Due festival, due città, due programmi differenti, un unico viaggio musicale capace di attraversare culture, tradizioni e geografie. L’Ensemble Constantinople, tra le realtà più autorevoli della scena internazionale dedicata al dialogo tra le musiche del mondo e le antiche tradizioni mediterranee e orientali, sarà protagonista di una doppia tappa pugliese con due concerti che raccontano, attraverso la forza dell’incontro, il valore universale della musica come linguaggio di pace, memoria e condivisione.
Il primo appuntamento è in programma martedì 11 agosto, alle ore 20, nel chiostro del Museo Archeologico di Santa Scolastica di Bari, dove l’Ensemble Constantinople presenterà «Traversées – Voci migranti tra Africa e Oriente» come anteprima della nuova edizione del festival Anima Mea diretto da Gioacchino De Padova organizzato dall’associazione culturale L’Amoroso Ets (l’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili). Il secondo concerto, previsto mercoledì 12 agosto, alle ore 21, nel chiostro di Palazzo San Martino a Monopoli, s’intitola «Estuaire – Dove le acque si incontrano» ed è un evento speciale del festival Apulia Antiqua diretto da Giovanni Rota e promosso dall’associazione culturale Sentieri Armonici Ets (concerto a pagamento, biglietti su apuliantiqua.events).
Protagonisti di entrambi i concerti saranno l’iraniano Kiya Tabassian, fondatore di Constantinople, cantante e tra i massimi interpreti del setar persiano, e Ablaye Cissoko, straordinario maestro della kora e griot di Saint-Louis, in Senegal, artisti che da oltre un decennio hanno costruito uno dei più affascinanti percorsi di incontro tra le tradizioni musicali del Medio Oriente e dell’Africa occidentale. A loro si unirà il percussionista Patrick Graham, percussionista canadese di fama internazionale, noto per la sua ricerca tra tradizioni ritmiche del Medio Oriente, dell’India e del Mediterraneo e per le collaborazioni con alcuni dei più importanti interpreti della world music contemporanea.
Da sempre la parola ha trovato voce nel bardo, nel trovatore, nel griot: figure capaci di custodire la memoria collettiva e di attraversare confini culturali e geografici. E in «Traversées – Voci migranti tra Africa e Oriente» questa antica vocazione prende forma in un incontro tra eterni viaggiatori capaci di trasformare il mondo in uno spazio condiviso. Il dialogo tra la kora e il setar sembra emergere da un tempo remoto, come se i due strumenti fossero sempre appartenuti alla stessa famiglia sonora. Ne nasce una musica sospesa tra tradizione e contemporaneità, in grado di evocare paesaggi interiori e orizzonti lontani. Una sintonia che ha conquistato il pubblico internazionale, portando il progetto in oltre cento festival e sale da concerto nel mondo.
E se «Traversées» racconta il viaggio, «Estuaire – Dove le acque si incontrano» celebra il luogo dell’incontro. L’estuario, spazio in cui l’acqua dolce si fonde con quella salata, diventa metafora di trasformazione, fertilità e rinascita per raccontare un territorio in cui differenze e identità convivono generando nuove possibilità. Il risultato è una conversazione artistica ormai maturata nel tempo, dove la raffinatezza del setar, la profondità della kora e la ricchezza ritmica delle percussioni costruiscono un paesaggio sonoro di rara intensità, capace di sospendere il tempo e accompagnare l’ascoltatore in un’esperienza di profonda contemplazione.













