Successo per l’Abab all’Abeliano: In scena il teatro sperimentale

22

Mercoledì 8 luglio, il Nuovo Teatro Abeliano di Bari ha ospitato lo spettacolo di Teatro Sperimentale “Io, l’Altro e il Mondo – La poetica del movimento nella libera espressione di sé”, esito finale del Laboratorio di Teatro Sperimentale dell’Accademia di Belle Arti di Bari.

Una serata intensa e partecipata, che ha permesso al pubblico di entrare nel vivo del processo creativo degli studenti, osservando da vicino la ricerca di nuovi linguaggi performativi e la costruzione di un dialogo corporeo capace di mettere in relazione individuo, alterità e mondo.

Il lavoro scenico ha mostrato la maturazione di un percorso che, nelle settimane precedenti, ha coinvolto studenti provenienti dai diversi Dipartimenti dell’Accademia, insieme a partecipanti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e del Politecnico di Bari. Un segno concreto dell’apertura dell’istituzione verso progettualità interdisciplinari e inclusive, capaci di generare scambi, contaminazioni e nuove forme di espressione artistica.

Il progetto, giunto alla sua seconda edizione, è stato ideato e condotto dalle docenti Annalisa Cantarini, docente di Scenografia e Coordinatrice della Scuola, e Gabriella Larinà, docente del settore Anatomo‑Artistico – Corso di Fenomenologia del Corpo, con il supporto specialistico della regista Francesca Sperduto della Compagnia “Attori Riuniti di Lecce”. Attraverso incontri, esercizi fisici e vocali, pratiche di ascolto, improvvisazione e scrittura, gli studenti hanno sperimentato un metodo che unisce tecnica e sensibilità, superando inibizioni personali e scoprendo la relazione profonda tra sé e l’altro.

La messa in scena ha restituito questa crescita: un susseguirsi di quadri performativi in cui movimento, voce e presenza hanno costruito un racconto corale, fatto di emozioni, tensioni, fragilità e slanci. Il pubblico ha potuto assistere a un teatro che non cerca l’apparenza, ma la verità dei gesti e delle sensazioni, trasformando il corpo dell’artista in una forma di poesia vivente.

La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie alla collaborazione tra il direttore dell’Accademia, Prof. Antonio Cicchelli, e il direttore artistico del Nuovo Teatro Abeliano, Vito Signorile, che ha messo a disposizione gli spazi del teatro, fondamentali per la fase laboratoriale e per la rappresentazione finale.

Questo spettacolo rappresenta molto più di un esito laboratoriale – ha commentato il direttore dell’Accademia, Prof. Antonio Cicchelli -. È la testimonianza concreta di quanto il teatro possa diventare uno spazio sicuro, inclusivo e capace di accogliere ogni studente, anche quelli più fragili. La partecipazione attiva di ragazze e ragazzi che vivono situazioni di maggiore vulnerabilità è per noi motivo di profonda soddisfazione, perché dimostra che l’Accademia sa offrire percorsi in cui ciascuno può trovare ascolto, espressione e possibilità di crescita. La messa in scena ha mostrato come la pratica artistica, quando guidata con competenza e sensibilità, riesce a trasformare le fragilità in risorse, restituendo ai nostri studenti fiducia, consapevolezza e un senso autentico di appartenenza”.