Le due Bari – Confini Labili: mercoledì 19 e giovedì 20 luglio il quartiere San Pio di Bari ospita laboratori artistici e la musica di Madagascar Tanaba Ensemble & Roberto Ottaviano e Michael McDermott

49

BARI – Entra nel vivo Confini Labili, la rassegna organizzata e promossa dal centro interculturale Abusuan di Bari in collaborazione con l’associazione culturale Radicanto nell’ambito dell’avviso pubblico comunale “Le due Bari – Quartieri uniti nella cultura” a cura dell’assessorato alle Culture e finanziato dalla direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura (MiC). Un vero e proprio tour della città, che toccherà cinque diversi quartieri, nell’ottica del superamento di qualsiasi confine tra centro e periferia e all’insegna di laboratori con le comunità e show dal vivo, tra musica, spettacolo e comicità.

 

Una fitta rete di suoni, arti e musiche dal mondo che prenderà avvio proprio dal quartiere San Pio di Bari mercoledì 19 luglio alle ore 17.00 nella Chiesa della Natività (Piazza Eleonora) con un laboratorio sulla musica tradizionale del Madagascar a cui seguirà, giovedì 20 luglio, alle 20.30, il concerto di apertura dell’intera rassegna: sul palco la band Madagascar Tanaba Ensemble, composta da Rakotonirainy Njakanirina (piano) Rakotozafiarison Joro (chitarra) Rakotondravohitra Josia (batteria) Andriamasimanana Henintsoa (basso): un live in prima internazionale accompagnato dal sassofono di Roberto Ottaviano, sintesi del viaggio tra Africa e Mediterraneo, con l’intento di unire le culture, nel rispetto di ciascuna di esse, all’insegna della pace. Il tutto attraverso un itinerario sonoro affascinante che supera ogni confine, rendendolo labile: world music, jazz, improvvisazione sono i vettori di questo itinerario sonoro e immaginifico.

 

A seguire, alle 21.30, nella stessa sede andrà in scena la prima internazionale del nuovo concerto del cantautore statunitense Michael McDermott, rocker di Chicago, Premio Internazionale alla Carriera in corso, con Heather Horton al violino e voce. Lo spettacolo, dal titolo Boulevard, guarda dritto negli occhi gli scheletri del nostro tempo, in un viaggio che introduce personaggi perduti e ritrovati, ricchi e poveri, giovani e vecchi, in una lotta di sopravvivenza lungo una strada che è metafora della vita stessa. Un concerto vivido, carico di pathos, acustico tra le corde e il timbro inconfondibile del cantautore statunitense.

 

Nelle settimane successive e fino al 25 agosto, poi, la rassegna Confini Labili farà tappa nei rioni di Mungivacca, Torre a Mare, Carbonara e Japigia offrendo alla comunità la possibilità di partecipare ad altri laboratori di preparazione all’ascolto e di godere gratuitamente dei live show di artisti del calibro di Peppe Servillo & Solis String Quartet, Faraualla, Radicanto, Rosapaeda e della comicità travolgente dello spettacolo “Stasera con Uccio” del comico barese Uccio De Santis accompagnato dalla squadra del Mudù.

 

Una rassegna pensata per diventare un appuntamento ricorrente dell’estate barese e che mette in comunicazione arti e musiche allo scopo di permettere la condivisione di voci, culture, vissuti e identità, attraverso la lingua universale della musica. Un viaggio per mare viatico e frontiera tra le culture che lo circondano, fatto di racconti e confessioni come quelle della città di Bari, terra del fuoco e del sale, di sbarchi ed approdi, arsura e memoria.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

 

Informazioni artistiche

Madagascar Tanaba Ensemble, band originaria della Repubblica del Madagascar, composta daRakotonirainy Njakanirina al piano, Rakotozafiarison Joro alla chitarra, Rakotondravohitra Josia alla batteria, Andriamasimanana Henintsoa al basso. Attraverso le sonorità tradizionali dell’Africa meridionale, il gruppo restituisce un itinerario artistico in cui la musica parla di pace, di dialogo tra le culture, di rispetto di ciascuna di esse. Tra world music, jazz e improvvisazione, in compagnia del sassofonista barese Roberto Ottaviano, Madagascar Tanaba Ensemble porta sul palco, per una prima internazionale, uno spettacolo sonoro e immaginifico unico nel suo genere.

 

Roberto Ottaviano, musicista dell’anno per l’annuale referendum della prestigiosa rivista Musica Jazz, è attivo sulla scena Jazzistica Internazionale da oltre quarant’anni. Ha suonato ed inciso con alcuni tra i più importanti musicisti americani ed europei a cavallo tra diverse generazioni da Mal Waldron a Giorgio Gaslini, da Pierre Favre a Kenny Wheeler, da Albert Mangelsdorff a Keith Tippett, e tantissimi altri. Tra le formazioni che dirige attualmente il quintetto Eternal Love che sta raccogliendo enormi consensi da parte della critica nazionale ed internazionale e con il quale ha vinto il premio Pino Candini Musica Jazz miglior disco del 2020.Si esibisce in Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Svezia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Jugoslavia, Albania, Romania, Russia, India, Giappone, Messico, Tailandia, Marocco, Algeria, Costa d’Avorio, Senegal, Camerun, Stati Uniti, Canada, ed ha inciso per Red, Splasc(h), Soul Note, Dodicilune, Hat Art, Intakt, ECM, DIW ed Ogun. Come didatta ha fondato il corso Musica Jazz nel Conservatorio della sua città e di cui ne è coordinatore da oltre 30 anni. Ha condotto e conduce Workshop e Masterclass su varie tematiche in giro per il mondo. Ha curato e diretto le programmazioni dei festival Time Zones, Bari In Jazz, Tremiti Music Festival, Nel Gioco del Jazz.

Michael McDermott ha ricevuto lo scorso 21 ottobre il Premio Tenco internazionale alla carriera sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. Un riconoscimento prestigioso che lo ha portato nell’Olimpo dei cantautori insieme a Tom Waits, Joni Mitchell, Leonard Cohen, Willy DeVille, Jackson Browne, Caetano Veloso e Fabrizio De André. La carriera di Michael McDermott è cominciata nel 1991, con uno strepitoso disco d’esordio, 620W. Surf, ancora oggi considerato dalla critica uno dei dischi più belli di sempre del rock mondiale. Un album che fece gridare al miracolo e che impressionò a tal punto il celebre scrittore Stephen King che scrisse: “Nessuno dal momento in cui ascoltai Springsteen cantare Rosalita mi aveva entusiasmato a tal punto”. Con Stepehn King nacque un rapporto di amicizia e frequentazioni e lo scrittore nei suoi romanzi si è spesso ispirato ai testi delle canzoni di McDermott. Con il cuore al folk del Village e l’anima al rock’n’soul che da Springsteen attraversa tre decadi di grande musica, McDermott ha nel tempo assestato altri ottimi capitoli discografici e ha lentamente trovato una propria dimensione artistica, lontano dai clamori degli esordi ma più consona alla sua odierna natura di maturo storyteller. La consacrazione arriva con il nuovo disco St. Paul’s Boulevard. Un’opera esistenziale in cui Michael McDermott ritrova il grande chitarrista David Grissom e soprattutto guarda senza indugio dritto negli occhi tutti gli scheletri del suo passato glorioso e tormentato in un viaggio personale e universale che lancia un messaggio alle nuove generazioni contro la brama di successo. Il disco è stato accolto con entusiasmo dai fan e dalla critica e il massimo riconoscimento arriva proprio dall’Italia con il prestigioso Premio Tenco.