Tradizione, territorio e innovazione: queste, ancora una volta, le parole chiave del festival Di Voce in Voce, la rassegna dedicata alle produzioni musicali originali, organizzata dall’associazione culturale Radicanto con il contributo a sostegno del Ministero della Cultura (FNSV), della Regione Puglia, dei Comuni di Bari, Bitonto, Valenzano e di Puglia Culture, nell’ambito del protocollo d’intesa tra la Rete Italiana World Music e Puglia Sounds e dal sostegno di Egea Records, Crinali Aps, associazione culturale Arte in viaggio.
Una manifestazione che giunge alla sua XVIII edizione e che, dal 18 settembre all’ 11 ottobre 2026 sceglie ancora una volta tre luoghi della cultura di prim’ordine del territorio, come il Teatro Abeliano di Bari (via Padre Massimiliano Kolbe 3), la Sala Polifunzionale della Fondazione Santi Medici di Bitonto (Piazza Monsignor Aurelio Marena, 34) e la Chiesa di Santa Maria di Loreto di Valenzano (Via San Benedetto) per una programmazione che contempla ben 20 spettacoli musicali suddivisi in 11 giornate, nella consueta formula di due concerti per serata, ad eccezione dei due concerti di Valenzano. Tutti gli eventi in cartellone per la programmazione di Bari e di Bitonto sono a pagamento (biglietto intero di 8,00 euro; ridotto 5,00 euro; 10,00 euro per chi acquista l’abbonamento giornaliero) mentre gli spettacoli che andranno in scena a Valenzano saranno gratuiti fino ad esaurimento dei posti.
Un festival che, ancora una volta, fa della multidisciplinarietà il suo cavallo di battaglia, attraverso un intreccio tra musica e teatro, danza, arti figurative. E ancora, attraverso la messa in scena di spettacoli musicali in grado di abbattere ogni confine tra le espressioni artistiche e di promuovere innovazione attraverso la produzione di opere nuove, le collaborazioni per coproduzioni e ospitate artistiche, con un focus particolare su tematiche di grande attualità come l’inclusione, la sostenibilità e il benessere individuale. Il festival mette, inoltre, al centro, i giovani autori Under40 e i giovani musicisti Under35, provando a proporsi ancora una volta come un importante palcoscenico per la crescita e la formazione di nuove generazioni di artisti. L’obiettivo è infatti quello di coniugare il prestigio di musicisti già affermati con la freschezza e l’energia di alcune delle più interessanti realtà emergenti del panorama italiano, europeo e mondiale.
Il festival prenderà il via venerdì 18 settembre alle 20.30 nel Teatro Abeliano di Bari con lo spettacolo musicale del Claudio Prima Trio. Lo show, dal titolo Atlantide del trio salentino è un suggestivo viaggio musicale e poetico che fonde le sonorità acustiche dell’organetto, del flauto e del violoncello con l’elettronica per esplorare il mito della città sommersa come metafora di ricerca interiore attraverso le rotte culturali del Mediterraneo. A seguire, sarà la volta dei liguri Birkin Tree con lo spettacolo Song & Music from Ireland: un trascinante viaggio sonoro che esplora l’intero spettro della tradizione gaelica, alternando antiche ballate, canti evocativi e dinamiche danze come reels e jigs. Interpretato dalla più importante formazione italiana di musica irlandese, il concerto ricrea le magiche atmosfere dell’Isola Verde attraverso la fusione acustica di chitarra, cornamusa (uilleann pipes), flauto, violino e avvolgenti intrecci vocali.
La seconda serata di programmazione, sabato 19 settembre, si apre alle 20.30 con la compagniaResExtensa diretta da Elisa Barucchieri con lo spettacolo in prima nazionale Oltremare: un dialogo tra musica e corpo capace di giocare sulla relazione tra suono e movimento, tra armonia e improvvisazione, tra leggerezza e profondità. Uno spettacolo ideato da Elisa Barucchieri, che ne cura anche le coreografie, con musiche ideate e interpretare dalla giovane compositrice Giulia De Trizio dei Radicanto. Sul palco per la seconda parte della serata i padroni di casa Radicanto con Il concerto Alle radici del canto, un affascinante viaggio acustico e poetico che esplora le tradizioni sonore del Mediterraneo attraverso la forma “canzone” d’autore. Lo spettacolo unisce la ricerca folk meridionale a sonorità sefardite, fado e ritmi sudamericani, celebrando la storia e le contaminazioni culturali di una terra intesa come frontiera d’incontro tra popoli.
Domenica 20 settembre il programma prende il via con lo spettacolo Reverie del Grazia Lombardi Quartet: un progetto musicale che si propone di portare la musica classica oltre i confini della tradizione colta, permettendo ad un pubblico più vasto di riscoprirla in una nuova veste, fresca e contemporanea. A tale scopo, le composizioni originali, pensate per organici diversi, vengono rielaborate e affidate a un quartetto moderno composto da voce, violino, pianoforte, basso e batteria. Seguirà Il concerto in prima nazionale Atlante – la vita e l’avventura dei Fabularasa, capace di tracciare rotte sonore tra canzone d’autore, ritmiche solari e suggestioni mediterranee. Lo spettacolo mette in musica una raffinata “commedia umana” contemporanea, celebrando la speranza, la memoria e l’impegno civile attraverso storie e contaminazioni culturali.
Il secondo fine settimana di programmazione all’interno del Teatro Abeliano di Bari prenderà il via venerdì 25 settembre alle 20.30 con Il concerto in prima nazionale Radici e ali di Namritha Nori: un affascinante intreccio sonoro che fonde la tradizione classica indiana, ereditata per via paterna, con la melodia e la canzone d’autore del Mediterraneo, sua terra d’origine e di crescita artistica. Attraverso sonorità acustiche intime e raffinate, lo spettacolo celebra l’incontro tra culture e il legame profondo tra appartenenza e libertà espressiva. A seguire, sul palco lo spettacolo in prima nazionale European live tour della Raffaele Casarano Band, che propone un’intensa produzione jazz guidata dal sassofonista salentino Raffaele Casarano, concepita come un mercato ideale di suoni in cui confluiscono mondi espressivi diversi. La performance intreccia composizioni originali a improvvisazioni dal vivo e trame elettroniche, arricchendosi di dialoghi sonori e collaborazioni con ospiti di rilievo del panorama internazionale.
Ad aprire la serata di sabato 26 settembre sarà la cantautrice italo-argentina Sarita per la prima nazionale del suo spettacolo dal titolo Mendoza: un progetto che nasce dall’idea di proporre un viaggio tra musica e parole che racconti i “Sud del mondo” ed in particolar modo tra l’Italia e la tradizione del Tango e del Sud America, affrontando un repertorio che spazia da composizioni originali a brani di autori latini di origine italiana come Piazzolla, Magaldi e D’Arienzo al fianco di autori sudamericani come Bola de Nieve, Gomez, Chavela Vargas. Generi di frontiera, epopee sonore legate a filo doppio dalla storia e dalla vocazione poetica intensa. Alla voce della attrice-cantante italo-argentina Sarita Schena, venata di intensa malinconia fanno eco le corde di Giuseppe De Trizio, Adolfo La Volpe, le percussioni di Francesco De Palma e il sax soprano di Claudio Carboni. A seguire, sarà la volta del concerto Canti, richiami d’amore che vede Ginevra Di Marcoaffiancata dal pianista Francesco Magnelli (storico militante dei CSI insieme alla cantante) e dal chitarrista Andrea Salvadori. Questo intimo viaggio acustico unisce canti popolari e brani d’autore, includendo in scaletta anche intense reinterpretazioni del passato legati alla storica band, come il brano “Del Mondo” dei CSI e del noto brano “Amandoti”.
Domenica 27 settembre, sul palco dell’Abeliano la programmazione barese della XVIII edizione del Festival “Di Voce in Voce” terminerà con lo spettacolo musicale in prima nazionale Festa nuova, festa antica dei Cantaluna, spettacolo acustico profondo e coinvolgente, interamente dedicato alla musica italiana. Il concerto intreccia brani tradizionali emiliani, storiche canzoni del passato riscoperte e composizioni originali del gruppo, ricreando un’atmosfera festosa che unisce memoria storica e sensibilità folk contemporanea. A seguire la prima nazionale di Marechiaro a cura di Epos Teatro: sul palco Maurizio Pellegrini con un insolito concerto per mandolino e chitarra, che accompagnano una voce lontana che racconta di Napoli, della sua gente e dei personaggi che l’hanno resa grande.
Il terzo fine settimana di programmazione si sposterà poi nella Sala Polifunzionale della Fondazione Santi Medici di Bitonto, dove giovedì 1° ottobre la rassegna riprenderà il via con la prima nazionale Dove la luna si mostra nuda, di Enerbia: uno spettacolo capace di connettere la musica colta a quella popolare, celebrando lo straordinario repertorio tradizionale dell’Appennino nord-occidentale e delle Quattro Province. Guidato dalla voce e dal violino di Maddalena Scagnelli, il gruppo affianca antichi canti sacri e canti rituali contadini a struggenti ballate d’amore e danze tradizionali (come valzer, monferrine e pive). Le performance, che risalgono idealmente le antiche Vie del Sale e la Via Francigena dal Po fino al Mediterraneo, rievocano atmosfere ancestrali grazie all’uso di suggestivi strumenti d’epoca e pastorali come il piffero, la piva e il mandolino. A seguire, sul palco la Compagnia Il Naufragarmedolce con lo spettacolo Le madri della Costituzione del Chiara Casarico Ensemble in un intenso reading musicale che omaggia le 21 donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946. Attraverso monologhi teatrali, lettere storiche e canti della tradizione popolare e partigiana, la performance restituisce voce e dignità alle madri fondatrici della Repubblica Italiana, celebrando il loro fondamentale contributo nella scrittura dei diritti fondamentali e nell’emancipazione femminile. Venerdì 2 ottobre sarà la volta del concerto spettacolo Real…mente Napoli – Omaggio a Roberto Murolo (eseguito dal Realmente Napoli Trio): un vivido e appassionato tributo alla canzone classica napoletana e al suo interprete più iconico. La performance – che vede la voce di Tommaso Chimentiaffiancata dal Real Duo composto da Luciano Damiani al mandolino e Michele Libraro alla chitarra – unisce in modo magistrale la poesia e la melodia partenopea. Attraverso un intreccio acustico di corde e calde sfumature interpretative, la scaletta spazia da capolavori storici come “Era de Maggio” e “Maria Marì” fino a “Voce ‘e notte”, restituendo l’anima nobile, intimista e intramontabile della tradizione di Napoli portata alla ribalta internazionale dal grande maestro Murolo. Protagonista della seconda parte della serata, invece, sarà il Fabio Galliani & Antonio Stragapede Duo con la loro prima nazionale dal titolo Un soffio di liscio: i due musicisti presentano un mondo musicale unico, fatto di tante musiche e storie da raccontare, non solo regionali, ma estensibili a tutti quei territori che hanno accolto, sviluppato e trasformato il genere del liscio: dall’Emilia-Romagna alla Lombardia e alla California, per non parlare degli innumerevoli cugini europei di cui questo genere è contaminato. Ocarina e chitarra, portano in scena una nuova interpretazione della musica popolare da ballo che unisce ed evidenzia l’interconnessione tra la tradizione italiana e quella europea ed internazionale.
Sabato 3 ottobre, invece, la programmazione parte con la prima nazionale di Scalinatella, una produzione Epos Teatro. Protagonista la voce di Maurizio Pellegrini che, accompagnato dalla chitarra del direttore artistico Giuseppe De Trizio racconterà della città più bella del mondo, della sua gente e dei personaggi che l’hanno resa grande. Un itinerario nella produzione poetica e musicale napoletana, dal teatro di De Filippo alle strofe di Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, intervallate dai brani più celebri della tradizione ottocentesca e da alcune perle rare del repertorio umoristico, con un omaggio a Eduardo Scarpetta. A seguire, la coproduzione in prima nazionale di Soqquadro & Radicanto che, con Terra Arsa, daranno vita ad un percorso musicale narrativo che si propone di riportare alla luce suoni e storie di terra e di mare, attraverso la ricerca e la rielaborazione del patrimonio della tradizione popolare, della musica antica e di quella colta da cui hanno origine. Racconti e canti di stagioni che si alternano in un incessante dialogo con la vita di uomini e donne che si muovono su confini labili. I musicisti di questa serata saranno inoltre affiancati, durante gli show, da due performer Lis dell’Associazione Anilis, per permettere la fruizione dello spettacolo anche alle persone non udenti.
Il festival si concluderà con due serate gratuite ospitate nella Chiesa di Santa Maria di Loreto a Valenzano: sabato 10 ottobre sul palco i Radicanto con lo spettacolo musicale Trapunto di Stelle, Omaggio a Domenico Modugno, un omaggio alla musica del grande cantante pugliese e, al contempo, un’indagine sulla nuova onda sonora legata al folk rock che, nell’ultimo decennio, ne ha rivendicato la discendenza. Un concerto che trae il suo nome dall’omonimo disco e che intende contestualizzare l’arte di Domenico Modugno, restituendola alla sua terra di provenienza.
Per finire, domenica 11 ottobre la musica tradizionale di Maria Moramarco con il suo spettacolo dal titolo Stella Ariente, che racconta attraverso il canto di tradizione dell’Alta Murgia Barese le ancestrali storie del popolo delle pietre.
Accanto agli eventi performativi, il Festival amplia la propria proposta culturale multidisciplinare attraverso una mostra d’arte allestita nel foyer del Teatro Abeliano dal titolo “La Sacralità del bello” a cura dell’artista Luigia Bressan, durante le due settimane della sezione barese della manifestazione. Un percorso tra dipinti e disegni che indaga il Bello come dimensione sacra, luogo di rivelazione. Nei volti femminili dell’artista, scomposti in cromie vibranti e attraversati da trame di scrittura, si riflette il cammino di un’artista in continuo divenire: ogni opera diventa uno specchio in cui riconoscere, guardandola negli occhi, il proprio percorso interiore. Formazione classica e sensibilità contemporanea si intrecciano in una pittura che unisce disegno a penna, colore puro e frammenti di parola scritta, restituendo ritratti sospesi tra introspezione e bellezza come forma di verità.
IL FESTIVAL
Da diciotto anni il festival “Di Voce in Voce”, organizzato e diretto dall’associazione culturale Radicanto, punta a riscoprire i contatti e i confini che si snodano attraverso le regioni pan-mediterranee in un percorso affascinante e diacronico, unite da un vento che sa parlarci di tradizione e innovazione, di continuità e modernità, dalla musica antica alla tradizione meridionale, dal canto a distesa alla polifonia pugliese, dai ritmi cadenzati agli spigoli dei tempi balcanici.













