Sabato 2 e domenica 3 settembre visite guidate al Parco Archeologico di Rudiae a Lecce

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LECCE – Ogni sabato e domenica (dal 2 settembre al 28 ottobre con turno unico alle 17 – ingresso 8/6 euro – info e prenotazioni parcoarcheologicorudiae.it) le visite guidate nel Parco archeologico di Rudiae a Lecce porteranno il pubblico alla scoperta della città fondata dai Messapi (VII sec. a.C.) e poi conquistata dai Romani (III sec. a.C.), nota soprattutto per aver dato i natali al padre della letteratura latina Quinto Ennio (239-169 a.C.). Gli scavi archeologici, avviati sin dalla seconda metà dell’ottocento grazie al Duca Sigismondo Castromediano con la direzione di Luigi De Simone, hanno riportato alla luce aree di necropoli, tombe ipogee scavate nella roccia, porzioni delle fortificazioni messapiche, oltre a tratti di strade basolate, luoghi di culto ed edifici pubblici di età romana. Al centro dell’insediamento si conserva l’Anfiteatro romano, costruito durante il regno dell’imperatore Traiano (98-117 d.C.) e riportato alla luce recentemente. Lecce può vantare, infatti, due anfiteatri romani a distanza di pochi chilometri: quello di Lupiae in Piazza Sant’Oronzo, nel cuore della città, e quello dell’antica Rudiae, nelle campagne alle porte del capoluogo salentino sulla via per San Pietro in Lama. Durante le visite sarà ricordata anche la figura di Otacilia Secundilla, una giovane donna romana vissuta duemila anni fa che, con la sua opera filantropica ha donato le economie proprio per la costruzione dell’Anfiteatro. Rudiae è uno dei siti archeologici più importanti del Salento, oggi fruibile grazie al partenariato pubblico-privato per la promozione e valorizzazione stipulato tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce e A.R.Va srl – spin off dell’Università del Salento, anche sulla base di un preventivo accordo tra la stessa Soprintendenza e il Comune di Lecce.

Nelle prossime settimane Rudiae continuerà ad ospitare anche concerti ed eventi speciali come Piano City Lecce (15 settembre con il concerto di Noemi) e il festival Conversazioni sul futuro (14/15 ottobre). Martedì 5 e 12 settembre (dalle 20:30 a mezzanotte – ingresso da 15 euro consumazione inclusa – info e prenotazioni 3761798201 – picnic@delicatessenlecce.com) ultimi due appuntamenti del format “Picnic Experience”. Dal 18 luglio, ogni martedì, l’uliveto e l’anfiteatro ospitano enogastronomia di qualità, musica, cinema, performance ed improvvisazione. Oltre agli spettacoli, con la direzione artistica di Mauro Tre e Giorgia Santoro, già centinania di spettatori hanno goduto del fresco serale del parco prenotando una postazione picnic attrezzata ed un cestino pieno di bontà enogastronomiche salentine (bombette, pitta di patate, parmigiana, farro con verdure, salumi e formaggi, crostata, vino “Funiati) a cura di Mamma Elvira. Esperti bartender e sommelier guidano tra un’ampia scelta di vini, bollicine e cocktail più adatti ai desideri e alle esigenze dei visitatori. In tutte le serate della rassegna, inoltre, gli archeologi Pio Panarelli e Dario S. Corritore, conducono il pubblico alla scoperta della storia della città. È possibile, inoltre, ammirare l’installazione “Ennio, il primo dei poeti” dell’artista salentino Gianfranco Basso. Dalle 21:30 spazio agli spettacoli. Martedì 5 l’anfiteatro accoglierà un’azione performativa per musica e danza con Giorgio Distante e la sua HY.E.T (HYbrid Electroacoustic Trumpet), strumento elettroacustico di sua ideazione, e l’agitazione dei corpi della danzatrice e coreografa Barbara Toma, a seguire dj set di Herr Spiegelhauer. Martedì 12, infine, La Cantiga De La Serena trio che da anni si dedica al recupero ed alla rielaborazione della musica antica e tradizionale del bacino del Mediterraneo. Fabrizio Piepoli (voce, chitarra battente, chitarra classica, shruti box, daff, bendir, tamburello, qraqeb), Giorgia Santoro (flauto, bansuri, flauto contrabbasso, arpa celtica, duduk, sajat, cimbali, palmas, voce) e Adolfo La Volpe (oud, chitarra classica, tar, voce) utilizzano strumenti che appartengono a diverse culture musicali, lasciando spazio all’improvvisazione e alla libera espressione di antichi canti di amore e preghiera.