Di Voce in Voce, secondo fine settimana di programmazione per la XV edizione del Festival dedicato alla musica popolare e d’autore

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BARI – Prosegue il viaggio nella musica popolare e d’autore tracciato dalla XV edizione del Festival Di Voce in Voce, rassegna dedicata alle produzioni musicali originali e organizzata dall’Associazione Culturale Radicanto con il sostegno della Regione Puglia, dei Comuni di Bari e Bitonto e di Puglia Sounds. Dopo l’apertura dello scorso weekend con le sonorità de The Northern Breeze Trio, Quartetto Areasud, Sarita eRaffaele Casarano & Claudio Farinone Duo, il prossimo fine settimana sarà ulteriormente caratterizzato da una programmazione musicale di vera eccellenza.

 

Si riparte, dunque, sabato 30 settembre alle ore 20.30 nel Teatro Abeliano di Bari (via Padre Massimiliano Kolbe n.3) con il live show di Enerbia: un viaggio musicale dall’appennino al mare intitolato Serenin, in cui il gruppo musicale manterrà ininterrotto il filo che unisce la musica colta e quella popolare  nello straordinario paesaggio sonoro delle Quattro Province, la zona montana di confine tra Emilia-Romagna, Liguria,  Lombardia e Piemonte,  terra di strumenti originali come la piva, l’antica cornamusa dell’Appennino o il magico  oboe popolare chiamato piffero. A seguire, sarà la volta dei Radicanto, con un concerto che, in modo poetico, indaga tra le radici del canto per mare e altri approdi, esplorando la musica del Mediterraneo attraverso la forma “canzone” in chiave d’autore e acustica, dal folk meridionale al fado, alla tradizione sefardita, agli echi del sudamerica.

 

L’ultima giornata della programmazione barese del festival, domenica 1° ottobre alle ore 20.30 vedrà sul palco del Teatro Abeliano i musicisti che compongono l’Ensemble Campo65 esibirsi nel loro concerto dal titolo Il grano, il cielo, il filo spinato, i cui brani traggono ispirazione dai fatti storici e dalle suggestioni provenienti dal campo militare di 31 ettari allestito dal fascismo tra Altamura e Gravina in Puglia. Il lavoro è dedicato all’assenza della propria libertà nell’innaturale prigionia a cui sono stati sottoposti 12.000 ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. Successivamente, sul palco il gruppo Khasal Trio, gruppo musicale triestino che si esibirà in un concerto di musica klezmer cioè la musica degli ebrei che abitavano e vivevano già dal 16 Sec. D.C nell’Est Europa.

 

Non solo musica, però, per il festival che, sabato 30 settembre alle ore 18 nell’Auditorium di Villa Jannuzzi a Mariotto e domenica 1° ottobre alle ore 18 nell’auditorium della parrocchia Maria Santissima Immacolata di Palombaio, vedrà̀ debuttare lo spettacolo della compagnia teatrale LATONON – Teatro d’autrice Fiabe Rovesciate, scritto e interpretato da Elisabetta Tonon e Marzia Colucci, in collaborazione con il Centro antiviolenza Io sono Mia. Un racconto teatrale per bambine e bambine divertente, interattivo e coinvolgente ispirato a una poesia di Piumini e a un albo illustrato di Robert Munsch. Fiabe rovesciate nasce per far riflettere – giocando al teatro – sulle pari opportunità, l’inclusione e il rispetto di tutte le differenze. Il racconto è messo in scena da due attrici che coinvolgono anche i bambini e le bambine del pubblico in alcuni momenti della performance, improvvisando insieme a loro.

 

Di Voce in Voce si conferma, dunque, come un festival di notevole caratura sul panorama musicale nazionale e internazionale, dove protagonista è una musica “non rassegnata” di cui spicca la ricerca d’eccellenza tra i generi del folk d’autore e della canzone popolare. Un festival esclusivo che, dopo la programmazione barese ospitata dal Teatro Abeliano, si sposterà per un ultimo fine settimana a Bitonto dove, da venerdì 6 a domenica 8 ottobre, la Chiesa di San Francesco della Scarpa (via Ferrante Aporti) ospiterà i concerti di Chiara Casarico Duo, Maria Moramarco Ensemble, Claudio Prima Trio, Radicanto, Davide Ceddia, Enrico Fink Ensemble.

 

 

IL FESTIVAL

Da quindici anni il festival “Di Voce in Voce”, organizzato e diretto dall’associazione culturale Radicanto, punta a riscoprire i contatti e i confini che si snodano attraverso le regioni pan-mediterranee in un percorso affascinante e diacronico, unite da un vento che sa parlarci di tradizione e innovazione, di continuità e modernità, dalla musica antica alla tradizione meridionale, dal canto a distesa alla polifonia pugliese, dai ritmi cadenzati agli spigoli dei tempi balcanici.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti