Gran finale da tutto esaurito a Palazzo delle Arti Beltrani: “Cinerama…estro” chiude in bellezza una stagione da incorniciare

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foto di Nico De Martino

Una chiusura semplicemente trionfale, di quelle che restano impresse a lungo nella memoria collettiva. Domenica 13 settembre, la suggestiva Corte Davide Santorsola di Palazzo delle Arti Beltrani era gremita in ogni ordine di posto per “Cinerama…estro”, l’evento speciale firmato dall’Associazione Delle Arti Odv Ets in collaborazione con il Circolo del Cinema “Dino Risi” di Trani. Si è chiuso davvero in bellezza il sipario sulla decima stagione artistica del palazzo polifunzionale tranese, ormai presidio e punto di riferimento culturale imprescindibile per l’intera Puglia e per i tanti turisti che la popolano.

A fare gli onori di casa, prima dell’inizio del concerto, è stato Niki Battaglia, direttore artistico di Palazzo delle Arti Beltrani, che ha voluto ringraziare con gratitudine ed emozione tutto lo straordinario staff di Palazzo delle Arti Beltrani e il caloroso pubblico che ha accompagnato questa stagione meravigliosa. Una programmazione coraggiosa ed esaltante, sviluppatasi lungo una precisa direttrice binaria: alternare e valorizzare sul palco grandi ospiti internazionali e nazionali, riscuotendo sempre un grandissimo e costante successo di critica e presenze.

L’introduzione della serata è stata poi affidata a Lorenzo Procacci Leone del Circolo “Dino Risi”. Con il piglio del grande divulgatore, ha regalato alla platea una chicca su Ennio Morricone. Mentre la prassi comune vuole che i compositori lavorino montando le note sulle immagini già girate, il Maestro romano adottava un processo creativo opposto e geniale: Morricone componeva le sue leggendarie colonne sonore leggendo esclusivamente la sceneggiatura, dando vita all’architettura sonora prima ancora che le scene prendessero forma. Una testimonianza luminosa del gigantismo creativo di un artista capace di conquistare due Premi Oscar: uno alla carriera nel 2007 e uno per la migliore colonna sonora nel 2016 per The Hateful Eight di Quentin Tarantino (oltre all’iconico percorso da ben 6 nomination totali nella categoria competitiva).

Il concerto è stato un prodigio di misura ed emozione, reso ancor più autentico e vibrante da un dettaglio di assoluto rilievo: alcuni dei musicisti impegnati sul palco hanno avuto il privilegio di suonare direttamente sotto la direzione del Maestro Morricone all’interno della sua orchestra. Custodi diretti del suo respiro formale, a cominciare dal Maestro Antonio Piccialli alle tastiere, la formazione – completata da Giambattista Ciliberti al clarinetto, Vito Mitoli alla tromba, Luca Lorusso alle percussioni e Giovanni Astorino al violoncello e basso elettrico – ha offerto una prova d’insieme monumentale. Una vera e propria rivelazione della serata è stata la voce adamantina dell’interprete Erica Campanella, capace di librarsi tra i registri morriconiani con una purezza cristallina e una forza magnetica che ha strappato applausi a scena aperta.

Una scaletta monumentale: 28 perle tra celebri capolavori e preziosi ricordi.

La drammaturgia sonora della serata ha ricamato un mosaico di ben 28 brani, guidando lo spettatore attraverso più di novanta minuti di pura estasi tra immagini d’autore e locandine originali dei film, proiettate sulle pareti della Corte, e partiture dal vivo. La scaletta ha saputo bilanciare sapientemente i grandi classici imprescindibili con veri e propri gioielli sommersi della cinematografia, offrendo una panoramica completa sulla sconfinata produzione del Maestro Morricone.

L’apertura con il ritmo incalzante di Here’s to You (da Sacco e Vanzetti) ha subito scaldato la corte, per poi calarsi nella leggenda del genere western con gli ottoni graffianti di Per un pugno di dollari e le drammatiche volate di Giù la testa. Grande spazio è stato dato al Morricone più intimo e psicologico: dall’iconica e struggente Chi mai alla delicatezza rarefatta di Ninna nanna in blu, passando per l’eleganza sensuale de La Califfa e per le note angosciose di Per le antiche scale e L’eredità Ferramonti.

La scaletta si è poi inoltrata nella stagione d’oro della commedia raffinata e del thriller italiano d’autore: dalla morbida sofisticazione di Now It’s Up to Me, Metti una sera a cena e D’amore si muore, al fascino notturno de L’attico illuminato, fino alle tese ed oblique tensioni armoniche di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e al ritmo ironico e grottesco de Il gatto. Non sono mancate le incursioni nel cinema internazionale d’evasione con l’inquietante Regan’s Theme (da L’esorcista II), per poi toccare vette di commovente lirismo con la maestosa Suite C’era una volta in America e la cupa Prohibition Dirge.

La seconda parte della serata ha regalato momenti di sincera commozione con la Suite Nuovo Cinema Paradiso, l’emotività nervosa di Legami! e i fraseggi pianistici da brivido di Playing Love (da La leggenda del pianista sull’oceano) e Love Affair. Con l’esecuzione solenne di Gabriel’s Oboe (da The Mission) si è toccato uno dei punti più alti della musica sacra del Novecento, seguito dall’evocativa My Heart and I.

Sorprendente e vivacissimo il blocco finale dedicato alle collaborazioni storiche: il nuovo arrangiamento cantato di Un sacco bello (eseguito in tonalità minore in una doppia declinazione) e l’irresistibile freschezza di Bianco, Rosso e Verdone hanno celebrato il sodalizio con Carlo Verdone. In chiusura, la rassegna ha voluto omaggiare il Morricone pop e sperimentale con la stravaganza di Laringomania, per poi culminare nel trionfo melodico di Se non avessi più te e nell’immortale architettura armonica di Se telefonando.

Un resoconto che celebra non soltanto la figura di un genio assoluto della Settima Arte, ma l’ennesima scommessa vinta da Palazzo delle Arti Beltrani, capace di regalare alla città di Trani una notte di musica e cinema destinata a restare negli annali.