Sabato 24 gennaio “Tre sorelle” di Cechov e il senso della vita nella performance esoterica di Muta Imago

0

TARANTO – Tra le più importanti realtà di ricerca teatrale in Italia, con un’attività ormai ventennale e numerosi premi conseguiti, il progetto Muta Imago arriva a Taranto per presentare la rilettura del classico di Anton Cechov «Tre sorelle», in programma sabato 24 gennaio (ore 21) all’auditorium TaTÀ di Taranto per la stagione «Periferie» del Crest sostenuta dalla Regione Puglia. Dirette da Claudia Sorace, che firma lo spettacolo con l’altra metà di Muta Imago, il drammaturgo e sound artist Riccardo Fazi, in scena ci sono tre voci di uno stesso corpo in evoluzione e involuzione su una immaginaria e fluttuante linea temporale: la giovane Federica Dordei, la pluripremiata Monica Piseddu e la versatile Arianna Pozzoli.

«A Mosca! A Mosca!», ripetono le sorelle Olga, Masa e Irina, vite spese nel ricordo di un passato mitizzato o nell’attesa di un futuro che non arriverà mai, desiderose di tornare a vivere nella capitale russa per riscattarsi dalla triste vita provinciale, al contrario di quanto accade in un altro celebre dramma del grande drammaturgo russo, il Giardino dei ciliegi, in cui la vita è tutta intera nel passato a difesa del mito della felicità di un tempo che non tornerà mai più. Dunque, il presente è il grande assente nelle opere di Cechov, tanto quanto i fantasmi della nostalgia e del desiderio ne sono protagonisti. Ed è proprio ai fantasmi della memoria, alla iconica battuta iniziale, «perché ricordare?», che si rivolge Muta Imago nel rivisitare questo classico con una riscrittura di grande impatto visivo.

A volte maghe a volte medium, le tre sorelle si stringono l’una all’altra per sopravvivere alle ferite della memoria e, attraversate dall’eco degli eventi che le hanno travolte e degli uomini che sono passati, si scoprono essere l’incarnazione di un’unica voce. Quella di una donna, che aggrappata ai suoi dubbi, si chiede e ci chiede, per l’appunto, «perché ricordare?».

Trasformata dalla regista Claudia Sorace e dal drammaturgo Riccardo Fazi in una performance esoterica, un esercizio di metamorfosi ed evoluzione, «Tre sorelle»» è la storia dell’incessante lotta allo scorrere del tempo, la storia di chi combatte contro la nostalgia del passato per costruire nuovi futuri possibili. A giocare un ruolo fondamentale, oltre alle musiche originali di Lorenzo Tomio, è la dimensione visiva dello spettacolo (le scene sono disegnate da Paola Villani, le luci da Maria Elena Fusacchia). D’altronde il duo romano è noto proprio per la capacità di esplorare diverse forme d’arte, dal teatro alla performance, dal teatro musicale, all’opera, alle installazioni, con l’obiettivo di indagare nella maniera migliore il rapporto tra l’essere umano, il suo tempo e il suo sentire.

Al termine dello spettacolo, per il ciclo «Parliamone», gli artisti dialogheranno con il pubblico e la giornalista Marina Luzzi.

Biglietto unico € 15.