scrive la Mazzuccato, la cultura non è solamente un’operazione economica ma soprattutto un investimento per il futuro delle comunità: la musica è in grado di svelare mondi nuovi e per questo siamo convintamente al fianco degli organizzatori di Anima Mea che da diciassette anni ci aiutano a farci delle domande e a guardare il mondo e il nostro tempo con occhi diversi. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è far sì che queste produzioni trovino un sostegno stabile in un’ottica non più annuale ma triennale che consenta tanto agli operatori quanto alla città di programmare e di ragionare in una prospettiva più ampia».

 

Dopo l’inaugurazione, la programmazione musicale proseguirà con l’Ensemble Concerto Soave di Marsiglia, atteso lunedì 20 ottobre a Sannicandro con il programma «Venite, Exultemus!» sulla produzione mottettista francese del ‘600 e ‘700, sempre nell’ottica del festival, dove l’antico si fa contemporaneo nell’esperienza del concerto. «Perché la musica dal vivo – spiega De Padova – è contemporanea per sua natura, indipendentemente dall’opera eseguita, in quanto si fa qui e ora».

Dalla Catalogna arriva, invece, la Compagnia Astrolabi che, nel segno della musica antica, propone un inno alla gioia di vivere con musiche di cinquecento anni fa dal fascino modernissimo. Tre i concerti, il 24 ottobre ad Andria, il 25 ottobre a Bisceglie e il 26 ottobre a Palo del Colle.

Alla femminista ante-litteram Cristine de Pizan, scrittrice francese di origini italiane vissuta a cavallo tra Quattordicesimo e Quindicesimo secolo, è dedicato il programma dell’Ensemble ‘400 di Genova atteso il 31 ottobre a Bisceglie e l’1 novembre ad Andria, mentre l’Ensemble fiorentino Baroque Lumina esplorerà il Settecento attraverso le scuole veneziana e toscana il 14 novembre a Bari e il 15 novembre a Sannicandro.

Con la formazione di casa Ensemble Orfeo Futuro e la voce recitante di Nunzia Antonino, il 18 novembre a Bisceglie e il 19 novembre a Bari il Festival Anima Mea proporrà un excursus tra Seicento e i nostri giorni, rappresentati dal compositore in residence Gianvincenzo Cresta, partendo dalle voci di due intellettuali italiani, Pasolini e Calvino, dei quali si sente oggi fortissima la mancanza.

Verranno anche indagate le Sonate a tre dell’Europa del ‘700 con il siciliano Arianna Art Ensemble, di scena il 28 novembre a Bari, il 29 novembre a Sannicandro e il 30 novembre a Palo del Colle.

Quindi, l’Helsinki Baroque Orchestra accenderà i riflettori sulla musica per orchestra del sommo Johann Sebastian Bach il 2 dicembre a Bari e il 3 dicembre a Palo del Colle.

Ancora musica da camera il 7 dicembre a Sannicandro, dove si ascolteranno musiche di Debussy e Ravel suonate da un trio composto dal violinista Francesco D’Orazio, dalla violoncellista Ludovica Rana e dalla pianista Liubov Gromoglasova.

Geograficamente il festival Anima Mea si chiuderà così come si era aperto, con un musicista argentino, il violoncellista Jorge A. Bosso, che l’11 dicembre, a Bari, proporrà un confronto tra Bach e gli autori contemporanei.