Sabato 21 e domenica 22 marzo le “Giornate FAI di Primavera”: il programma in Puglia

3

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 – anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.

 

Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili – a contributo libero – 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.

 

“Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos’è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l’evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due – la loro storia, con la loro, quella dell’Italia” ha dichiarato Marco Magnifico, Presidente FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

 

Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.

Tra le aperture delle Giornate FAI di Primavera 2026 in Puglia:

 

Bari

TEATRO MARGHERITA

Il Teatro Margherita venne edificato tra il 1912 e il 1914 come una costruzione palafitticola su pilastri in cemento armato sul tratto di mare prospiciente il cosiddetto “giardino Margherita”. Rappresentava la risposta ingegnosa al divieto di costruire altri teatri sul territorio barese al di fuori del Teatro Petruzzelli e la sua storia riassume emblematicamente l’evoluzione del gusto dei cittadini per i luoghi di spettacolo e di ritrovo dai primi anni del secolo scorso ai giorni nostri. La sala iniziò a essere utilizzata anche per proiezioni cinematografiche a partire dal 1922; danneggiato dagli eventi bellici e dall’occupazione degli americani, il teatro venne poi riconsegnato alla Società Orfeo che lo adibì esclusivamente a cinema fino al 1979, quando l’immobile ritornò nella disponibilità del Demanio marittimo. Dopo un periodo di abbandono, il teatro è stato interessato da più fasi di recupero, le prime due realizzate tra 2001 e 2004 e tra 2006 e 2009. L’ultimo intervento, appena completato, renderà il Margherita uno spazio in grado di ospitare manifestazioni d’arte e mostre, teatro e danza, musica e spettacoli. In occasione delle Giornate FAI si potrà accedere all’edificio e apprezzare, in anteprima, la struttura e la decorazione fresche di restauro e non ancora mostrate al grande pubblico: la riconfigurazione del basamento, il nuovo ingresso, la cupola della sala di stile tardo-Liberty, la Torre scenica, la platea e il foyer.

Questo sito fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto beneficia di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per il recupero funzionale e la valorizzazione del teatro.

 

Noci (BA)

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO

La Chiesa di Santa Maria dell’Assunta e l’annesso Centro di Servizio nella contrada Lamadacqua costituiscono un unicum architettonico del secondo dopoguerra. Progettata da Plinio Marconi e dal figlio Paolo a partire dal 1959, la chiesa si distingue per qualità formale, essenzialità e rigore progettuale, rappresentando un esempio raro di architettura pubblica attenta alle funzioni sociali. Il complesso, nato nell’ambito della Riforma Agraria per servire le comunità contadine, dialoga con il paesaggio rurale della Murgia dei trulli, rendendo il sito unico nel suo genere. La visita proposta in occasione delle Giornate FAI di Primavera offrirà un’occasione unica, perché il complesso non è normalmente aperto al pubblico. Il percorso inizierà con il racconto della vita nella contrada agli inizi del Novecento e negli anni Cinquanta, che sarà integrato da testimonianze dirette di chi ha vissuto quei luoghi. Si proseguirà poi accedendo al Centro di Servizio, dove si visiteranno gli spazi e la mostra di disegni e fotografie originali dei progetti di Plinio e Paolo Marconi, fino alla chiesa, dove, con l’aiuto eccezionale degli architetti del restauro, saranno illustrati gli aspetti costruttivi, le scelte progettuali e gli interni con arredi liturgici. Completano l’esperienza gli spazi esterni, per osservare l’insieme del complesso e il paesaggio circostante. Eventi collaterali prevedono approfondimenti storici e paesaggistici a cura di uno specialista e un percorso guidato in bicicletta nell’agro circostante.

 

Monopoli (BA)

CHIESA E CASALE RUPESTRE DEI SS. ANDREA E PROCOPIO

Ingresso riservato agli iscritti FAI

La Chiesa e il Casale rupestre dei SS. Andrea e Procopio fanno parte di un insediamento molto popolato risalente all’XI secolo, composto da numerose grotte adibite ad abitazioni, stalle, frantoio ipogeo, magazzini; era presente in loco anche un sistema di raccolta delle acque piovane, i tipici calendari del periodo, ricavati nella roccia allo scopo di scandire il tempo della maturazione dell’olio. L’apertura del complesso proposta in occasione delle Giornate FAI di Primavera è un’occasione speciale, poiché il bene è di proprietà privata. Tra le caratteristiche del luogo di culto, una delle chiese rupestri più belle del territorio, va evidenziato la doppia abside e il fatto che fosse interamente affrescata, sebbene gli affreschi, databili tra l’XI e il XIV secolo, stiano subendo un lento e inesorabile deperimento e che di molti siano rimasti solo frammenti. Il casale, invece, era situato nelle vicinanze dell’antica via Traiana, al di sotto del piano di calpestio, trovandosi in una lama.

 

Santeramo in Colle (BA)

PALAZZO COMUNALE E PALAZZO MARCHESALE

Durante le Giornate FAI di Primavera il pubblico avrà la possibilità di visitare due gioielli della cittadina di Santeramo in Colle: il Palazzo Comunale, generalmente non accessibile, e il Palazzo Marchesale, saltuariamente visitabile. Il Palazzo Comunale è un edificio a due ordini: il piano terra è in pietra, mentre il piano superiore in tufo. Gli elementi decorativi sono quelli dell’architettura classica: cornici, lesene, timpani, mensole, archi. Varcato il portale d’ingresso principale, nell’ampio androne si impone una scalinata centrale in pietra. Di particolare pregio è la sala consiliare che custodisce l’affresco dell’artista santeramano Alfio Tommaselli, raffigurante una giovane fanciulla che impersona la Nuova Italia Unita con nella mano destra la bandiera italiana e nella sinistra un ramoscello di alloro. Il Palazzo Marchesale presenta invece due ingressi che si affacciano su un cortile che, in origine, portava ai locali di servizio: scuderia, stalle e depositi; dal cortile si accede anche al piano signorile attraverso una larga scalinata in pietra. Di proprietà del Comune di Santeramo in Colle, il palazzo è oggi adibito a spazio multifunzionale. Di particolare interesse è la pinacoteca intitolata all’artista santeramano Francesco Netti che ospita mostre come quella attuale dedicata a Bartolomeo Paradiso, artista e intellettuale, allievo di Netti e amico di Tommaso Fiore, dal titolo “Bartolomeo Paradiso e il paesaggismo pugliese del primo Novecento”.

 

Lecce

CASA MUSEO SPADA – ANTICHI STRUMENTI MUSICALI

Il Museo Spada, nato nel 1985 a Montemesola (TA), nel 2015 si è trasferito nell’attuale sede di Lecce, al primo piano di Palazzo Prete, in un edificio di archeologia industriale che ben si prestava all’organizzazione degli spazi per contesti d’uso, armonizzando arredi, dipinti, suppellettili e manufatti con gli strumenti esposti nelle diverse sale. Questa impostazione offre una narrazione di carattere prevalentemente antropologico, capace di animare le collezioni e renderle significative per il pubblico, evidenziando le trasformazioni estetiche, funzionali e culturali degli oggetti, in base alle epoche e ai diversi territori di provenienza. Le visite proposte in occasione delle Giornate FAI di Primavera saranno a cura del proprietario della collezione, Francesco Spada, che illustrerà gli strumenti esposti – oltre 1.000 – dal XVII secolo ai primi del Novecento, con nuclei particolari di flauti precolombiani e strumenti etnici extraeuropei, accanto a oltre 200 tra partiture, manoscritti e libri, fra cui una sezione speciale dedicata alle bande pugliesi e alla tradizione della marcia funebre della Settimana Santa. Al termine del percorso sono previsti brevi concerti eseguiti da docenti e studenti del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, che proporranno brani suonati con strumenti d’epoca. I visitatori potranno inoltre approfondire la conoscenza degli strumenti presenti nel museo grazie a postazioni touch-screen o a un QR code da inquadrare con i propri dispositivi mobili, dove sarà possibile visualizzare schede descrittive e brevi video, scoprire la postura del musicista e le varie tecniche esecutive e persino farne produrre virtualmente i suoni. Questa modalità consente di esplorare strumenti rari e inconsueti collocati nelle diverse sale, ciascuna dedicata a specifici contesti d’uso, offrendo una fruizione più immediata, coinvolgente e intuitiva.

 

Parabita (LE)

VOTIVA

Votiva è una collezione permanente e diffusa di arte contemporanea inaugurata nel 2024, con l’intento di riqualificare le antiche edicole votive che caratterizzano il tessuto urbano di Parabita. Il progetto del Comune, nato dall’intuizione del sindaco Stefano Prete, coinvolge 16 artisti di rilievo nazionale e internazionale, creando un dialogo tra tradizione religiosa popolare e arte pubblica; un programma in continua evoluzione che accoglie nuovi sguardi e sensibilità, trasformando la città in un museo a cielo aperto, vivo e in costante movimento. La visita proposta durante le Giornate FAI offre al pubblico un percorso in cui memoria, comunità e visioni contemporanee si incontrano: tra le edicole votive del centro storico, reinterpretate dallo sguardo di noti artisti, fra cui Mimmo Paladino e Michelangelo Pistoletto, la città riscopre luoghi quotidiani trasformandoli in occasioni di incontro, riflessione e bellezza. Parabita diventa così uno spazio fertile, dove pensiero critico, ricerca e arte si intrecciano con storia e paesaggio, rigenerando legami e dando nuovo senso ai luoghi.

 

Maglie (LE)

BOSCO DELLE CIANCOLE

Normalmente chiuso al pubblico, il Bosco delle Ciancole, un rettangolo di circa tre ettari immerso nella campagna circostante Maglie, sarà eccezionalmente visitabile durante le Giornate FAI di Primavera, offrendo l’occasione di scoprire la flora e la fauna che lo popolano e gli antichi saperi legati al legname, alle proprietà medicinali delle erbe spontanee e ai frutti del sottobosco. Tra gli alberi aleggia la presenza del poeta magliese Salvatore Toma, che qui visse e scrisse, instaurando un rapporto profondo con la natura e gli animali. Passeggiando tra le querce e i sentieri, i visitatori potranno rivivere la sua visione poetica, fatta di dissoluzione e comunione con il creato, tra memoria, mito e realtà. Il bosco fu impiantato dal senatore Achille Tamborino nel 1880, che lo circondò con un alto muro per coniugare la riserva venatoria e la valorizzazione del paesaggio agrario salentino. Un luogo dove la natura poteva essere osservata e apprezzata, in armonia con la tradizione bucolica e la visione ottocentesca della semplicità come nutrimento dell’anima. L’arco del portale d’ingresso introduce a una costruzione con basolato in pietra, volta a stella e un secondo semplice arco dal quale lo sguardo si apre sul verde, seguendo la direzione di un invitante viale erboso. Dopo pochi passi ci si imbatte in altri viali perpendicolari, un reticolo che facilita l’orientamento. Il percorso, tutto in piano, favorisce il passeggio tra numerosi pini, lecci, corbezzoli, cespugli di lentisco e viburno, pungitopo, edere rampicanti, tipici dei boschi naturali che caratterizzavano tante parti del paesaggio agrario delle territorio fino al XIX secolo. A destra dell’ingresso si trova un esemplare di Quercus ilex particolarmente sviluppato e maestoso, la cosiddetta “Querciaccia”, così chiamata da Salvatore Toma, che legò al bosco la sua esperienza di vita e di poesia.

 

Scorrano (LE)

PALAZZO DUCALE FRISARI GUARINI

L’antico castello, come molti dei palazzi “baronali” della Terra d’Otranto, nasce in epoca normanna con lo scopo di controllare e assicurare l’amministrazione del feudo. L’edificio in origine possedeva mura, torri e fossato; venuta meno la necessità di difesa nei secoli XVII e XVIII, fu trasformato in palazzo gentilizio con spazi più luminosi e comodi per la vita dei feudatari. Il giardino segreto di circa 5.000 mq, completamente chiuso da mura, fu disegnato nel XIX secolo ispirandosi ai giardini all’italiana ed è formato da aiuole di pietre a secco che ospitano bordure e piante di genere vario. Furono messe a dimora molte piante esotiche di origine asiatica o sudamericana e rari agrumi, fra cui esemplari ormai secolari di Cocculus e Feijoa. La visita in occasione delle Giornate FAI di Primavera, oltre al cortile e al giardino, si svolgerà anche nella cantina dove la struttura storica del vecchio castello è stata trasformata in uno spazio produttivo e culturale tra rispetto del patrimonio e nuovi scenari d’uso.

 

Bisceglie (BT)

CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA

In un contesto di forte emarginazione dei malati psichici, don Pasquale Uva, grazie a offerte popolari e sostegno locale, nel 1922 fondò a Bisceglie la Casa della Divina Provvidenza e la congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’istituto accolse militari affetti da disturbi psichici. Nel 1946 pose la prima pietra dell’Istituto Ortofrenico e dell’Ospedale Psichiatrico di Foggia. Circondato da 25 ettari di terreni agricoli, i malati lavoravano, realizzando lenzuola, fazzoletti vestaglie, grembiuli, camicie, ricami e contribuivano alla costruzione, ottenendo crescita sociale e gratificazione. In occasione delle Giornate FAI di Primavera i visitatori saranno guidati in un itinerario tra spazi, oggetti e testimonianze che ripercorrono l’opera e l’impegno pastorale di don Uva. Negli ambienti più affascinanti, a partire dalla storica scalinata, si potranno ammirare gli abiti liturgici esposti nelle teche e gli oggetti personali appartenuti al fondatore. Il chiostro accoglierà inoltre una mostra di pittura realizzata dagli artisti ospiti della struttura: opere che rappresentano per i pazienti un’autentica espressione del proprio mondo interiore e della loro visione della realtà. La visita proseguirà lungo i viali dell’ampio complesso, offrendo la possibilità di osservare i diversi padiglioni che lo componevano e di comprendere la visione innovativa di don Uva, orientata alla riabilitazione e alla reintegrazione dei ricoverati nella vita attiva, sottraendoli all’inattività che ne aggravava il disagio psichico. Il percorso si concluderà con l’ingresso alla maestosa Basilica di San Giuseppe.

 

San Marco la Catola (FG)

CASTELLO DEL CONTE PIGNATELLI

Il Palazzo Ducale, impropriamente chiamato “castello”, risale al XIII secolo ed è citato negli Statuta officiarum (1241–1246) di Federico II. Nato come castrum a funzione militare, fu ampliato in più fasi e, con il tempo, divenne simbolo di potere nobiliare. Il palazzo è appartenuto alla famiglia Pignatelli fino al 1821, quando Giovanni Pignatelli, Duca di Montecalvo e Marchese di San Marco la Catola, lo vendette a Nicolangelo Cipriani. Oggi l’edificio ospita la Biblioteca dei Monti Dauni e spazi destinati ad attività socio-culturali, coniugando storia, arte e funzione pubblica.

Grazie a importanti interventi di restauro, il Palazzo è tornato quasi completamente alla sua bellezza originaria: il cortile è stato rinnovato e le sale restaurate. L’edificio conserva tre ingressi, alte mura, due torri di avvistamento e una cappella dedicata a San Marco Evangelista, con l’originale portale decorato. Oltre alla visita del Palazzo, il pubblico potrà accedere alla Chiesa di San Nicola di Mira, al Santuario della Madonna di Giosafat e al convento annesso, che ospitò più volte Padre Pio. Sarà possibile passeggiare nel caratteristico centro storico, tra viuzze gradonate, e godere delle bellezze naturali dei luoghi, che conservano intatto il fascino del tempo passato.

 

Troia (FG)

CHIESE DI SAN BENEDETTO E SAN FRANCESCO

In occasione delle Giornate FAI, sarà possibile scoprire due chiese barocche di Troia, solitamente poco accessibili: la Chiesa di San Benedetto, chiusa al pubblico da alcuni anni, e la Chiesa di San Francesco, aperta solo per le celebrazioni liturgiche. Il percorso di visita, che si sviluppa lungo circa 300 metri del corso principale, antico tracciato della via Traiana, permette di ammirare le opere artistiche e architettoniche delle due chiese: tele settecentesche, splendidi affreschi, pulpiti lignei e preziosi organi rococò. Gli altari barocchi, le statue lignee di Giacomo Colombo e le controsoffittature affrescate completano un’esperienza unica. La visita proposta dal FAI consentirà quindi di apprezzare non solo la bellezza degli interni, ma anche il centro storico di Troia, con chiese, palazzi e corti che raccontano la millenaria storia della città; inoltre, i visitatori potranno accedere al Museo Ecclesiastico Diocesano, che custodisce importanti tesori artistici e religiosi legati alla Cattedrale.

 

Manduria (TA)

ARCHIVIO E CASA MUSEO PIETRO GUIDA

L’Archivio Casa Museo dello scultore Pietro Guida è stata la sua residenza-atelier fino alla sua morte, nel 2024, a 103 anni. È circondata da un bellissimo giardino dove, tra varie specie di piante, emergono gli alberi di ulivo, arbusti tipici del paesaggio mediterraneo, e dove alcune opere dell’artista, nato nel 1921 a Santa Maria Capua Vetere, hanno trovato la giusta collocazione. La visita proposta durante le Giornate del FAI partirà dal giardino dove verranno raccontate le varie fasi storico-artistiche di Guida e le numerose esposizioni in mostre nazionali e internazionali alle quali ha partecipato, nonché i tanti premi e riconoscimenti che gli sono stati attribuiti. Si proseguirà con la descrizione delle opere sistemate in esterno, sia di quelle astratte che di quelle figurative. Successivamente, si visiterà la residenza signorile di fine ‘800- inizi ‘900, dove ci si soffermerà sulle sue sculture, sugli oggetti e sui ricordi più significativi. Per finire, accesso allo scantinato dove tutto è rimasto come se lo scultore dovesse tornare a riprendere il lavoro interrotto: dagli attrezzi ai bozzetti in argilla.

 

Massafra (TA)

CHIESA DI SAN TOMA

La Chiesa di San Toma è attestata già nel XIV secolo, con documenti vaticani e vescovili del 1324 che ne confermano l’esistenza. L’edificio è una piccola cappella a navata unica con volta a botte su archetti ogivali, sobria e poco decorata. Il percorso proposto durante le Giornate FAI di Primavera partirà dal piccolo piazzale prospiciente l’ingresso della chiesa, dove i giovanissimi Apprendisti Ciceroni bilingue racconteranno la storia dell’edificio e ne descriveranno la facciata, alternando il racconto nelle loro lingue di origine: urdu, albanese, rumeno, francese, con la traduzione in lingua italiana, effettuata da altri giovanissimi Apprendisti Ciceroni. L’interno della Chiesa, normalmente visitabile solo su specifica richiesta alla Curia, offrirà al pubblico la possibilità di ammirare un edificio di culto del XIV secolo, ma anche e soprattutto una interessante visita a quella che sembra essere una chiesa rupestre, successivamente trasformata in cripta funeraria dove si svolgevano processi di tanatometamorfosi, cioè la scolatura dei cadaveri e la mummificazione, attraverso un “colatoio” orizzontale. I visitatori verranno così trasportati in una dimensione di grande interesse, amplificato dal racconto ritmato fatto in più lingue, messaggio di un ponte tra le culture che si scoprono sorelle.

 

Mesagne (BR)

BASILICA DEL CARMINE E CRIPTA DI SAN MICHELE ARCANGELO

La Basilica del Carmine, sorta su un precedente luogo di culto ipogeo dedicato a San Michele Arcangelo, è un edificio sacro dalle forme gotico-angioine. All’esterno la struttura si conserva quasi integralmente nella redazione originaria, nonostante le numerose trasformazioni che ha subito nel corso dei secoli. All’interno sono presenti nove cappelle laterali tra le quali si trova la cappella dedicata alla Vergine del Carmelo, contenente un pregevole quadro ligneo, opera del maestro Francesco Palvisino da Putignano. Nell’ottobre del 1975 un allagamento a seguito di un forte temporale provocò l’apertura di un’enorme voragine nel pavimento della chiesa. Fu così portata alla luce una grotta, la cui esistenza era nota dalla storiografia locale, ma mai localizzata, insieme a sepolture di infanti e cripte che occupavano la navata centrale. La grotta di origine naturale, lunga circa 20 metri e larga 6, venne inizialmente utilizzata come luogo di culto dedicato all’Arcangelo Michele. Probabilmente già nel XVI secolo, il luogo fu convertito in cripta ad uso dei monaci Carmelitani e utilizzata come ossario. L’apertura nelle Giornate FAI prevede, oltre alla visita alla Basilica, l’accesso alla Cripta di San Michele, normalmente non fruibile. Ci sarà inoltre una mostra di immagini che ricostruiscono gli affreschi non più visibili o di facile lettura ad occhio nudo.