Venerdì 28 aprile a Palazzo de Mari ad Acquaviva delle Fonti il piano solo di Marino Cordasco dedicato a Ellington, Monk e Shorter

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ACQUAVIVA DELLE FONTI (Bari) – Allievo del compianto Gianni Lenoci, il pianista Marino Cordasco non poteva che avere un approccio onnivoro alla musica. Infatti, nel concerto che propone venerdì 28 aprile (20), nella Sala Colafemmina di Palazzo de Mari, ad Acquaviva delle Fonti, la sua città (pur essendo nato a Rho, nel 1988), propone con un approccio trasversale una serie di improvvisazioni. E lo fa partendo da alcuni giganti del jazz considerati non solo dei grandi esecutori, ma anche dei formidabili compositori. Si tratta di Duke Ellington, Thelonious Monk e Wayne Shorter, autori di riferimento di quest’appuntamento inserito nella sedicesima stagione dell’associazione Giovanni Colafemmnina.

Nel concerto, intitolato «Reimagining Songs and Standars», confluiscono diverse esperienze musicali, dai linguaggi del jazz alla tradizione classica sino alla «free music», sintetizzati in un risultato originale e coerente che si sviluppa attraverso la pratica dell’improvvisazione. I brani vengono spesso adoperati come base di partenza per l’esplorazione di nuovi territori melodici, ritmici e armonici, attraversati con grande immaginazione, profondità emotiva e padronanza tecnica assoluta dello strumento.

D’altronde, in modo trasversale si è compiuta la formazione di Marino Cordasco che, come si diceva, ha iniziato a studiare jazz al Conservatorio Nino Rota di Monopoli con Gianni Lenoci, anche lui musicista di formazione classica stregato dal linguaggio di Parker, Davis e Coltrane tramite Bill Evans, al quale era giunto abbracciando contestualmente la musica contemporanea, quella di John Cage e dell’allievo Morton Feldman.

Lo stesso Cordasco ha scelto di perfezionarsi sia sul fronte classico che in campo jazzistico con Carlo Grante, Marcus Stockhausen, Joelle Leandre, Steve Potts, William Parker, John Tchicai, Keith Tippett e, ancora, durante i seminari estivi di Siena Jazz, con Joel Frahm, Jason Lindner, Pietro Tonolo, Furio Di Castri, Franco D’Andrea. Finalista alla diciottesima edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani, Cordasco si è esibito a Umbria Jazz e al JazzIT Festival col Mike Rubini Extensive Quartet e dal 2015 collabora col Marco Boccia Trio, a nome del quale figura negli album «In the Park» e «Gravity».

L’altro importante progetto nel quale è stato coinvolto è il disco omaggio al proprio maestro, Gianni Lenoci, celebrato subito dopo la scomparsa con l’album «Secret Garden» realizzato con una formazione tutta pugliese riunitasi intorno alla voce di Gianna Montecalvo, con Giorgio Vendola al contrabbasso, Marcello Magliocchi alla batteria e Roberto Ottaviano al sassofono e, per l’appunto, Marino Cordasco al pianoforte.