A Tagliatelle – Stazione Ninfeo l’ultimo giorno di Narin: il 13 settembre si parla di dissenso, conflitto e diritto di essere contro

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LECCE  Si chiude domenica 13 settembre a Tagliatelle – Stazione Ninfeo l’undicesima edizione del Narin, la rassegna promossa da Terra del Fuoco Mediterranea che, dal 7 settembre scorso (e sino a domani) ha portato negli spazi di via del Ninfeo sette giorni di incontri, talk, laboratori, proiezioni, presentazioni e spettacoli teatrali, per un totale di 18 appuntamenti. Nata dall’iniziativa di un movimento di giovani, Narin sceglie di interrogarsi sul presente e sulle sfide che attraversano la società contemporanea, con l’obiettivo di sostenere un processo di integrazione europea fondato sulla dignità e sui diritti delle persone, sulla crescita di una cittadinanza attiva e sull’inclusione sociale. Un percorso che, ancora una volta, parte dalla memoria e dalla testimonianza storica per stimolare soprattutto le nuove generazioni alla partecipazione, all’impegno e alla consapevolezza.

L’ultima giornata, in programma domenica 13 settembre, sarà dedicata a “DissentiЯe: il diritto di essere contro”, una riflessione sul dissenso, sugli spazi del conflitto e sul rapporto tra libertà individuali, sicurezza e democrazia.

Si comincia alle 18 con Gli spazi del conflitto, talk di apertura con Francesco Calabro, avvocato penalista, che dialogherà con Valerio Pascali, giurista impegnato con Spartak Lecce e Antigone, Rita Rapisardi, giornalista e collaboratrice de Il Manifesto e L’Espresso, e Ilaria Masinara, direttrice dell’Ufficio campagne di Amnesty International Italia.

Alle 19 sarà la volta di Stato di sicurezza, con Alessandro Stomeo, avvocato penalista, Maria Caterina Amorosi, giurista e assegnista di ricerca in Diritto costituzionale presso La Sapienza di Roma, e Michele Di Giorgio, ricercatore presso l’Università di Bari ed esperto di Storia delle Polizie nell’Italia contemporanea.

Alle 20, il programma proseguirà con DissentiЯe, un ulteriore confronto con Rita Rapisardi, Valeria Verdolini, sociologa e ricercatrice indipendente, Ilaria Masinara e Michele Di Giorgio.

A chiudere la giornata e l’intera rassegna, alle 21.30, sarà Campari e pantoprazolo, stand-up di e con Alessandro Cognigni: uno spettacolo fatto di parole, ironia e punti di vista scomodi per osservare con leggerezza le contraddizioni del presente.

Si chiude così l’undicesima edizione del Narin, percorso di sette giorni nel quale memoria, diritti, partecipazione e cittadinanza sono stati al centro di un confronto aperto e plurale con l’ambizione di offrire soprattutto alle nuove generazioni strumenti e occasioni per leggere il presente e immaginare nuove forme di partecipazione alla vita collettiva.