NOVOLI (Lecce) – Gli “gnocculi di Sant’Antonio” e altri 11 prodotti salentini entrano nell’Elenco Regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali. Nell’ambito delle celebrazioni per la Festa di Sant’Antonio Abate – Fòcara 2026, il Comune di Novoli (Le), MARTEDÌ 13 GENNAIO, alle ore 11.30, presso l’Ex Mercato Coperto (Piazza Regina Margherita), ospita una conferenza stampa dedicata alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico del territorio salentino.
Con atto dirigenziale del 16 dicembre 2025, la Regione Puglia ha approvato 35 nuovi prodotti agroalimentari, di cui 12 provenienti dalla provincia di Lecce, per l’inserimento nell’Elenco Regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Tra questi, gli “gnocculi di Sant’Antonio” di Novoli, piccola pasta fresca realizzata artigianalmente e condita con zuppa di pesce povero, tradizionalmente legata ai festeggiamenti del Santo Patrono.
I 12 prodotti salentini sono presentati nell’ambito del Progetto QBO (Qualità Biodiversità Origine), attuato da Confagricoltura Lecce con il sostegno della Camera di Commercio di Lecce e curato da David Montefrancesco (agente di sviluppo del progetto).
Con questa procedura di codifica, è stato accertato che questi prodotti sono il risultato di metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali applicate per un periodo non inferiore ai venticinque anni.
L’inserimento nell’elenco dei PAT garantisce a questi prodotti il riconoscimento di “espressione del patrimonio culturale italiano”, innescando un meccanismo virtuoso in grado di esprimere il meglio della Cucina Italiana, oggi riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.
Ogni prodotto inserito diventa a tutti gli effetti patrimonio della comunità di quel territorio.
Oltre agli “gnocculi” di Novoli, ecco gli altri prodotti riconosciuti:
· Lecce: Caffè in ghiaccio “alla leccese” (a cura di Quarta Caffè)
· Salice Salentino: Pasta con la ricotta e “Puddhrascia” (pollo)
· Veglie: Cassatina vegliese
· Copertino: “Passaricchi” (pasta col sugo di baccalà), Trippa al forno e Pitta (pizza rustica a base di patate)
· Nardò: “Sarginiscu” (anguria di Nardò) e “pasterelle”
· Maglie-Otranto (IISS E. Lanoce): Verdure “a menescia” con carne di maiale e Pitta rustica
Prevista la presentazione dei singoli prodotti registrati e degustazione degli stessi.
La registrazione dei PAT rappresenta una forte tutela per le identità territoriali e un’opportunità per costruire una rete sinergica tra istituzioni, associazioni, realtà della ristorazione e operatori del settore, mirata a un percorso basato sul dialogo e sullo scambio interculturale in ambito enogastronomico, sociale e turistico.
Questi prodotti si aggiungono alle altre 379 produzioni agroalimentari tradizionali della Puglia, riconosciute dal 2001 ad oggi, considerate una componente essenziale del patrimonio culturale e dell’identità del territorio rurale della regione.
L’appuntamento inizierà alle 10.30 con un welcome coffee a cura di Quarta Caffè e proseguirà, dalle 11.30, con gli interventi di Marco De Luca (Sindaco di Novoli), Federica Pezzuto (Assessore al Turismo e al Marketing del Comune di Novoli), Fabio Vergine (Comune di Galatina, città candidata a “Capitale della Cultura 2028”), Mario Vadrucci (Presidente Camera di Commercio di Lecce), Maurizio Cezzi (Presidente Confagricoltura Lecce), David Montefrancesco (Agente di sviluppo Progetto QBO). Saranno inoltre presenti rappresentanti dei Comuni di Copertino, Lecce, Nardò, Salice Salentino e Veglie, Giovanni Casarano (Dirigente IISS “Egidio Lanoce” di Maglie-Otranto) e Antonio Quarta (Quarta Caffè).
GLI ALTRI APPUNTAMENTI DI MARTEDI 13 GENNAIO
La giornata di martedì 13 gennaio si caratterizza inoltre per l’appuntamento delle ore 20.30 al teatro Comunale di Novoli. In scena lo spettacolo teatrale Naron. La notte del fuoco, della Compagnia del Musical “C’era una volta”, in collaborazione con l'”École de Danse” di Ninfa Fersini. È incentrato su una vicenda novolese, in parte storica e in parte opera di fantasia, del barone Alessandro II Mattei, uomo colto e raffinato, vissuto nel Seicento, nell’allora Santa Maria de Novis, noto per la sua immensa e prestigiosa biblioteca.
Nella finzione narrativa, ci troviamo all’interno del Palazzo baronale: nell’arco di una sola nottata, Alessandro affronta letteralmente i propri demoni, impersonificati dai sette vizi capitali, forma chiara e manifesta delle tentazioni del maligno. Si rende così conto di trovarsi sull’orlo del precipizio infernale. Dall’altra parte, abbiamo Antonio, il santo del deserto che ha sfidato Satana, uscendo vincitore grazie alla vera luce divina cui ha saputo affidarsi. Alessandro si trova così di fronte a una terribile scelta, dalla quale dipenderanno le sorti della sua stessa anima. La punizione divina che giunge attraverso il fuoco che tuttavia è un fuoco buono, il fuoco sacro della purificazione, ricondurrà alla salvezza il barone, sulle orme del grande santo.
Lo spettacolo è anche un omaggio al novolese Mario Rossi, studioso e devoto di Sant’Antonio, qui riproposto quale sorta di Virgilio di dantesca memoria che condurrà per mano il pubblico da un piano temporale all’altro, guidandolo nella comprensione dei fatti.
Ingresso libero su prenotazione al numero 320.4950930.













