Sabato 25 marzo al Teatro Koreja in scena “Il bacio della vedova” di Israel Horovitz

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LECCE – Sabato 25 marzo ore 20.45 e in replica domenica 26 marzo ore 18.30 il palcoscenico di Koreja ospita il Teatro Kismet di Bari con IL BACIO DELLA VEDOVA di Israel Horovitz, il drammaturgo americano autore di oltre 70 opere teatrali di successo internazionale come L’indiano vuole il Bronx, che lanciò Al Pacino in teatro e di sceneggiature cinematografiche come Fragole e sangue, film vincitore nel 1970 del premio della giuria al Festival di Cannes.

 

Lo spettacolo è un ipnotico viaggio nei rimbalzi psicologici della violenza sulle donne, pensato da una regista attenta come Teresa Ludovico e portato in scena da Diletta Acquaviva, Alessandro Lussiana, Michele Schiano Di Cola, interpreti potenti e appassionati. Un testo incalzante quello di Horovitz che, grazie alla traduzione di Mariella Minozzi, prima conquista lo spettatore con la leggerezza e poi lo spiazza con un dialogo serrato e implacabile.

 

Nello spogliatoio di un magazzino, Archie e George, due giovani operai arroganti e strafottenti, a fine turno di lavoro, scherzano sulle rispettive conquiste amorose. Archie rivela all’amico che Margy, una loro vecchia compagna di scuola, è tornata dalla città per assistere il fratello gravemente ammalato e gli ha chiesto di andare a cena con lei.

L’atteggiamento goliardico con cui viene accolta la notizia sfuma rapidamente in una tensione carica d’aspettative quando Margy, donna istruita e di mondo, ormai lontana dalla vita della provincia, fa il suo ingresso in scena, rompendo l’apparente complicità che lega i due amici. In un’abile danza di allusioni, provocazioni, ricordi e dimenticanze, la donna scava nel livore che serpeggia fra i due uomini, costringendoli a rivivere una sera di molti anni prima quando, durante la festa di fine anno sulla spiaggia, fu violata la sacralità di un’amicizia nata sui banchi di scuola.

 

 

“I dialoghi pungenti di Israel Horovitz, le grottesche e vibranti partiture fisiche degli attori e le livide scansioni luminose e sonore dello spazio scenico accompagneranno lo spettatore in quel cono d’ombra che ci abita”. Teresa Ludovico

 

 

Sabato 25 marzo, dopo lo spettacolo, sarà possibile incontrare la compagnia e dialogare su quanto visto. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’Associazione Palchetti Laterali.

 

 

 

ISRAEL HOROVITZ nasce il 31 marzo del 1939 in una famiglia ebrea che risiede a Wakefield, comincia la sua carriera giovanissimo, quando dallo Stato del Massachussetts decide di tentare la fortuna nella Grande Mela, città che non abbandonerà più, dividendola però con una residenza francese. Viaggia insieme all’amico John Cazale, che non solo diventerà l’interprete favorito di molti suoi titoli ma anche noto per aver vestito i panni di Fredo Corleone ne Il Padrino. Già da ragazzino, ad appena 13 anni, scrive il suo primo romanzo, stabilendo così dalla più tenera età le sue priorità espressive.

Il grande passo arriva nel 1979 quando, a carriera avviata, fonda la compagnia teatrale Gloucester Stage nel Massachussetts, sua terra d’origine. A cavallo degli anni Settanta e Ottanta ottiene grandi successi internazionali come drammaturgo con opere come L’indiano vuole il Bronx, che lanciò Al Pacino in teatro, It’s Called the Sugar Plum interpretato da Marsha Mason e replicato da Jill Clayburgh, entrambe alla loro prima apparizione come attrici professioniste e The Primary English Class con protagonista Diane Keaton. Line rimane forse uno dei suoi testi più importanti, rimasto in scena ininterrottamente dal 1975 nei teatri di New York e vantanto, tra gli interpreti, non solo Cazale ma anche Richard Dreyfuss, diventando così la più longeva produzione off-Broadway.

Israel Horovitz ha lavorato anche per il cinema, scrivendo le sceneggiature di Fragole e sangue, vincitore nel 1970 del premio della giuria al Festival di Cannes, Sunshine, vincitore dell’European Academy Award come migliore sceneggiatura e James Dean, nominato con un Emmy senza dimenticare Papà sei una frana, ottimo successo di pubblico, nel quale compare di nuovo Al Pacino.

In Italia Horowitz è stato direttore artistico, con Andrea Paciotto, della Compagnia Horovitz-Paciotto di Spoleto. Ha vinto numerosi riconoscimenti tra i quali due Obie, il premio alla carriera Prix de Plaisir du Théâtre, un Prix Italia premio internazionale per programmi radiofonici, un Sony Radio Academy Award e il premio come migliore sceneggiatore secondo il Writers Guild. Padre di cinque figli, Israel Horovitz ha dato alla vita anche Adam, l’Ad-Rock di una delle crew fondamentali dell’hip hop, Beastie Boys.

 

 

IL BACIO DELLA VEDOVA di Israel Horovitz

traduzione Mariella Minozzi

regia Teresa Ludovico

spazio scenico e luci Vincent Longuemare

con Diletta Acquaviva, Alessandro Lussiana, Michele Schiano Di Cola

cura del movimento Vito Cassano

collaborazione ai costumi Angela Troiani

 

 

DURANTE LA SERATA…

Nel foyer sarà possibile provare la CTK VR Experience, la prima esperienza in realtà virtuale del Teatro Koreja. Il viaggio racconta l’impatto ambientale e sociale dell’uomo sul territorio leccese. Dai vicoli in pietra leccese, attraverso gli ulivi, fino al mare salentino, l’esperienza porterà l’utente davanti alle conseguenze delle proprie azioni. L’iniziativa prenderà vita nel foyer del teatro e sarà accessibile gratuitamente, prima e dopo gli spettacoli della stagione teatrale Strade Maestre. Il progetto darà spazio a tre associazioni salentine, OlivaMi, Salento Pride e Plastic Free Lecce, che si adoperano per rendere più sostenibile il nostro territorio. L’esperienza si coniuga perfettamente con lo spirito comunitario del teatro, e con gli obiettivi 11 e 13 dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite: nell’esperienza in realtà virtuale, saranno presenti riferimenti a spettacoli prodotti da Koreja.

Il progetto, ideato da Koreja, è stato interamente sviluppato da Gianmaria Centonze e Matteo Congedo, brillanti studenti dell’Accademia Cinema Toscana di Lucca, entrambi originari di Lecce ed è stato sviluppato grazie al sostegno di Visionary, startup impegnata nella digitalizzazione del patrimonio culturale leccese e di Forno Bianco, leader nel settore dei prodotti da forno salentini.