Venerdì 11, 18 e 25 settembre la rassegna Leverano Teatro civile ospita tre spettacoli dedicati a Renata Fonte, Agnese Borsellino e Don Peppe Diana

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Tre spettacoli dedicati a figure che hanno fatto della responsabilità, della giustizia e dell’impegno per la comunità una scelta di vita. Dall’11 al 25 settembre, il Chiostro del Convento di Santa Maria delle Grazie ospita Leverano Teatro civile. La rassegna, inserita nel progetto Teatri del Nord Salento e realizzata in collaborazione con l’associazione Borghi Autentici d’Italia, nasce dalla sinergia tra il Comune di Leverano e Factory Compagnia Transadriatica, realtà che negli ultimi anni ha consolidato un’importante attività di produzione, distribuzione e promozione del teatro contemporaneo, con particolare attenzione ai linguaggi della narrazione e della scena civile. In programma Un altro giorno ancora – Sui passi di Renata Fonte, scritto e interpretato da Angela De Gaetano e dedicato alla giovane assessora di Nardò uccisa nel 1984 (venerdì 11), La stanza di Agnese di Sara Bevilacqua che porta sul palco il punto di vista intimo della moglie del magistrato Paolo Borsellino (venerdì 18) e Non è stata la mano di Dio, di e con Corrado La Grasta, che restituisce la figura di don Peppe Diana e la sua battaglia contro la camorra (venerdì 25). Al teatro il compito di far dialogare memoria e presente attraverso tre storie che continuano a interrogare il nostro tempo.

IL PROGRAMMA

Venerdì 11 settembre (ore 21:00 | ingresso libero fino a esaurimento posti) il via con “Un altro giorno ancora – Sui passi di Renata Fonte”, scritto e interpretato da Angela De Gaetano, con costumi di Lilian Indraccolo, luci di Davide Arsenio e la produzione di Factory Compagnia Transadriatica. Lo spettacolo nasce per onorare e coltivare la memoria della giovane assessora del Comune di Nardò, uccisa a 33 anni nella notte fra il 31 marzo e il 1 aprile 1984, per aver difeso il Parco Naturale di Porto Selvaggio dalla speculazione edilizia. La figura di questa donna di cultura e vittima della criminalità mafiosa viene raccontata senza fermarsi alla semplice ricostruzione biografica. Attraverso ricordi, testimonianze e narrazione teatrale, emerge il ritratto di una persona che ha fatto della cura del proprio territorio e del bene comune una scelta quotidiana. La sua storia diventa così occasione per riflettere sul significato della responsabilità, della giustizia e del coraggio, ma anche sul rapporto profondo tra una comunità e i luoghi che abita. In scena, accanto alla protagonista, attraverso i voice over anche Mario Perrotta (che interpreta lo storico e politico neretino Pantaleo Ingusci), Ippolito Chiarello, Fabio Tinella, Graziano Giannuzzi, Dario Rizzello e alcune allieve e allievi di AMA – Accademia Mediterranea dell’attore (Benedetta Ala, Rocco Buono, Karola Nestola, Andrea Romanazzi).

Venerdì 18 settembre (ore 21:00 | ingresso libero fino a esaurimento posti) la rassegna proseguirà con lo spettacolo “La stanza di Agnese” di e con Sara Bevilacqua, su drammaturgia di Osvaldo Capraro con disegno lucidi Paolo Mongelli e Marco Oliani, video di Mimmo Greco, prodotto da Meridiani Perduti Teatro, con il supporto di TRAC – Centro di Residenza Teatrale Pugliese, il sostegno di Factory Compagnia Transadriatica e in sinergia con la Scuola di Formazione Antonino Caponnetto. Al centro c’è Agnese Borsellino, moglie del magistrato Paolo Borsellino. Il punto di vista scelto è quello più intimo, domestico, apparentemente laterale rispetto alla grande storia, ma proprio per questo capace di restituire con forza il peso delle scelte pubbliche nella vita privata. Attraverso i ricordi della donna si attraversano il dolore, la paura, l’attesa e la perdita, ma anche la dignità e la capacità di continuare a testimoniare. Un racconto personale che si allarga fino a diventare riflessione collettiva sul valore della memoria e sulla necessità di trasmetterla, soprattutto alle nuove generazioni.

Venerdì 25 settembre (ore 21:00 | ingresso libero fino a esaurimento posti) Leverano Teatro civile si concluderà con Non è stata la mano di Dio, scritto e interpretato da Corrado La Grasta, con la regia di Giulia Petruzzella, prodotto da Teatro dei Cipis con il patrocinio del Comitato Don Peppe Diana. Lo spettacolo è dedicato infatti al sacerdote assassinato dalla camorra il 19 marzo 1994 a Casal di Principe per il suo impegno contro la criminalità organizzata. Anche in questo caso il teatro si ispira a una storia precisa per allargare lo sguardo alle domande che quella vicenda continua a porre. Che cosa significa scegliere da che parte stare? Quanto possono incidere le parole quando diventano presa di posizione e azione concreta? E quanto coraggio serve per opporsi all’indifferenza e alla violenza? Attraverso una narrazione essenziale e diretta, il regista restituisce il senso profondo della testimonianza di don Peppe Diana e invita a considerare la memoria non come una celebrazione rituale, ma come un esercizio quotidiano di libertà e partecipazione.

La rassegna fa parte del progetto Teatri del Nord Salento promosso da Factory Compagnia Transadriatica – Centro di Produzione Teatrale del Nord Salento, in collaborazione con BlaBlaBla, con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia (Intervento finanziato con risorse del Fondo di rotazione POC 2021-2027), Puglia Culture, Trac – Teatri di residenza artistica contemporanea e i comuni di Novoli, Leverano, Campi Salentina, Guagnano, Trepuzzi e Brindisi.