Lunedì 6 marzo “Le due zitelle” di Tommaso Landolfi per “I racconti delle venti” con Paolo Panaro all’auditorium Vallisa

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BARI – Le anziane Lilla e Nena, sprofondate nella più tetra e «muffosa» provincia italiana, prigioniere di un’esistenza sulla quale sembra essersi depositata «un’impalpabile polverina grigia», sono le protagoniste del libro «Le due zitelle», il racconto di Tommaso Landolfi pubblicato per la prima volta da Bompiani nel 1946 del quale lunedì 6 marzo (ore 20), nell’auditorium Vallisa, Paolo Panaro offre una lettura scenica nell’ambito del progetto «I racconti delle venti», ciclo inserito nella stagione teatrale della compagnia Diaghilev per celebrare il patrimonio dei capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi.

Con Lilla e Nena, come spiega il risvolto di copertina nella più recente edizione di Adelphi, figurano anche una vecchia madre paralizzata, ma implacabilmente autoritaria, che comunica solo percuotendosi il petto, una beffarda e turbolenta scimmia, Tombo, unico «maschio di casa», anche se «debitamente castrato», e, sullo sfondo, «un’annosetta fantesca», Bellonia, assolutamente simile alle padrone. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un bonario e ironico bozzetto, per una vecchia stampa provinciale di sapore palazzeschiano.

Ma cosa succede se, appena liberate dall’incubo della dispotica madre, le due «zittelle» scoprono che di notte Tombo inscena sfrenati e blasfemi cerimoniali nella cappella dell’attiguo monastero? E se, a giudicare dell’operato della scimmia, vengono chiamati due religiosi, monsignor Tostini, appartenente alla più «declamatoria e retriva genia» degli uomini di fede, e il giovane padre Alessio, veemente e appassionato seguace di un Dio estraneo alle «complicate partite di dare ed avere» degli uomini? Succede che i due si scontrano senza esclusione di colpi e che il fortunato lettore può assistere alla più incredibile e fulminante delle dispute teologiche. Ma anche che il tranquillo bozzetto lascia improvvisamente posto al più oltraggioso sarcasmo, alla più acre irriverenza di quello che Landolfi ha sempre considerato «il mio miglior racconto» e Montale definì, nel risvolto della prima edizione, uno dei «maggiori “incubi” psicologici e morali della moderna letteratura europea».

Prenotazioni al numero 333.1260425. Biglietti online sul circuito Vivaticket.