Giornata mondiale del Rifugiato: questa mattina l’intitolazione di un giardino di Poggiofranco al piccolo Aylan Kurdi

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BARI – Oggi l’UNHCR – Agenzia ONU per i rifugiati celebra la Giornata mondiale del Rifugiato e con essa la forza, il coraggio e la resilienza di oltre 100 milioni di persone costrette a lasciare il proprio Paese. Un numero impressionante, risultato di guerre, violenze, persecuzioni e sistematiche violazioni dei diritti umani che continuano a consumarsi, in maniera crescente, in molte aree del mondo.

Per l’occasione, questa mattina, alla presenza del sindaco Antonio Decaro, del presidente del Municipio II Gianlucio Smaldone, dell’assessora comunale al Welfare Francesca Bottalico, dell’assessora regionale al Welfare Rosa Barone e di una rappresentanza di alunni e docenti della scuola primaria Carrante, si è svolta la cerimonia di intitolazione del giardino antistante l’edificio scolastico al piccolo Aylan Kurdi, “vittima innocente della crudeltà dei confini”.

L’amministrazione comunale, accogliendo la richiesta di una quinta classe della scuola Carrante, ha scelto di dedicare questo spazio pubblico della città al bambino siriano morto nel 2015 sulle coste turche, a seguito del naufragio dell’imbarcazione sulla quale insieme alla propria famiglia tentava di raggiungere l’Europa.

“Credo che abbia una valenza simbolica molto forte dedicare questo giardino a un bimbo che ha perso la vita per scappare dalle atrocità della guerra – ha dichiarato il sindaco Decaro -. Da un lato questa iniziativa celebra la memoria delle tante persone che hanno perso la vita in guerra o per fuggirne, dall’altro ci fa guardare con più fiducia al futuro proprio perché questa intitolazione nasce da una lettera molto sentita dei bambini che frequentano la scuola del quartiere. Sono stati loro a chiederci di intitolare questo spazio ad Aylan Kurdi, il piccolo che qualche anno fa è stato ritrovato senza vita su una spiaggia e che per loro è il simbolo di tutti i bambini che nel mondo sono ancora costretti a fuggire dalla guerra alla ricerca di un futuro migliore.

Oggi mi piace anche ricordare che la nostra è sempre stata una città accogliente: proprio a Bari, trent’anni fa, furono accolte ventimila persone albanesi giunte qui con la nave Vlora durante quello che è ricordato come il primo grande esodo europeo. Per questo dobbiamo continuare a praticare quotidianamente i principi alla base dell’accoglienza, che questi bambini stanno imparando a scuola e che parlano di fratellanza e solidarietà nei confronti di chi vive a contatto con le guerre e con la miseria”.

“È una giornata molto importante – ha proseguito Gianlucio Smaldone – in cui il Comune di Bari ha accolto con entusiasmo la profonda sensibilità mostrata dai bambini. L’intitolazione di oggi, dedicata al piccolo Aylan e a quanti scappano dalle guerre, dalla fame e dalla morte, testimonia l’impegno e le azioni quotidiane di tutta l’amministrazione nei confronti di chi è costretto a lasciare la propria terra d’origine”.

“Con la cerimonia di intitolazione al piccolo Aylan Kurdi – ha concluso Francesca Bottalico – il nostro pensiero e la nostra memoria vanno a quanti e a quante arrivano nel nostro Paese cercando un futuro possibile.

È importante impegnarci insieme, ad ogni livello istituzionale, affinché la protezione e l’accoglienza siano un processo equo di inclusione sociale, culturale ed economica da realizzare attraverso le pratiche quotidiane, le scelte e le politica, l’educazione e la formazione”.

Aderendo alla campagna Together#WithRefugees con cui l’UNHCR afferma il diritto di tutti i rifugiati ad essere protetti e a poter ricostruire la propria vita in dignità, da ieri e per tutta la giornata odierna la città di Bari illumina di blu la fontana monumentale di piazza Moro e la torre del Palazzo della Città metropolitana.