Foggia celebra la “Giornata Mondiale del Rifugiato”: il 20 giugno festa di storie, colori e voci

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FOGGIA – Giochi per bambini, attività ludiche, treccine africane, laboratori floreali, esposizione fotografica, cibo, musica ed altro ancora. Voci, colori, arti per avvicinare la comunità foggiana al tema dei rifugiati e dei migranti, incontrando le loro storie, scoprendo le loro qualità artistiche, gustando i loro piatti, giocando insieme. Il 20 giugno si celebra la “Giornata Mondiale del Rifugiato”, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciando i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza in un altro Paese.

La cooperativa sociale Medtrainingente gestore di diversi progetti SAI – Sistema di Accoglienza ed Integrazione – presenti in provincia di Foggia (Candela, Poggio Imperiale, Orsara di Puglia, Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Manfredonia) – ha organizzato a Foggia martedì 20 giugno 2023, a partire dalle ore 19.00, a Parcocittà un momento di festa, condivisione, riflessione, gioco per favorire un momento di socializzazione e di incontro tra la comunità migrante e quella italiana, con l’obiettivo di creare un’occasione di scambio, di condivisione, di conoscenza. L’iniziativa si svolge in collaborazione con Mondo Nuovo (ente gestore del progetto SAI di Lucera), San Giovanni di Dio, consorzio Oltre / la rete di imprese, centonove/novantasei..

Il lungo pomeriggio di Parcocittà sarà animato da diversi momenti di divertimento e di riflessione, dall’incontro di storie come quella di Kassim, che con il suo viaggio di sofferenza che dal Mali lo ha portato in Italia per sfuggire alla guerra ed oggi è inserito in processi lavorativi e di inclusione sociale. Quella di Treasure, che arriva dalla Nigeria e che dopo un periodo di formazione ora lavora in una sala di ricevimenti del territorio. Juliet, che ha seguito un laboratorio di sartoria sociale per intrecciare non solo fili, ma anche relazioni e amicizie. Edwige, che ha seguito un corso della Croce Rossa Italiana per diventare volontaria ed offrire il proprio aiuto agli altri. Ed anche le storie di chi ha acquisito competenze professionali da spendere nel mercato occupazionale grazie ai corsi formazione e laboratori a cui ha partecipato. Prevista anche la premiazione dei partecipanti alla terza edizione del “Torneo di calcetto per l’integrazione – Francesco Ginese”, le cui partite si sono disputate in questi giorni sui campi dello Zeligh Sport Center.

“Agire l’accoglienza” è tutto questo. Perché come ha ricordato Carmine Spagnulo, di Medtraining, «viviamo una condizione di perenne movimento. Ci sono migliaia di persone che si muovono, ma è sempre stato così. E dobbiamo preparare l’accoglienza, operare per ricucire forme di accoglienza con la rete dei comuni che si aprono ai migranti per inserirli nelle loro comunità». Del resto, secondo l’UNHCR – l’Agenzia Onu per i rifugiati – le persone nel mondo costrette a fuggire da guerre e persecuzioni raggiungono la cifra record di 110 milioni. Per questo, occorre parlare, far conoscere, sensibilizzare, l’opinione pubblica sul diritto di tutti i rifugiati di essere protetti, chiunque siano e da qualsiasi parte provengano, e di ricostruire la loro vita in dignità. Ed i progetti di accoglienza avviati in collaborazione con le diverse Amministrazioni Comunali viaggiano in questa direzione poiché vogliono offrire ai rifugiati la possibilità di mettere a disposizione le loro competenze e il loro desiderio di ricostruire le proprie vite.