Mercoledì 30 novembre “Le bureau de porc” della compagnia Porta Cenere di Cosenza nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce

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SAN CESARIO DI LECCE – Un viaggio nel nuovo teatro italiano tra prosa e sperimentazione, narrazione e acrobazie, storie per i più piccoli e musica: nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce proseguono gli appuntamenti del progetto “Teatri a Sud”, ideato e promosso dalla compagnia salentina Astràgali Teatro con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia e Comune di San Cesario di Lecce. Mercoledì 30 novembre (ore 20:30 – ingresso 5 euro) spazio a “Le bureau de porc – La stanza del maiale” della compagnia Porta Cenere di Cosenza. Lo spettacolo è realizzato con l’ausilio di video mapping e ha come punto di partenza la fiaba di Barbablù dello scrittore francese Charles Perrault (1628 – 1703), che racconta la vicenda di un sanguinario uxoricida. La versione del regista e scrittore Natale Filice vuole incantare e infondere le suggestioni insite nel testo, facendo assaporare e vivere le sensazioni e le atmosfere “meravigliose” della fiaba. Ma, allo stesso tempo, lo spettacolo pone al centro i conflitti tra contadini e proprietari. Un monologo in cui il narratore, sempre distinto dai personaggi che racconta, conduce una vera e propria indagine sui fatti accaduti, avvalendosi di immagini e suoni. In scena Mario Massaro è affiancato da Elisa Ianni Palarchio e Mirko Iaquinta (in video) e dalle scene virtuali e dai video mapping di Gianpaolo Palumbo e Valerio M. Filice. Porta Cenere, con la direzione artistica di Mario Massaro e Nat Filice, è una compagnia che si occupa principalmente di teatro, musica e formazione, sperimentando nuovi linguaggi. Tra i vari progetti, gestisce anche il Teatro Comunale di Mendicino.

Domenica 4 dicembre (ore 20:30 – ingresso 5 euro) Teatri a sud ospiterà l’anteprima assoluta di “Calmaria” di Mana Chuma Teatro con Stefania De Cola, Mariano Nieddu e Lorenzo Praticò per la regia di Salvatore Arena e Massimo Barilla con musiche originali di Luigi Polimeni. Una storia di resistenza ingenua e ostinata. Un salone da barba di un piccolo paese alla fine degli anni ’70.  Due amici, Melo e Felice, organici a questo ambiente in cui lavorano, e un giorno, apparentemente come tanti, immerso nell’afa di scirocco. Ma in quel giorno senza fine che durerà fino all’alba successiva, segnali strani si accumulano imprevisti: il salone sempre molto frequentato rimane vuoto, in un’attesa che diventa spazio di scoperta. L’amore di Melo per Giusy, sorella di Felice. La vita di lei all’ombra di Michele, un marito emigrante ed enigmatico. I sempre più frequenti ritorni di quest’ultimo, con la storia che arriva infine a un bivio. I nodi si dipanano tra rivelazioni e chiarimenti, inquietanti scenari che quel salone attraversano, loro malgrado. Fondata e diretta dall’autore e regista Salvatore Arena e dall’attore Massimo Barilla, la compagnia calabrese è impegnata nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile e nel 2019 ha conquistato il Premio della Critica 2019 ANCT.

Domenica 11 dicembre (ore 17:30 – ingresso 3 euro) per la sezione dedicata al teatro ragazzi in scena “Arcoiris” di Terrammare Teatro con Silvia Civilla. Una bizzarra maga fuggita da un mondo tutto rosso racconta come sono nati i colori. Per scongiurare l’immobilità e la tristezza di un mondo solo grigio e nero, scende nella sua cantina laboratorio e attraverso strane combinazioni scopre i colori fondamentali: prima il blu, poi il giallo, infine il rosso. Ma dopo il primo entusiasmo si rende conto che questi colori da soli non funzionano. E allora … Che cos’è il colore? Il colore è lo sguardo che gettiamo sul mondo e che ci restituisce sensazioni, emozioni, sentimenti. Il colore è un luogo dell’anima dove abita la nostra personale maga delle combinazioni. Qui, grazie ad un abile disegnatrice e al supporto tecnico di una lavagna luminosa la musica diventa un pennello che crea immagini e dà forma ad atmosfere suggestive. Arcoiris, questa donna-maga-bambina, il cui nome in castigliano significa Arcobaleno e racchiude in sè il senso dell’ intero spettacolo, è l’umanità ingenua che non si interroga sulle proprie azioni se non quando costretta dagli eventi. È un personaggio frizzante: diverte, intenerisce, fa pensare.

Mercoledì 14 dicembre (ore 20:30 – ingresso 5 euro) la compagnia Diaghilev proporrà “La zia d’America”, spettacolo ispirato dalla novella di Leonardo Sciascia di e con Paolo Panaro. 1943. In un non precisato paese dell’interno della Sicilia, il giovane protagonista racconta delle speranze e dei timori che egli e i suoi concittadini vivono nell’attesa dell’arrivo delle truppe alleate. La situazione è però immobile, indecifrabile. Il paese vive l’irrealtà del sogno: non accade nulla, il tempo è fermo, il futuro non esiste, si ha l’impressione che i grandi eventi storici non sfiorino nemmeno questa estrema provincia siciliana. Eppure gli americani arrivano, anche se sono solo cinque soldati. Se una parte del paese si dà a bruciare ritratti di Mussolini e tessere del fascio, l’altra parte festeggia i liberatori.