Via Francigena del Sud, in primavera i lavori di valorizzazione, segnaletica e messa in sicurezza

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BARI – Per la crescita del turismo sostenibile pugliese diventano sempre più importanti i percorsi di cammino, così come le ciclovie. Fondamentale sarà lo sviluppo e valorizzazione della via Francigena, dai monti Dauni fino alle scogliere di S Maria di Leuca, collegata al percorso europeo che parte dall’Inghilterra, attraversa l’intera Francia e tutta l’Italia per arrivare in Puglia. Quindi anche nella nostra regione la via Francigena potrà accogliere in tutte le stagioni dell’anno viandanti e bikers con segnaletiche chiare, aree di sosta naturalistiche, percorsi messi in sicurezza.

I lavori di valorizzazione – che partiranno a inizio primavera per chiudersi entro fine anno, con finanziamenti ministeriali e regionali per 870.000 euro – sono stati presentati in Fiera del Lavante a sindaci e stakeholders dall’assessore regionale al Turismo, Gianfranco Lopane, dal direttore del Dipartimento Turismo Aldo Patruno e dal direttore Asset, Elio Sannicandro. Presente anche il direttore di Pugliapromozione Luca Scandale. Il tutto nell’ambito del progetto regionale di promozione turistica “Cammini di Puglia”.

La Via Francigena si snoda per tremila chilometri, da Canterbury a Roma e verso Santa Maria di Leuca. Il percorso pugliese toccherà 69 comuni, in un caleidoscopio di scoperte naturalistiche unico. Asset – Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, si è occupata della progettazione esecutiva, oltre che dell’appalto per l’esecuzione dei lavori di valorizzazione e messa in sicurezza.

A livello urbanistico-architettonico, il progetto di  riqualificazione del percorso comprende la fornitura e posa in opera lungo tutto il tragitto, a intervalli regolari, sia della segnaletica orizzontale e verticale – coerente con quella approvata su tutto il percorso europeo – sia dei “cippi”: pietre miliari, veri e propri segni distintivi della Via Francigena.

Inoltre diversi cartelli di segnalazione di chiese, masserie, edifici rurali di particolare pregio, saranno posizionati lungo il cammino, in accordo con le diverse Amministrazioni locali. A questi simboli verranno affiancate, a intervalli regolari, anche zone di sosta e di ristoro per i viandanti. Saranno impiegati materiali naturali per le sedute e pergolati. come avviene su tutto il percorso a livello europeo.

La Via Francigena

La Via Francigena è un filo rosso che unisce l’Europa dei popoli e delle culture, toccando 5 Stati, 16 regioni e più di 600 Comuni. La Via attraversa il Kent, nel Regno-Unito; le regioni Haute-de-France, Grand Est e Bourgogne-Franche-Comté, in Francia; i Cantoni Vaud e Vallese, in Svizzera. In Italia varie Regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio – incluso lo Stato del Vaticano – Campania, Basilicata e Puglia.

La Via Francigena è caratterizzata da facili sentieri di montagna, mulattiere di pietra, vie campestri e viabilità minore, senza traffico, strade bianche tra i cipressi, oppure ombreggiati da solenni pini domestici, a seconda delle Regioni che percorre. Sotto i piedi dei viandanti scorrono le più antiche strade d’Europa. I segnavia guidano il viaggiatore lungo il Cammino dove tutte le strade portano a Roma: il percorso ufficiale della Via Francigena, percorribile a piedi, in bicicletta e parzialmente a cavallo, è sicuro, facile, privo di difficoltà tecniche, accuratamente studiato per essere percorso da tutti e a tutte le età. Un modo light, sostenibile, di conoscere i territori, la natura, la biodiversità, le tradizioni, i popoli, con il tempo che scorre lento sotto i piedi.

Da Roma il percorso seguiva per un lungo tratto la Via Appia o la parallela Via Latina fino a Capua, con successivo proseguimento verso Benevento. Da quest’ultima s’imboccava la via Traiana (o Via Appia Traiana) risalendo l’Appennino campano fino al valico di San Vito, dove sorgeva il castello di Crepacuore, una fortezza tenuta dai cavalieri Gerosolimitani al fine di garantire la sicurezza ai pellegrini lungo il tratto appenninico. La via giungeva quindi all’importante snodo di Troia, nell’alta pianura del Tavoliere delle Puglie, da cui era possibile recarsi al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano o, in alternativa, si poteva proseguire lungo la stessa Via Appia Traiana verso Bari, Brindisi e Otranto: i principali porti d’imbarco per la Terra Santa, destinazione finale.