“Barocco Festival”, amore e odio alla corte del Settecento

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BRINDISI – Amore e odio, desiderio e vendetta, abbandono e furore: nel teatro musicale del Settecento le passioni non conoscono mezze misure e trovano nella voce il luogo della loro massima espressione. Il “Barocco Festival Leonardo Leo” arriva domenica 13 settembre alle ore 21 nel Castello Svevo di Brindisi con “T’A. & T’O. T’amo e t’odio, le arie per castrato nelle opere del ’700”. Un percorso nel teatro d’opera che fece di Napoli una delle capitali musicali d’Europa, tra il gusto italiano e quello francese, virtuosismo vocale e conflitti drammatici. Conduce la serata il giornalista Antonio Celeste. Al termine, degustazione di vini offerta dalle cantine “Otri del Salento” e “Vignuolo”e di prodotti pugliesi proposti da “Gargano Sapori”. Biglietti online su Vivaticket fino alle ore 17 del giorno dello spettacolo; successivamente saranno disponibili la sera del concerto direttamente all’ingresso del Castello. Ticket euro 3 – Info T. 347 060 4118.

Protagonista è uno dei più affermati controtenori in Europa:Filippo MinecciaeLa Confraternita de’ Musici, con Cosimo Prontera alla direzione. Il programma mette in relazione la scuola napoletana con il gusto francese, alternando le arie di Leonardo Leo, Francesco Durante, Alessandro Scarlatti e Adolf Hasse alle pagine orchestrali di Jean-Philippe Rameau e Jean-Baptiste Lully.

Il XVIII secolo segna una trasformazione profonda nel Viceregno napoletano. Alla tradizione spagnola dei tornei, delle prove di forza e delle abilità cavalleresche si sostituisce progressivamente il fascino dei divertimenti musicali francesi. I Viceré guardano oltralpe e investono nell’Opera, destinata a portare Napoli sulla ribalta internazionale. Il San Bartolomeo, annesso a Palazzo Reale, diventa il tempio del dramma per musica: dall’inizio del secolo fino alla sua chiusura vi vengono rappresentati 143 drammi, mentre anche i palazzi nobiliari aprono le proprie sale alle rappresentazioni.

Dentro questa macchina teatrale la voce assume una forza decisiva. Leo, Durante, Scarlatti e Hasse portano nel programma passioni estreme, conflitti, devozione e tormento, tra opera e oratorio. La scrittura vocale trasforma gli affetti in azione e mette il cantante al centro di una drammaturgia fatta di tensioni, contrasti e improvvisi cambi di stato. A questo versante italiano si affianca quello francese di Jean-Philippe Rameau e Jean-Baptiste Lully, nel quale danza, ritmo e cerimonia costruiscono un’altra idea di spettacolo. È il gusto d’oltralpe che nel Settecento affascina la corte napoletana e contribuisce a modificarne linguaggi e modelli di intrattenimento.

T’amo e t’odio” prende forma dentro questa tensione fra opposti. Nelle arie destinate ai castrati l’amore può trasformarsi in collera, la devozione in tormento, la tenerezza in desiderio di vendetta. La voce si muove tra forza e vulnerabilità e porta sulla scena sovrani, eroi, amanti e figure sacre sottoposti alla pressione degli affetti. Nel Castello Svevo di Brindisi, quelle passioni tornano così alla loro natura teatrale: forze che si urtano, cambiano direzione e nella musica trovano la loro forma.